Addio!

Lug 8 • L'opinione, Prima Pagina • 501 Views • Commenti disabilitati su Addio!

Tutto ha una fine (solo la salsiccia ne ha due). Così si è conclusa anche la nostra collaborazione editoriale e giornalistica con «Il Paese». Quando dico «noi», intendo non solo il sottoscritto Rolando Burkhard, ma anche i miei pseudonimi «Black Rot», «Ronco» e «Patanegra», nonché mia moglie Mila che, in qualità di medico, ha scritto anche diversi articoli. Ci congediamo così, anche se a malincuore, dai nostri stimati e fedeli lettori de «Il Paese».

Ho potuto collaborare con «Il Paese» dal 2003, quindi per ben 20 anni: con centinaia di miei articoli e traduzioni per le pagine in tedesco. Ora, per varie ragioni – oltre all’età e alla salute – ho deciso di terminare prematuramente questa collaborazione.

Mi congedo quindi dai lettori de «Il Paese». Li ringrazio molto per l’interesse che hanno dimostrato nei confronti dei nostri articoli. Rolando e Mila Burkhard insieme a Black Rot, Ronco e Patanegra augurano a «Il Paese» tutto  il meglio per il futuro.

Eros N. Mellini

Cari Rolando, Mila, Black Rot, Patanegra e Ronco,

che dire? 20 anni sono molti e gli addii lasciano sempre un amaro in bocca, un senso di tristezza e di nostalgia per i bei momenti che la nostra collaborazione ci ha dato.

Erano i primi anni del terzo millennio quando prendesTi contatto con me per suggerirmi di non limitare la parte tedesca del giornale ai soli comunicati dell’UDC nazionale – cosa cui ero obbligato a causa della mia insufficiente conoscenza del tedesco – e mettendoTi a disposizione per tradurre in tedesco i miei articoli scrivendone nel contempo di Tuoi, che io avrei poi tradotto e pubblicato in italiano. Un’offerta che accettai con entusiasmo e che diede al giornale un valore aggiunto inestimabile. Il tutto, a livello rigorosamente benevolo, perché le finanze del giornale non ci permettevano una redazione professionale.

I primi anni della nostra collaborazione hanno del mitico: Ti ricordi come – in mancanza dell’E-Mail – ci scambiavamo i testi da tradurre per posta. Oggi ci sembra incredibile, eppure non è preistoria, si tratta solo di vent’anni fa. Vent’anni da ricordare con piacere, non solo per la consapevolezza di avere contribuito a rendere «Il Paese» interessante anche per la «colonia» svizzero-tedesca in Ticino, ma anche per gli incontri di puro intrattenimento e amicizia. Tu, Mila ed io, davanti a un mitico hamburger del ristorante Quadrifoglio a Maggia o in qualche altro grotto della valle, a volte in compagnia di amici targati UDC come Lara Filippini, Ermes Agostini e Bruna, o il compianto Urs von der Crone. E Ti ricordo pure presente quando fondammo la sezione UDC di lingua tedesca, la ds-SVP Tessin.

In tutto questo tempo, sei stato un solido pilastro per il giornale, ma soprattutto per me personalmente, come prezioso collaboratore, come valido consigliere in materia di giornalismo (non a caso la Tua tesi di laurea fu orientata sui numerosi organi di stampa ticinesi, oggi per la maggior parte spariti) e, soprattutto, come caro amico. Sono anche felice di aver potuto portare a termine assieme a te l’edizione del centenario de «Il Paese», un traguardo importante che tante altre testate non hanno superato.

Ultimamente abbiamo avuto le nostre vicissitudini – particolarmente con la salute, ma non solo – siamo entrambi reduci da un’ospedalizzazione piuttosto debilitante e, seppure con qualche anno di differenza, ambedue non siamo proprio «di primo pelo», per cui capisco e rispetto la Tua volontà di ritirarTi. Sappi comunque che, se un giorno vorrai scrivere qualcosa – anche sporadicamente – «Il Paese» avrà sempre la porta spalancata per Te.

Intanto, contraccambio a Te, Mila, Black Rot, Patanegra e Ronco, i migliori auguri per un sereno futuro.

Tuo amico, Eros

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