Le profezie non richieste della politica e dei media

Mag 18 • Prima Pagina • 303 Views • Commenti disabilitati su Le profezie non richieste della politica e dei media

Eros N. Mellini

Prima (ma continuano anche oggi) c’erano le notizie apocalittiche volte a seminare il panico – Covid, surriscaldamento climatico, inquinamento atmosferico da CO2, eccetera – seguite poi dai resoconti della guerra in Ucraina, manipolati politicamente per pseudo-identificare tutti da una parte i cattivi contro l’altra, quella dei buoni, in una visione del mondo bianca o nera, nella quale le innumerevoli sfumature di grigio sono esclusivamente appannaggio della letteratura erotica; adesso, con l’elezione a papa di Leone XIV, è il momento delle interpretazioni del tutto arbitrarie di perché è stato eletto, quali siano le sue visioni politiche, il suo atteggiamento verso le grandi potenze, rispettivamente verso i personaggi che attualmente le governano.

Una conferma: ci prendono per deficienti

Una cosa accomuna i politici che creano le pseudo-notizie e i media «mainstream» che le diffondono, rispettivamente che danno la stura alle più stravaganti interpretazioni di avvenimenti del tutto fuori dal loro controllo: considerano il popolo cui si rivolgono un branco di creduloni deficienti e facilmente manipolabili. E il tragico è che – a giudicare dalle reazioni – probabilmente non hanno tutti i torti.

Ogni morte di papa

Per fortuna che l’elezione di un pontefice non avviene molto spesso, verrebbe da dire… ogni morte di papa. E, generalmente, quando un papa muore si è troppo occupati, magari anche un po’ ipocritamente, a tesserne gli elogi e a farne la biografia, per ricordarsi delle affermazioni e previsioni fatte al momento della sua elezione, qualcuna magari anche azzeccata (poche) ma, perlopiù, rivelatesi non più attendibili delle profezie del mago Otelma. Meglio riprendere il gioco e ricominciare a sparare cazzate più o meno verosimili che troveranno comunque il consenso della grande massa bianca, mentre quella nera applaudirà con entusiasmo le contro-cazzate che diranno l’esatto contrario. Entrambi i fronti porteranno in ogni caso abbonamenti e canoni ai rispettivi manipolatori mediatici, rispettivamente voti ai politici dei quali condivideranno le – peraltro non richieste – opinioni.

Se ne sentono di tutti i colori

Al contrario del «politicamente corretto o scorretto» che considera solo il bianco o il nero, i commenti e le reazioni che si moltiplicano nei riguardi della recente elezione pontificia, costituiscono una gamma di colori da fare invidia alla Pantone. Destra e sinistra fanno a gara a trovare dei segnali che collochino il nuovo papa dalla loro parte, interpretando a loro piacimento certe posizioni assunte quando papa non lo era ancora.

Una delle più grosse baggianate è che sarebbe stato Trump – grazie all’aiuto di un cardinale statunitense – a far eleggere l’americano Prevost. Dando quindi per scontato che la decisione del conclave sia stata un’idiozia, perché Trump fa parte dei cattivi. Per contro, il fronte della sinistra lo considera dei suoi, per le sue prese di posizione a favore dei migranti durante il primo mandato di Donald Trump. Difficile pensare che da missionario in Perù potesse applaudire all’erezione di muri auspicata dal presidente americano, ma che da papa voglia e possa mantenere gli stessi toni, è ancora tutto da vedere. Non ci si chiede se seguirà la linea socializzante di Francesco – a mio avviso piuttosto una deriva innaturale per una Chiesa che, con le sue ostentazioni di ricchezza e fasti, razzola piuttosto male rispetto a quanto predica – no, si afferma a priori che lo farà, come se fosse un inconfutabile dato di fatto. Come la stampa e la politica ci hanno ormai abituato, si spacciano i propri pii desideri per realtà inoppugnabili. Per dare eco a queste malefiche sirene poi, Internet ha sfornato dapprima una sfilza di laureati in virologia, soppiantati in seguito dai climatologi, poi dagli esperti in scienze belliche e, adesso, in vaticanologia. In realtà, non è che gli uni abbiano soppiantato gli altri, no, sono sempre gli stessi che disinvoltamente cambiano l’argomento su cui sparare le loro cazzate quotidiane.

E se lo lasciassimo lavorare?

Non sarebbe meglio occuparsi della biografia di Francesco che – essendo morto il soggetto – non è suscettibile di sorprese, invece di avventurarsi in prematuri pronostici su quanto farà Leone, più o meno verosimili ma sui quali non abbiamo alcun controllo? E lasciandoci invece sorprendere – se sarà il caso – da come questo pontefice agirà e reagirà in situazioni contingenti che si presenteranno di volta in volta?

Eros N. Mellini

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