Patto per le migrazioni: il Consiglio federale impedisce al popolo di partecipare alla decisione

Dic 15 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 750 Views • Commenti disabilitati su Patto per le migrazioni: il Consiglio federale impedisce al popolo di partecipare alla decisione

Il Consiglio federale ha deciso oggi di presentare il Patto dell’ONU per le migrazioni al Parlamento, sotto forma di decreto federale semplice. Esso impedisce così un referendum, dunque la partecipazione del popolo a questa decisione greve di conseguenze.

Questa decisione del Consiglio federale è un affronto al popolo, ritiene l’UDC. Il governo impedisce alla popolazione di avere l’ultima parola in questo dibattito, mentre sarebbe proprio questa a sopportare poi le conseguenze finanziarie e tutti gli altri effetti negativi di un’immigrazione incontrollata.

Il Patto dell’ONU per le migrazioni ha delle conseguenze gravi per i paesi che vi aderiscono, perché provoca una libera circolazione delle persone a livello mondiale. La sua principale conseguenza è un arrivo in massa di migranti economici, un’immigrazione della povertà di cui soffrirebbe il nostro sistema sociale già messo esageratamente a dura prova. I sostenitori di questo patto contestano questo dato di fatto. In un’intervista recentemente diffusa dalla radio svizzero-tedesca a Michelle Bachelet, socialista cilena e alto commissario dell’ONU per i diritti dell’uomo, indica chiaramente lo spirito di questa convenzione. Bachelet presenta l’immigrazione come un fenomeno inevitabile e unicamente positivo. L’obiettivo del patto è di permettere a tutti d’immigrare liberamente e legalmente nel paese di loro scelta. Per coronare il tutto, Bachelet si dice convinta che la Svizzera finirà per approvarlo. Secondo lei, si tratta solo di discuterlo prima di sottoscriverlo.

La decisione di oggi del Consiglio federale rende del tutto realistiche le affermazioni di Bachelet. La manovra del governo impedisce una procedura conforme alla democrazia diretta e mira a forzare il passaggio a un patto per le migrazioni senza alcuna legittimità democratica.

Berna, 14.12.2018

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