La piazza finanziaria svizzera in pericolo
Purtroppo, la piazza finanziaria svizzera non è più quella di una volta. Siamo ancora forti nella gestione patrimoniale transfrontaliera. Ma le cose stanno chiaramente precipitando, la nostra piazza finanziaria sta perdendo terreno. Leggete il mio commento al riguardo.
Ho letto questo titolo sulla prima pagina della NZZ: «La piazza finanziaria è in difficoltà». Ora, io non sono un totale profano in questo campo e seguo il problema da molto tempo. Ma è bene che il grande pubblico si renda conto e comprenda ciò che sta accadendo da qualche anno a questa parte. E riguarda tutti noi perché, se la piazza finanziaria peggiora, stanno male tutti.
Anche dopo la scomparsa di CS, continuiamo a immaginare che la Svizzera sia ancora la numero uno al mondo nella gestione patrimoniale transfrontaliera. Nessun altro paese gestisce più denaro di clienti stranieri. Tuttavia, nuovi studi dimostrano che la Svizzera sta rapidamente perdendo terreno. Il divario con il Regno Unito, che ha sfruttato bene le opportunità della Brexit, è diventato sempre più esiguo.
È ovvio che la scomparsa del Credit Suisse ha provocato un massiccio deflusso di denaro dei clienti, per centinaia di miliardi. Ancora peggiore è probabilmente il danno all’immagine della piazza finanziaria svizzera come rifugio sicuro e affidabile per i patrimoni mondiali. Trovo ancora più interessante ciò che dice inoltre la NZZ a proposito dello studio: anche la reputazione della Svizzera come luogo neutrale per i patrimoni internazionali ne ha risentito, soprattutto a seguito dell’adozione di sanzioni. Questo potrebbe essere un motivo d molti per smettere di affidare il proprio denaro a una banca svizzera.
Inoltre, la Svizzera soffre di una disparità di condizioni: su pressione degli Stati Uniti, abbiamo rinunciato al segreto bancario per gli stranieri e abbiamo introdotto con oltre 100 paesi lo scambio automatico di informazioni, cosa che gli Americani non hanno ancora intenzione di fare. Inoltre, loro non sono disposti nemmeno ad adottare la tassa minima dell’OCSE, che anche la Svizzera ha introdotto sempre a seguito di pressioni. Come si è arrivati a questo punto? Perché i politici di sinistra e di centro preferiscono compiacere i paesi stranieri, invece di difendere gli interessi della Svizzera.
Cordiali saluti dalle paludi di Berna.
Thomas Matter
Consigliere nazionale, Meilen (ZH)
« Trump, un’occasione per la Svizzera Schweizer Finanzplatz in Gefahr »
