L’infinito «Black Friday» del falso buonismo

Dic 16 • In terza, L'opinione, Prima Pagina • 359 Views • Commenti disabilitati su L’infinito «Black Friday» del falso buonismo

Questo anno di disgrazia 2024, sta per lasciarci e non lo rimpiangeremo. A dire il vero non ci dispiace, anche perché ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori e non è ancora finita. Pur non volendo atteggiarci a Nostradamus, non illudiamoci: il 2025 probabilmente non sarà migliore! Comunque, ci siamo fatti ancora una pantagruelica scorpacciata di falso ipocrita buonismo, tolleranza e un illusorio desiderio d’inclusione: articoli messi in vendita in offerta speciale «Black Friday». La tendenza buonista, supportata dal fondamentalista pensiero unico, ha caratterizzato quest’ultimi anni, facendo sì che il mondo – per citare Roberto Vannacci – ha cominciato a girare al contrario. Dobbiamo finalmente prendere atto che il buonismo è un concetto erroneo della tolleranza. Come insegna Confucio: «belle parole e una vistosa apparenza, raramente sono associate alla vera virtù» (fdc).

Le parole del saggio filoso cinese sono più che mai attuali, considerando la situazione che l’Occidente sta vivendo. Anzi, si pretende sempre più tolleranza e accoglienza, idee spesso falsate poiché nascondono interessi non da poco e rischiose strategie.

Intanto, i potenziali delinquenti, grazie alla tolleranza e al buonismo, se ne fanno un baffo del vivere civile, del rispetto, dei doveri e se la ridono alla grande. A costo di essere tacciati di «populismo» – altro termine usato e abusato come epiteto insultante – facciamo qualche esempio. Una delle professioni che sta rivelandosi estremamente difficile da esercitare è quella del poliziotto. Gli agenti spesso sono oggetto di critiche e finiscono nella tacca di mira di coloro che della tolleranza a oltranzahanno fatto un credo da praticare. Se non lo fai sei out! Ma siccome non siamo pecore e non siamo stati contaminati dal pensiero unico, ci vien da dire «e chi se ne frega!»  

Guardiamo a quanto accade in Italia nei confronti delle forze dell’ordine, dei capitreno e personale dei trasporti urbani. Chiedere il biglietto a un passeggero, soprattutto se d’importazione, può costarti qualche dente oppure un paio di coltellate. Tollera oggi, tollera domani, fra non molto potrebbe succedere anche da noi, così tanto per soddisfare la voglia di emulazione. Se siamo giunti a questo paradosso dobbiamo ringraziare i sacerdoti e le sacerdotesse della religione buonista, ma di sola facciata, intendiamoci! Questi fatti sono inammissibili e accadono soprattutto quando ai malviventi s’accordano attenuanti per poter beneficiare di generosi sconti di pena. Comprensibilmente la gente onesta s’imbestialisce, soprattutto quando invece si sanziona chi fa il proprio dovere! Permetteteci di citare il filologo e scrittore Renato De Falco, a proposito dell’epidemia buonista. «Il caso del ricorrente buonismo che vorrebbe equivalere a una speciosa disponibilità, a una concessiva non prevenzione e a un tollerante spirito di apertura nei confronti di ideologie, situazioni o persone precedentemente avversate o contestate, con cui per discutibili motivi si vorrebbe evitare lo scontro. Il buonismo si risolve nel rifiutare qualsiasi specie di rigore e nel mostrarsi (fin troppo) accondiscendente verso chi viola elementari norme di comportamento e di vita. Ma quanto lontano è questo spesso ipocrita buonismo da quella genuina e autentica bontà (di cuore, di animo, di sentimenti), fragrante di altruistica solidarietà e di genuina comprensione» (fdc).

Un’ ipocrisia stomachevole, insopportabile retaggio dell’ideologia woke, che il filosofo Michel Onfray ha definito, citiamo: «una tirannia delle minoranze, una delle cause della rovina della civiltà occidentale» (fdc).

Prendiamo il femminismo, quello indaffarato a far cagnara nelle piazze dove si blatera di patriarcato, dimenticando cosa sono costrette a subire le donne iraniane sottomesse alla dittatura dei fanatici ayatollah e dell’Islam, che del patriarcato è il principale sponsor! Malgrado tutto questo cianciare a vanvera, in Svizzera le femministe si oppongono (sic!!) alla proibizione del velo islamico. In fatto di coerenza proprio non ci siamo!

In attesa che finalmente il mondo riprenda a girare per il verso giusto, porgiamo i nostri auguri di Buon Natale e ottimo Anno Nuovo ai nostri lettori, auspicando un futuro migliore, scevro da ipocrisie che non incantano più nessuno e che sinceramente ci hanno stancato!

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