L’UDC si batte per la salvaguardia della sfera privata in Svizzera

Apr 6 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 1158 Views • Commenti disabilitati su L’UDC si batte per la salvaguardia della sfera privata in Svizzera

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L’UDC respinge il cambiamento di sistema nell’imposta preventiva. Essa ha risposto oggi in questo senso alla procedura di consultazione avviata su questo progetto. Tenuto conto delle diverse riforme in corso nel settore fiscale, questa nuova legge non ha alcun senso, perché potrebbe essere superata già domani dagli sviluppi che si creassero in altri settori. Introducendo il principio della dichiarazione volontaria, il progetto governativo prepara inoltre un attacco alla sfera privata finanziaria in Svizzera, ciò che l’UDC combatte con determinazione.
L’UDC è turbata in questo contesto dalla presa di posizione dell’Associazione svizzera dei banchieri, che vuole andare ancora più avanti dello stesso Consiglio federale e che, per mero interesse egoistico, incoraggia lo scambio automatico d’informazioni con l’estero (fra le banche e le autorità fiscali). Così agendo, l’ASB tradisce gli interessi dei clienti delle banche. Il cambiamento di sistema nell’imposta preventiva comporta inoltre degli oneri e dei rischi considerevoli per le banche cantonali e regionali, causando la sparizione di istituti finanziari. L’UDC esige una rapida votazione sull’iniziativa “SÌ alla protezione della sfera privata” affinché questo tema sia finalmente chiarito.

Permettere una soluzione per la costituzione di fondi propri
Il cambiamento di sistema proposto per l’imposta preventiva sopprimerebbe sì l’attuale discriminazione degli emettitori di prestiti animando il mercato dei capitali, ma comporterebbe dei costi amministrativi e dei rischi importanti, perché impone la tenuta parallela di diversi sistemi d’imposizione. Questo progetto è mal concepito e apre inoltre la via a un attacco alla sfera privata in Svizzera. L’UDC respinge perciò questa riforma dell’imposta preventiva nella forma e nel momento attuali. Essa sostiene tuttavia una soluzione che permetta di perseguire l’esenzione dall’imposta preventiva sulle obbligazioni convertibili e sui prestiti con rinuncia al credito ai sensi della legge sulle banche per rispondere alle esigenze “too big to fail” concernenti le grandi banche, per il buon funzionamento del sistema finanziario. Questa esenzione arriva a scadenza a fine 2016.

Berna, 24 marzo 2015

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