Nuova bufera nella sezione zurighese del Partito Socialista!
Solitamente piuttosto placida, la vita politica svizzera ha appena vissuto un colpo di scena inusuale. Figura ben nota a Palazzo federale, il consigliere agli Stati zurighese Daniel Jositsch ha sbattuto la porta del partito socialista. La decisione ha effetto immediato. Il «senatore» terminerà la legislatura in corso e nel 2027 si candiderà per quella successiva come indipendente. Questa decisione non è una sorpresa. La tensione tra Jositsch e il suo partito era palpabile da tempo. Il consigliere agli Stati spiega la rottura con uno slittamento sempre più marcato del PS verso sinistra, che impedisce alle posizioni social-liberali da lui incarnate di trovare spazio. Anche la sua candidatura «dissidente» all’elezione al Consiglio federale nel 2023, quando il PS aveva privilegiato candidature femminili, aveva lasciato il segno. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il rifiuto della sua sezione cantonale di nominarlo candidato per le elezioni federali del 2027.
Le reazioni oscillano tra il riserbo ufficiale e una lettura critica. All’interno del PS, i vertici si dicono dispiaciuti della sua scelta, pur relativizzandone la portata, e insistono sulla continuità del partito e sulla necessità di difendere una linea chiara per il futuro. Questo atteggiamento riflette la volontà di evitare un’escalation, pur prendendo atto di una rottura che sembrava diventata inevitabile dopo anni di tensioni interne.
Dal punto di vista dei media e degli analisti, l’episodio viene interpretato come il sintomo di un riposizionamento ideologico del PS a sinistra e di un conflitto duraturo con una figura social-liberale atipica.
Diversi osservatori sottolineano tuttavia una scommessa rischiosa: escludendo una figura molto popolare, il partito potrebbe indebolire la propria posizione elettorale. Più in generale, questa rottura è vista come un’illustrazione delle ricorrenti divisioni interne alla sinistra svizzera.
Soliti sistemi della sinistra svizzera, che gli eletti devono pensare non con la propria testa, ma accettare in toto quanto la loro direzione indica.
Daniel Jositsch, a nostro parere, è un socialdemocratico e forse le decisioni del partito non sempre le condivide.
L’anno venturo in autunno nel Canton Zurigo, per il rinnovo dei due seggi al Consiglio degli Stati, ne vedremo delle belle!
FRG
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