La libreria Hoepli ha chiuso il 27 maggio dopo 156 anni di attività!
Milano
Negli scorsi giorni a Milano, vicino al Duomo, ha cessato l’attività la storica libreria e casa editrice Hoepli. Una storia di 156 anni che va in liquidazione. L’assemblea degli azionisti della Hoepli, lo scorso 10 marzo, ha deliberato lo scioglimento volontario della società e la sua messa in liquidazione.
La crisi della storica libreria milanese, diventata una istituzione simbolo dell’integrazione della comunità svizzera a Milano, è cominciata qualche tempo fa e trova origine anche nella composizione del pacchetto azionario che per il 75% è in mano ai tre fratelli Hoepli – Matteo Ulrico, Barbara e Giovanni, rispettivamente presidente, vicepresidente e direttore esecutivo – che rappresentano la quinta generazione degli Hoepli, e per il 25% in possesso dei Nava, i loro cugini.
Proprio nelle divisioni interne alle due famiglie di azionisti e nelle scelte imprenditoriali sarebbe da ricercare la causa della situazione attuale: le trattative di cessione della libreria avviate dagli Hoepli avrebbero incontrato l’opposizione dei Nava. E a nulla sarebbero valse le offerte milionarie a due cifre formulate da alcuni colossi dell’editoria italiana per rilevare la libreria e tutto il pacchetto azionario.
La Hoepli era stata aperta nel 1870, 156 anni fa, dallo svizzero Ulrich (diventato Ulrico in italiano) Hoepli, che diede poi il nome alla via dove si trova. Oggi è ancora una libreria e una casa editrice indipendente, cioè che non appartiene a nessuna catena. Ha una sola sede, quella di Milano, che si trova all’interno di un edificio di sei piani di proprietà dell’azienda: la libreria occupa quattro di questi piani e contiene circa 200mila libri, mentre negli altri due hanno sede la casa editrice e l’ufficio che gestisce lo shop online.
Una storia di 156 anni che va in liquidazione. L’assemblea degli azionisti della Hoepli ha deliberato lo scioglimento volontario della società e la sua messa in liquidazione. Uno scontro gravoso, viene definito, che ha messo in secondo piano una storia nata nel 1870, grazie alla fantasia e all’ingegno del 23enne emigrante svizzero Ulrico, che ha attraversato periodi diversi della storia d’Italia facendo della Hoepli un simbolo culturale della città di Milano. La decisione, avvolta dal più stretto silenzio da parte della società fino a oggi, è arrivata al termine di settimane di tensioni interne e di forte attenzione mediatica, volta a scongiurare una chiusura che giorno dopo giorno sembrava sempre più probabile. E che oggi ha visto il suo triste epilogo.
Chi era Ulrico Hoepli!
Johannes Ulrich Höpli nacque da una famiglia contadina nel piccolo villaggio di Tuttwil (dal 1969 frazione del comune di Wängi), nel Canton Turgovia, in Svizzera, figlio di Mathias Höpli e Regina Gamper. A 14 anni cominciò un apprendistato di otto anni nel campo della libreria ed editoria. Lavorò a Zurigo come garzone presso la libreria Schabelitz; andò successivamente in Germania a Lipsia e a Breslavia, da dove si trasferì a Trieste (all’epoca facente parte dell’Impero austro-ungarico). Al Cairo fu incaricato dal chedivè d’Egitto di riordinare un fondo bibliotecario. Nel 1870 rilevò per corrispondenza la piccola libreria di Theodor Längner a Milano, nella Galleria De Cristoforis, presso il Duomo, e si trasferì nel capoluogo lombardo. Il negozio venne inaugurato il 7 dicembre di quell’anno. Höpli aveva capito che il settore dei manuali poteva essere strategico perché andava incontro alla richiesta di una formazione professionale specializzata, di sostegno alle attività artigiane, commerciali e delle libere professioni, allora emergenti in una Milano in forte crescita.
La libreria divenne rapidamente un punto di riferimento della borghesia colta milanese, che vi poteva trovare sia preziosi libri di antiquariato sia testi, in particolare scientifici e tecnici, in tutte le principali lingue europee. Nel 1885 Ulrico Hoepli fu nominato libraio-editore della Real Casa italiana.
Carlo Hoepli, nipote del fondatore, trasferì la sede in via Berchet ma la distruzione a seguito della seconda guerra mondiale di larga parte di Milano, porterà a un nuovo trasferimento della sede in Via Hoepli, inaugurata nel 1958.
Hoepli morì a Milano, nella sua villa di via XX Settembre n. 2 dopo sessantuno anni di attività editoriale ininterrotta. Allo Hoepli è stato intitolato l’asteroide 8111 Hoepli.
Attività editoriale: sin dal 1871 Ulrico Hoepli affiancò all’attività libraria quella editoriale, con la nascita della casa editrice Hoepli, che iniziò con la pubblicazione di una piccola grammatica francese, I primi elementi di lingua francese di G. S. Martin.
Legatosi agli ambienti dell’Istituto Tecnico Superiore (che sarebbe diventato il Politecnico di Milano) e delle altre istituzioni scientifiche milanesi, come l’Osservatorio astronomico di Brera, il libraio-editore concepì un’importante operazione culturale: quella di rimediare alla povertà dell’editoria scientifico-tecnica italiana, creando una collana di testi agili, destinati ai quadri tecnici dei quali lo sviluppo economico faceva intravedere un crescente bisogno. La collana dei manuali Hoepli iniziò nel 1875 con il Manuale del tintore di Roberto Lepetit e il suo titolo più famoso fu il Manuale dell’ingegnere di Giuseppe Colombo, uno dei protagonisti dell’industrializzazione lombarda, legato a Hoepli da profonda amicizia. Nella collana, che avrebbe contenuto più di duemila titoli, i contenuti tecnici erano centrali ma non esclusivi: attorno ad essi era organizzato ogni campo del sapere, dalla storia della letteratura bizantina allo studio delle malattie mentali.
A partire dal 1934, pubblica gli Scritti e Discorsi di Benito Mussolini, in 12 volumi (l’ultimo uscirà nel 1940). Oltre ai manuali la casa editrice pubblicò anche opere di pregio, come la riproduzione del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e la monumentale Storia dell’Arte Italiana.
Mecenatismo:
Ulrico Hoepli contribuì allo sviluppo culturale anche con il suo mecenatismo: in particolare nel 1921, fondò la «Biblioteca popolare Ulrico Hoepli» e nel 1930 donò alla città di Milano il planetario a lui oggi intitolato. Per la Svizzera creò la «Fondazione Ulrico Hoepli» il cui fine statutario è quello di «sostenere istituzioni e iniziative di pubblica utilità o che si adoperino per promuovere le scienze e le arti in Svizzera».
FRG
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