Un’iniziativa accantonata (ma per noi fallita)
L’Unione sindacale svizzera ha deciso di interrompere la raccolta firme per l’iniziativa sugli utili della BNS da destinare all’AVS, per concentrarsi sul secondo pilastro «sotto attacco», è quanto ha comunicato al «Blick» il presidente di questo ente e consigliere nazionale Pierre-Yves Maillard.
Gli iniziativisti avrebbero avuto tempo fino al 24 novembre per raccogliere le 100’000 firme necessarie alla riuscita dell’ iniziativa. Ne erano già state raccolte 70mila.
Forse è giusto rammentare che La Banca nazionale svizzera (BNS) è la banca centrale della Confederazione elvetica. Detiene il monopolio dell’emissione di banconote e ha il mandato di condurre la politica monetaria del paese. Conformemente alla Costituzione e alla legge, essa assolve tale mandato in modo indipendente, intrattenendo uno scambio regolare con il Consiglio federale, rendendo conto del proprio operato all’Assemblea federale e informando periodicamente il pubblico sulla sua attività.
La Banca nazionale è una società anonima retta da norme speciali di diritto federale. Essa è amministrata con il concorso e sotto la sorveglianza della Confederazione, secondo il disposto della Legge sulla Banca nazionale. Le azioni sono nominative e vengono negoziate presso la Borsa svizzera (SIX Swiss Exchange) nello Swiss Reporting Standard. Il capitale azionario ammonta a 25 milioni di franchi ed è detenuto per circa la metà da enti pubblici (cantoni, banche cantonali, ecc.). Le restanti azioni sono per la maggior parte in possesso di privati. La Confederazione non possiede azioni della Banca nazionale.
FRG
