Sudoku per le elezioni del Consiglio federale?

Nov 18 • L'opinione, Prima Pagina • 588 Views • Commenti disabilitati su Sudoku per le elezioni del Consiglio federale?

Black Rot

Alcune eretiche riflessioni sulla richiesta introduzione di quote rosa nel Consiglio federale.

Per l’elezione del Consiglio federale valgono oggi due direttive determinanti: da una parte, la cosiddetta e perlopiù adottata “formula magica” (composizione partitica) e, dall’altra, la “equa rappresentanza delle regioni e componenti linguistiche”, stabilita dalla Costituzione federale (Art. 175/4) ma non sempre rigorosamente rispettata.

Occorre in più una quota femminile?

Questa pretesa viene sempre avanzata soprattutto dalla sinistra e, con l’uscita di Doris Leuthard, si farà sentire ancora di più. Nella Costituzione dovrebbe essere stabilita una quota rosa per il Consiglio federale. Perché, notoriamente, le donne costituiscono circa la metà della popolazione e non sono quasi mai state rappresentate proporzionalmente in Consiglio federale. Dunque, scriviamo nella Costituzione: dei sette membri del governo nazionale la metà, quindi 3 1/2, devono essere donne.

Dà problemi il/la ½ uomo/donna? Assolutamente no. In un’epoca di aumento esponenziale del numero di inter- o transessuali si potrebbe addirittura stabilire: 3 uomini, 3 donne e 1 qualcosa fra i due.

Per non parlare di omosessuali e lesbiche.

È sufficiente?

Non proprio. Perché, senza specifiche quote, non sono forse anche molti altri gruppi della popolazione svizzera, cronicamente non rappresentati in Consiglio federale?

Per esempio …

  • …gli/le stranieri/e (che oggi costituiscono quasi il 30%), o perlomeno le persone “con passato migratorio”. Secondo la sinistra, dovrebbero poter co-decidere politicamente. Beh, al momento, con Cassis siamo in qualche modo a posto. Amen.
  • … i giovani: i membri del Consiglio federale sono, di regola, piuttosto in età. Come la mettiamo con i 20-35enni? Sono assolutamente sottorappresentati. Quindi, una quota anche per i giovani?
  • … l’appartenenza religiosa: oggi, i consiglieri federali sono perlopiù cattolici o protestanti (non lo so). Ma come la mettiamo con la rappresentanza dei molti atei o addirittura della crescente popolazione di musulmani? Non occorre anche per quest’ultimi una quota?
  • … i vegetariani: i consiglieri e le consigliere federali tradizionali mangiano, che io sappia, quasi tutto. Ma c’è una crescente parte della popolazione che rifiuta la carne e i prodotti animali (vegetariani e vegani). Sono rappresentate a sufficienza queste persone?

La lista si potrebbe allungare a piacimento

Sì, per esempio quote per accademici e non accademici, andicappati e non andicappati, eccetera. Perfino le attuali regole si potrebbero perfezionare con delle quote, per esempio la “equa rappresentanza delle regioni “: perché ci sono state dozzine di consiglieri federali zurighesi e bernesi, mentre che dal 1848 non ce n’è ancora stato uno sciaffusano?

Stranamente, non c’è ancora mai stata, nella lista dei desideri, una richiesta di quote: non dovrebbero obbligatoriamente almeno 4 dei/delle sette consiglieri/e federali essere capaci, competenti e idonei a fare il loro lavoro?

Con le straripanti richieste di quote, le future elezioni del Consiglio federale si trasformerebbero in un vero e proprio Sudoku

Sì, perché con tutte queste quote, dopodomani quando si presentasse un posto vacante da coprire in Consiglio federale, potrebbe entrare in linea di conto, per esempio, solo questa candidatura: una Turgoviese PS di 20—35 anni, musulmana, vegana e con passato migratorio.

Si dovrebbe pensare seriamente se, quale autorità competente per l’elezione dei membri del Consiglio federale, non dovrebbe semplicemente essere designato, al posto dell’assemblea federale, uno o una dei molti specialisti di Sudoku dell’Ufficio federale di statistica.

Sarebbe decisamente molto meglio lasciare al popolo la competenza di eleggere i membri del Consiglio federale. Ma la Svizzera “politicamente corretta” non ne vuole assolutamente sapere.

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