Fantascienza sanitaria – Episodio 1 – 2038

Nov 30 • L'opinione, Prima Pagina • 1247 Views • Commenti disabilitati su Fantascienza sanitaria – Episodio 1 – 2038

Dr. Med. Daniela Soldati, Locarno

Belfaux, 13 marzo 2038, nella casa di un consigliere federale in pensione, un giornalista lo interroga sulla sua vita attuale.

Il giornalista: Onorevole Berset, come sta?

Berset: Beh sa, ho dei seri problemi di salute, e le mie giornate non sono proprio tutte allegre. Ma non mi lamento…

Il giornalista: cosa intende dire?

Berset: Non mi lamento, perché gran parte dei problemi che ho attualmente li ho creati io.

Il giornalista: non capisco?

Berset: Venticinque anni fa, consigliato da persone disoneste e il cui unico credo era il denaro, da spendere o da risparmiare, ho iniziato una campagna violentissima contro i medici e gli ospedali, sono pesantemente intervenuto sui tariffari, li ho messi tutti alla gogna in pubblico utilizzando le statistiche che sapevo essere “corrotte” da parametri del tutto privi di effetti sui loro redditi per dire cose che sapevo perfettamente essere false. Ho usato di tutto il mio potere per discreditare la categoria davanti alla gente. Invece, i potenti come l’industria farmaceutica, quella delle apparecchiature mediche, quelle insomma che avrebbero potuto, se me le tiravo addosso, nuocere alla mia carriera politica, quelle le ho lasciate stare. E ho lasciato anche che gli assicuratori malattia si intromettessero sempre di più nella vita della gente, domandassero premi sempre più esosi per sempre meno prestazioni e questo senza mai darmi la pena di verificare se i premi corrispondessero ai costi reali, cosa che in effetti non facevano. E senza mai esigere che gli assicuratori presentassero i loro conti fino all’ultima pagina dei libri contabili, perché già sapevo che mi avrebbero raccontato tutt’altra storia di quella che Santesuisse o HSK martellavano quasi ogni giorno nelle loro pubblicità. Helsana ti aiuta in 2 minuti se hai un incidente all’estero? Sì, ma poi appena torni in patria ti accusa di aver procurato l’incidente e ti chiede i soldi indietro. Oppure, mentre sei all’altro capo del mondo, ti chiede di inviare copia del libretto di famiglia (chi se lo porta in vacanza?) per accettare di pagare il rimpatrio di tutti i membri della famiglia e non solo dell’incidentato….

Il giornalista: E adesso se ne pente?

Berset: Pentirmene non lo so, ma vede, sono malato di diabete, ho già perso una gamba che ha dovuto essermi amputata, perché i soldi, malgrado la mia pensione di consigliere federale, sono pochi. Le spese per l’assicurazione malattia hanno raggiunto livelli assurdi, e così per anni ho rispiarmato…prendendo gli antidiabetici solo un giorno su tre, ho un’insufficienza renale e devo dializzarmi, e sono quasi cieco, insomma, ho una vita difficile. E adesso dovrò accettare l’internamento in una casa per anziani perché vede, qui non posso più stare: nessun medico fa più visite a domicilio, gli studi medici lavorano tutti solo fino alle 14 e rifiutano le urgenze, nessun medico accetta di fare le guardie di notte e nei week-end. L’unico centro medico nei 50 km qui attorno è l’ospedale di Friborgo, anche le cliniche private sono sparite tutte. E io non posso più guidare, sono quasi cieco, e dipendo dai servizi di cura a domicilio. Ma anche loro fanno delle scelte, e gli anziani polimorbidi come me non sono la loro priorità. Inoltre le urgenze dell’ospedale hanno tempi medi d’attesa di 10 ore, i giovani vengono presi a carico prima degli anziani che, si sa, costano troppo e in fondo hanno già vissuto abbastanza.  Per farmi la dialisi, devo partecipare al 50% dei costi e soldi non ne ho più, mi sono dissanguato a pagare le cure per mio nipote, affetto da una malattia congenita per la quale la Lamal non paga le cure perché non dimostratamente efficaci, ma come potevo privare il sangue del mio sangue di una possibilità, foss’anche infinitesimale?

Il giornalista: E quindi?

Berset: Beh, devo ammettere di aver portato questo paese in una situazione sanitaria catastrofica. Ho convinto tutti che i medici, gli ospedali, le cliniche private fossero tutti ladri, ho convinto tutti che lavorassero 6 ore al giorno e guadagnassero milioni all’anno. Così, col supporto del popolo credulone che io stesso ho imbrogliato per i miei fini politici, ho tagliato, tagliato, tagliato. E ora, i medici lavorano davvero 6 ore al giorno dal lunedì al venerdì. Non operano più perché troppo rischioso di finire alla gogna sui giornali o in tribunale. Gli ospedali per girare ingaggiano ormai solo medici dall’estero, i nostri non vogliono più. Non fanno più nemmeno la loro formazione in Svizzera, non vogliono lavorare in ospedali in cui ho obbligato a ridurre il personale all’osso, tolto mezzi finanziari per gli investimenti, e questo dopo averne chiusi, sui circa 800 che c’erano nel 2018, almeno i 2/3.  Alcuni cantoni sa, non hanno nemmeno più un ospedale. Friborgo ce l’ha ancora, ma per poco, lo chiudono a fine anno perché ha 300 milioni di debiti.

Senta, ora la devo lasciare. Dovrebbe arrivare l’infermiera a domicilio per rifarmi le medicazioni alla gamba rimasta…

Sulla soglia, un robot di ultima generazione con una borsa sanitaria. Al posto della testa uno schermo televisivo, nel quale il giornalista, uscendo, vede una persona, in civile, che si rivolge al Consigliere Berset. “Ma insomma Consigliere, non è pronto per le medicazioni? Non si è spogliato, e magari vorrà anche dirmi che deve ancora andare a fare pipì prima che possiamo intervenire.  Ora basta consigliere, non se ne può più! Ma chi crede di essere lei, per ritardare così il nostro piano di lavoro? Il presidente della Confederazione? Non abbiamo mica solo lei di cui occuparci. Beh, guardi, io non ho mica tempo. Salteremo la medicazione per oggi, ci vediamo domani.”

Berset: No ma aspetti, guardi, è tutta sporca! E mi fa male, la prego, aspetti!

“Doveva pensarci prima e farsi trovare pronto! Arrivederci!”. Con un rapido giro su stesso, il robot se ne va.

Il giornalista, quasi impietosito, pensa allora tra sè mentre raggiunge la sua auto: vergogna, pensare che questo l’ho aiutato anch’io, vent’anni fa, ad imbrogliare tutti, attaccando un giorno sì e un giorno sì quelli che adesso dovrebbero aiutarmi a stare bene anche quando, tra poco sarò in pensione…oddio, ma cosa ho fatto?

Comments are closed.

« »