A Locarno tornano a suonare gli incantatori di serpenti

Gen 23 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 144 Views • Commenti disabilitati su A Locarno tornano a suonare gli incantatori di serpenti

Sandro Rusconi, Locarnese DOC residente ad Arosio

(Al momento di andare in macchina, la presentazione del 21 gennaio non è ancora avvenuta. NdR)

Nel 2018 non si era ancora spenta l’eco della clamorosa scoppola inflitta al famigerato progetto di Parco nazionale del Locarnese (PNL), quando un nuovo progetto di usurpazione del nostro territorio si affacciava sul medesimo Locarnese. I filibustieri di turno erano di altra provenienza, ma la tecnica adottata era la medesima: proporre un progetto mega-costoso inutile e dannoso per il territorio, infischiandosene altamente della popolazione locale. Si tratta del faraonico progetto di costruzione iniziale per 250 milioni di franchi sulla montagna sovrastante Locarno (zona Monte Brè e Colmanicchio). Un mega resort con un super hotel-spa comprendente 65 suites di alto lusso e una serie di 95 appartamenti di lusso in zona Monte Brè. Tanto per rendere l’idea del livello, il business plan prevedeva che gli apart-hotel fossero acquistabili al modico prezzo di 20’000 CHF al m2. Insomma, un ghetto per miliardari barbari e analfabeti che non avrebbero mai portato niente alla comunità se non soldi di dubbia provenienza, soldi che sarebbero immediatamente spariti nelle tasche degli investitori lasciando uno scarno indotto locale. Nella prima versione del business plan, alla voce “rischi” non figurava un’eventuale reazione della popolazione (proprio come per il PNL) e questo la dice lunga sulla sensibilità dei promotori nei confronti di coloro che vengono considerati dei buzzurri da turlupinare.

Dopo la rapidissima e clamorosa riuscita dell’iniziativa popolare del maggio 2019, con la quale oltre 2000 cittadini chiedevano l’istituzione di una Zona di pianificazione per studiare nuove varianti del Piano regolatore, i promotori hanno fatto un primo passo indietro, parlando di un progetto ridotto (sempre con 30 suites di lusso e 50 spazi abitabili della classe apart-hotel). Anche il Municipio è stato messo sotto pressione e ha fatto una rapida retromarcia dalle posizioni possibiliste iniziali e la ZP è stata finalmente attivata nel mese di novembre. La ZP prevede che per i prossimi 5 anni qualsiasi tipo di costruzione di nuovi volumi sarebbe messa in moratoria.

Ora i promotori ritornano alla carica e presenteranno pubblicamente come terza versione un progetto nuovamente ridimensionato la sera di martedì 21 gennaio. Sempre un hotel cinque stelle-superior, piscine e Spa e una cinquantina di apart-hotel di lusso.

Quando leggerete queste riflessioni, questa nuova impertinente offensiva di marketing si sarà già consumata. Non si sa bene cosa possano ottenere, visto che le condizioni di ZP valgono anche per loro (quindi per almeno 5 anni tutto è bloccato) e che è molto probabile che il risultato della nuova pianificazione non permetterà costruzioni del volume previsto nella versione 3 del progetto.

Da parte mia, non ho alcun dubbio che quella serata si trasformerà in un flop programmato poiché il tanto sottovalutato popolino non è così ingenuo come si vorrebbe. Prevedo che verrà manifestata in maniera franca tutta l’insoddisfazione e l’insofferenza della popolazione locale.

– Come fidarsi di promotori che hanno posto in avanscoperta un finto principe millantatore per acquistare progressivamente i terreni necessari alla realizzazione di questo eco-mostro?

– Come ci si può fidare di persone che hanno distrutto il mercato immobiliare locale pagando i terreni 4-5 volte più del prezzo corrente?

– Come fidarsi di un’agenzia che, dopo la prima scoppola, ha pensato bene di cambiare nome e pelle (da Augurinvest a Aedartis), solo per attirare nuovi investitori?

– Come fidarsi di un gruppo di investitori che promette di realizzare un’oasi di tranquillità per sceicchi pensando di portare i clienti in quota con l’elicottero (visto che la strada mono-corsia è di difficile transito)? Cioè, vogliono rovinare la tranquillità esistente per prometterne una virtuale?

– Come fidarsi di promotori che si appropriano indebitamente di toponimi antichi (vedi “Follia” nel progetto 1 e 2, e “Miranda” nel progetto 3) senza degnarsi di chiedere garbatamente il permesso ai comuni o ai patriziati detentori della tutela del territorio? (Suggerirei agli enti citati di attivarsi rapidamente per proteggere quei toponimi dalla commercializzazione!)

– Infine, last but not least, da dove possono provenire i fondi per un progetto del genere che tecnicamente non ha alcuna possibilità di funzionare? Non è che ci sia anche una porzione di soldi di dubbia provenienza da riciclare?

Queste e altre sono le domande che frullano nella testa degli oppositori, che sono certamente una grande maggioranza e che il Municipio ha saggiamente deciso di non ignorare.

La ragione per la quale ho sin da subito aderito al comitato di opposizione è che sono cresciuto proprio nella regione toccata da questo obbrobrioso progetto e mi sento direttamente e affettivamente coinvolto. È interessante fare osservare che il comitato raccoglie persone che sul PNL erano su fronti opposti, ma che in questo caso remano nella medesima direzione, tralasciando i personalismi e concentrandosi sulla seria problematica.

Qualsiasi cosa accada in futuro, bisogna fare in modo che questi nuovi balivi – che usurpano il nostro territorio con progetti suadenti, ma che sono volti unicamente ad arricchire le proprie tasche – non abbiano vita facile e che comprendano finalmente che con il popolo locarnese e ticinese non si scherza!

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