Allocuzione 1° agosto 2024 – UDC-Ticino
Cari concittadini, amici e colleghi, oggi, nel cuore della nostra amata Svizzera, celebriamo il Natale della Patria. Mentre stiamo insieme, circondati dalla bellezza della nostra terra, riflettiamo sul cammino che abbiamo percorso e su quello che ancora ci attende. In questo giorno così importante vorrei condividere con voi cosa stiamo facendo e perché lo stiamo facendo. La Svizzera, fin dalla sua nascita, è stata un baluardo di libertà e responsabilità. Ricordiamo i nostri fondatori – Werner Stauffacher (SZ), Walter Fürst (UR) e Arnold von Melchtal (UW) – che nel lontano 1291 hanno posto le basi di una nazione costruita sulla mutua difesa e sull’impegno comune verso l’autonomia e la dignità. E non dimentichiamo il coraggio della Stauffacherin, che ha spinto suo marito a lottare per la libertà di costruire un futuro migliore per la loro comunità, quando il balivo Gessler voleva proibire l’edificazione di nuove case aggredendo così la proprietà privata dei contadini. Questo spirito di iniziativa e responsabilità è oggi più rilevante che mai. Vediamo come può aiutarci a navigare le tante confusioni dei nostri tempi. Attualmente, viviamo in un’epoca di grandi sfide e trasformazioni. Vediamo come ideologie straniere e correnti culturali tentino di erodere i nostri valori tradizionali, proponendo un modello di società basato su vittimismo e dipendenza. Il relativismo postmoderno distrugge il terreno su cui si poggia senza offrire stabili alternative. Soprattutto all’estero il cosiddetto marxismo culturale ha creato delle metastasi in movimenti come il gender fluid e il woke, siamo bombardati da concezioni che contraddicono il nostro modo di vivere e pensare. Purtroppo, abbiamo sottovalutato queste tendenze che, nei decenni scorsi, che si sono fatte strada nei media e addirittura nelle scuole. Eppure, esistono alternative ed è proprio oggi l’occasione di tematizzarle e riscoprirle. I tre padri fondatori avevano scelto di percorrere la strada della responsabilità individuale e del mutuo sostegno. Erano aperti al cambiamento – il commercio transalpino stava partendo proprio in quei secoli – ma lo volevano affrontare con regole e valori tradizionali ben saldi. Erano aperti al futuro facendo leva su quanto di buono offriva il passato. Insomma, già oltre 730 anni fa erano dei liberalconservatori come noi. Vi sembra un discorso fumoso e teorico? Al contrario si tratta di linee guida per un’azione molto pragmatica. Ecco perché la nostra agenda politica è piena di iniziative concrete, volte a proteggere e rafforzare la nostra nazione: a livello federale, stiamo raccogliendo le firme
• dell’iniziativa UDC per la protezione delle frontiere, che abbiamo lanciato due mesi fa a Berna contro gli abusi nell’asilo.
• dell’iniziativa per la revisione analitica del periodo Covid (Aufarbeitungsinitiative), i cui moduli sono da inviare in questi giorni.
Siamo inoltre stati direttamente o indirettamente coinvolti in queste iniziative ora in mano al Consiglio federale o al Parlamento in vista del voto popolare:
• l’iniziativa UDC per la neutralità, depositata con successo il 28 maggio 2024;
• l’iniziativa UDC per la sostenibilità (contro la Svizzera da 10 milioni di abitanti), depositata con successo l’8 maggio 2024;
• l’iniziativa per stoppare i blackout, depositata con successo il 19 marzo 2024;
• l’iniziativa per il denaro contante, ora nelle mani del Parlamento;
• l’iniziativa 200 franchi bastano, ora nelle mani del Parlamento.
Sul piano cantonale, non siamo da meno. La lista è davvero lunga ma vale la pena ricordare i nostri successi. Grazie ai nostri sforzi andremo presto a votare
• sull’abolizione della tassa di collegamento;
• sulla neutralizzazione degli effetti del raddoppio delle stime immobiliari.
Grazie ai nostri sforzi i cittadini ticinesi hanno inoltre già potuto sostenere le nostre proposte come:
• la riforma fiscale votata il 9 giugno 2024;
• il referendum contro gli sprechi della cittadella della giustizia il 9 giugno 2024;
• abbiamo sfiorato di poco il no alle misure di aumento delle rendite IPCT;
• il Decreto Morisoli il 15 maggio 2022;
• l’introduzione del Referendum finanziario obbligatorio anche in Ticino, grazie al quale IPCT e Palazzo di giustizia sono finiti alle urne in giugno;
• il no alla Scuola che verrà;
• l’introduzione della sussidiarietà nella Costituzione cantonale;
• l’introduzione della civica come materia a sé nella scuola dell’obbligo.
Queste iniziative dimostrano il nostro impegno incessante a favore di una comunità forte, indipendente e responsabile. Una comunità autonoma ma non chiusa su sé stessa. Ci opponiamo a qualsiasi forma di sottomissione a entità sovrannazionali e lavoriamo per mantenere la nostra neutralità storica, riconoscendo al contempo il nostro ruolo nel contesto internazionale, con il quale da secoli ci relazioniamo. Concludo pertanto chiedendo a ciascuno di voi di riflettere sul valore della responsabilità personale. Non lasciatevi sedurre dalle facili promesse di chi offre scuse invece di soluzioni. Che siate credenti o no, ricordatevi della storia di Caino e Abele: la redenzione e il progresso si trovano nell’azione, non nell’accusare gli altri. Caino poteva cambiare il suo comportamento, invece di cadere in preda alla gelosia e all’invidia finendo con l’uccidere il fratello virtuoso.
Le vedete le analogie con la sinistra massimalista che invece continua a fare leva sull’invidia?
I Giovani socialisti, con la loro deleteria «iniziativa per il futuro» che propone un’imposta successoria del 50% sui patrimoni sopra i 50 milioni di franchi, stanno rischiando di far scappare i maggiori imprenditori svizzeri e di non farne arrivare altri. Insomma, capiamo bene che non vi è nulla di più pragmatico di una buona teoria. E nulla di più dannoso di una cattiva teoria! Siamo noi la chiave del nostro futuro. Ma il nostro futuro dobbiamo volerlo prendere in mano. E dobbiamo poterlo prendere in mano. Questo vale come persone e come collettività. Ecco perché non vogliamo giudici stranieri in casa. Ecco perché vorremmo scegliere chi accogliere a casa nostra e con quali regole. Ecco perché non ci piace molto l’idea di uno Stato che ci tratta come eterni minorenni, che ci protegge deresponsabilizzandoci. Siamo qui, in questa azienda agricola, a celebrare non solo la nostra indipendenza, ma anche il duro lavoro e la dedizione di coloro che, giorno dopo giorno, coltivano la nostra terra e allevano gli animali. Qui il relativismo culturale ha vita breve. Ecco perché siamo onorati di essere ospiti qui e di avere l’occasione, anche da abitanti della città, di ricordarci da che parte gira il mondo. In tutta modestia e franchezza, non ho la certezza che quanto vi ho spiegato e quanto sto facendo sia giusto. Posso solo confrontarmi con voi, altre persone, e con la realtà. Giorno dopo giorno. Vi assicuro però che finora non ho trovato nulla di più convincente, ed è per questo che insisto nel condividere queste riflessioni con voi. Siamo davvero una bella squadra e sempre più cittadine e cittadini ci stanno dando la loro fiducia. Continuiamo a lavorare insieme per un futuro in cui i nostri figli possano crescere consapevoli e orgogliosi della loro eredità, e sicuri nel loro domani. I nostri figli: che siano liberi e svizzeri! Viva la libertà!
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