A Palazzo federale non volano le aquile

Lug 8 • L'opinione, Prima Pagina • 471 Views • Commenti disabilitati su A Palazzo federale non volano le aquile

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volazzano solo piccoli pennuti: fringuelli, passeri e passerotte. Cinguettano beati per l’approvazione della funesta «legge federale di protezione sul clima e il rafforzamento della sicurezza energetica». Sulla presunta «sicurezza» nutriamo parecchi dubbi, e siamo certi che andremo incontro ad altri ulteriori divieti e allucinanti ingiunzioni, poiché delle promesse da marinaio di questi fanatici ambientalisti non ci fidiamo affatto. Il P$ Cédric Wermuth, ha già espresso il desiderio di, citiamo: «discutere sui divieti». Ovvero, introdurne altri. (SIC!!!) Quindi, non facciamoci illusioni e prepariamoci al peggio. Candele e torce per tutti, calessi, risciò, pattini a rotelle, monopattini, una doccia al mese, rigorosamente senza sapone ma in allegra compagnia e a letto con maglioni, cappotti e calzettoni di lana per proteggerci dal freddo. Senza dimenticare le foreste di pale eoliche, che sulle nostre montagne sostituiranno gli alberi e prati e colline cosparsi di pannelli solari. Paesaggio e Madre Natura, riconoscenti ringraziano! Ma vuoi mettere la soddisfazione di avere salvato il mondo! Se poi, malauguratamente, al posto di Berset in CF venisse eletto un talebano verde oppure la silfide Funiciello, la catastrofe è garantita!    

Nel collimatore del barricadero kompagno in modalità Stalin, anche il consumismo di lusso e i viaggi aerei. Ciò dovrebbe preoccupare il «nostro» munifico Ministro degli esteri, emulo di Charles Lindbergh. Sull’inquinamento di CO2 prodotto dalle flatulenze umane – micidiali per l’ambiente – ancora non sono state trovate soluzioni. E le grigliate? Il Cédric imporrà di vietarle, logicamente! Scherzi a parte: qualcuno è fuori di testa, siamo oramai succubi di una demagogica dittatura rossoverde!

Intanto, «Renovate Switzerland» promette ulteriori battaglie, bloccando città, autostrade e ponti. Una dichiarazione di guerra? Ma questi predicatori di questa assurda, quanto utopica «religione ambientalista», forse non si rendono conto che stanno esasperando la popolazione. Cosa fanno per vivere questi parassiti imbrattatori d’opere d’arte, percepiscono uno stipendio? E chi sono i loro datori di lavoro? Adesso basta! La gente comincia a perdere la pazienza e potrebbe anche reagire violentemente nei confronti di questi fancazzisti scalmanati eco-terroristi.

Permetteteci di citare alcuni passaggi di un articolo, apparso recentemente su «Quotidiano Web» a firma Andrea Caldart, che condividiamo pienamente:

«Da ambientalismo a vandalismo non passa giorno che, non si stia assistendo ad un’escalation di atti d’inciviltà, con la scusante di difendere il pianeta. L’imbambolamento della ideologia “gretina” grazie all’azione costante di un mainstream che s’imbottisce di un presunto “altruismo climatico”, punta a infarcire i cervelli di un fanatismo climatico religioso, con i suoi precetti di virtuosismo di vita pura. Sia mai che a noi venga in mente di metterci in contrapposizione con la santificazione di coloro che, con queste azioni ambientali, mettono in atto le loro sacre scritture per salvare l’umanità, perché altrimenti, saremmo bollati a vita quali peccatori infedeli. In realtàdobbiamo iniziare seriamente a preoccuparcidi queste chesembranoazioninon violente, perché non lo sono per nulla.» (fdc)

Purtroppo, ci troviamo a dover affrontare e difenderci, da una pericolosa frode scientifica e fra non molto, dovremo subirne le catastrofiche conseguenze. «Credere che l’uomo possa influenzare il clima è incredibilmente arrogante».  

Così afferma lo specialista svizzero ed esperto di valanghe noto a livello mondiale, Werner Munter. Dopo aver analizzato parecchi studi scientifici, Munter dichiara, citiamo: «Non ho trovato da nessuna parte come il CO2 possa riscaldare il clima senza per questo violare le leggi fondamentali della natura». (fdc)

Ai nostri squilibrati ecoterroristi, un consiglio «amichevole»: attenzione a non tirare troppo la corda! State causando solo danni. Scientemente-stupidamente state mettendo a rischio la nostra economia, favorendo i grandi inquinatori: Cina, India e non solo. Ma da quelle parti del mondo, ve ne guardate bene dall’andare a manifestare, perché per voi sarebbero cavoli amari!

A Berna, attorno al cupolone federale, di «aquile» non se ne vedono: svolazzano solo stormi di piccoli pennuti.

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