La politica e i suoi aspetti

Queste mie considerazioni naturalmente non fanno l’unanimità e non trovano certamente il sostegno di chi vede nella tattica la possibilità pratica della realizzazione della politica.
Sono il primo a non idealizzare la politica, specie oggi alla mia età e con tutto quanto ho avuto modo di vedere e osservare, anche semplicemente quale spettatore. Ho l’impressione che molto spesso la politica si riduca sostanzialmente a uno scontro di interessi per ottenere ed esercitare il potere. Ora, so bene che lo scontro è in un certo senso parte integrante, costitutiva, della realtà politica, una sua espressione naturale. Anzi, oso dire che in un quadro democratico proprio il confronto-scontro può permettere una migliore valutazione dei pro e dei contro su tutti gli aspetti della società. La realtà democratica è costituita dall’esistenza di legittimi interessi, anche in materia di sviluppo e progresso: dallo scontro di quegli stessi interessi contrapposti può nascere la più idonea delle soluzioni, ovvero proprio la politica, intesa come ricerca della soluzione migliore e mediata. Ma non è che gli scontri di potere siano esclusiva dei regimi democratici o simil-democratici. Nei palazzi grigi delle dittature e delle autocrazie gli scontri più o meno sotterranei, le lotte per convincere il capo o il suo cerchio magico che lo attornia sono altrettanti scontri di potere, che talvolta terminano con il carcere o il sangue. La storia del comunismo a qualsiasi latitudine è zeppa di questi esempi e di denunce e condanne di deviazionisti.
Ma infine io penso che lo spartiacque, ciò che fa la differenza vera nella natura della politica, sia proprio la questione volta a sapere se lo scontro sia espressione tattica di pura lotta di potere, o se per contro le divergenze sono frutto del contrasto tra valori, fra opposte visioni della società, fra concezioni diverse relative al progresso: ossia un confronto anche duro ma corretto fra persone o gruppi convinti davvero delle proprie tesi. In una parola, o la politica ha un fondamento culturale, che purtroppo viene spesso dimenticato per convenienza e interessi, oppure diventa un puro scontro fra bande.
Non possiamo negare l’odierno «marketing» della politica (una volta si chiamava propaganda) con Partiti e uomini politici preoccupatissimi di individuare i desideri degli elettori per acquisire qualche voto in più.
Da produttori di cultura politica e quindi di soluzioni (un impegno certo gravoso che esige solide basi culturali) ci si è trasformati in supermercati con alterna offerta per attirare i clienti ondivaghi.
Continua nel prossimo numero
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