La «flotilla» dei minchioni e la barzelletta degli aiuti umanitari

Ott 19 • L'opinione, Prima Pagina • 176 Views • Commenti disabilitati su La «flotilla» dei minchioni e la barzelletta degli aiuti umanitari

Il peggio è che una marea di «marinai» politicizzati dalla solita, prevedibile sinistra – compresa quella di casa nostra – hanno abboccato alla pagliacciata. Lugano e Bellinzona hanno dovuto subire manifestazioni fotocopia di quelle italiane, con la differenza che i nostri $indacalisti, seppur tentati, non hanno proclamato scioperi in modalità Landini, noto teorico del lavoro lautamente remunerato!
Bandiere palestinesi al vento, slogan che ti fanno venire il latte alle ginocchia, kefiah d’ordinanza e conseguente blocco del traffico, in particolare a Lugano, penalizzando coloro che lavorano e che non hanno tempo per cazzeggiare, non essendo a beneficio di sussidi erogati a pioggia per i troppi nullafacenti dalla schiena fredda.
La «flotilla» si è dimostrata un grande bluff, una crociera alla quale hanno partecipato coloro che sono super impegnati a livello ideologico, oppure come la Gretina che ha pensato di unire l’utile al dilettevole per darsi ulteriore visibilità. La dea svedese dell’ecologia ha comunque permesso ai «benefattori» della «flotilla» di gettare in mare bottiglie di plastica e altri rifiuti ingombranti – a parte gli alcolici ed erba da sniffare per combattere la fatica della stressante operazione umanitaria.
E i viveri destinati ai Palestinesi? A bordo non ne sono stati trovati! Sicuramente se li sono ingurgitati i croceristi rosso-verdi. Capirai, governare le barche, intonare «Bella ciao» e gridare a squarciagola «Free Palestine» come un disco rotto, richiede un considerevole dispendio di energie; quindi, bisogna nutrirsi! Se poi i Palestinesi devono tirare la cinghia, l’essenziale è essere solidali – a parole, s’intende – e fare cagnara. A fornire gli aiuti umanitari ci penseranno i terroristi di Hamas. Citiamo una testimonianza: «Hamas confisca gli aiuti umanitari, contrabbandando merci proibite, fruendo di finanziamenti esteri e praticando estorsione “di protezione”. Questi, i metodi utilizzati da Hamas per sfruttare gli aiuti rubati alla popolazione civile, divulgati dall’esercito israeliano sulla base di ricerche di intelligence e documenti dell’organizzazione terroristica, che documentano la confisca sistematica tra il 15% e il 25% degli aiuti umanitari destinati ai civili gazawi, per finanziare le sue operazioni militari e pagare i suoi combattenti.» (fdc)
Hamas, per chi avesse vuoti di memoria, è quell’organizzazione di tagliagole che il 7 ottobre del 2023 massacrò milleduecento persone e catturò un considerevole numero di ostaggi, in maggior parte poi eliminati. Eppure, quella strage non ha suscitato spettacolari proteste d’indignazione e men che meno sono state organizzate crociere di solidarietà!
Un fotoreporter che era bordo di una imbarcazione della Global Sumud Flotilla, che poi ha abbandonato ha dichiarato: «Dopo settimane di retorica sull’alto valore morale della Global Flotilla e sulla sua importanza umanitaria, è caduta la maschera svelando le reali finalità della missione, tutt’altro che umanitari; gli intenti sono chiaramente politici, se non addirittura strategici. La finalità non era dare un segnale all’opinione pubblica occidentale e fare arrivare gli aiuti a Gaza». (fdc)
Intanto, gli islamisti seguaci della religione che predica pace, compassione, e giustizia seguendo i precetti e gli insegnamenti religiosi di Maometto, se la ridono e gli imbecilli stanno facendo il loro gioco! La domanda che ci poniamo – e che non ha ancora ricevuto una risposta – è questa: chi è disposto a sovvenzionare una flotta di pagliacci che vuole forzare il blocco navale israeliano? Vuoi vedere che dietro questa buffonata pseudo umanitaria, ci sono i seguaci del Profeta, che stanno seminando zizania in Occidente, sognando di farne un grande califfato? Una subdola, strisciante strategia in atto anche da noi. Tanto per non farci prendere per fessi, una domanda: chi ha finanziato la moschea inaugurata recentemente a Giubiasco? Chissà, forse l’imam Luan Af-matai, potrebbe darci qualche ragguaglio, ma dubitiamo assai che si esprimerà in merito! Invitiamo i nostri ospiti islamisti a non allargarsi più di tanto, poiché non abbiamo alcuna intenzione d’importare e sottostare alla vostra «religione di pace», quella che applica la sharia, discrimina le donne e arriva anche a giustiziarle. E scordatevi di trasformare le nostre piazze in luoghi di cerimonie islamiche all’aperto. Non siamo disposti a rinunciare alle nostre tradizioni, storia e cultura. Non lo permetteremo, o con le buone o con le cattive maniere! Purtroppo, con ciò che ci ritroviamo a Berna, andrà sempre peggio. Lo sventolare bandiera bianca e la fregola dell’accoglienza, stanno favorendo l’arrivo di etnie che, arrogantemente, vorrebbero imporci le loro ataviche regole comportamentali. Sempre più spesso, nelle nostre città s’incontrano donne con niqab, burka, chador e hijab e non ci sta affatto bene! Chiaro? Se il nostro modo di vivere e di pensare non vi aggrada, prego: «go home!».
Ora, i croceristi della «flotilla» se ne tornano a casa, convinti di aver organizzato una grande spedizione umanitaria e fieri di aver sollevato le piazze causando scontri, danni e scioperi e certi di essere degli eroi. Ma andate a lavorare e piantatela di fare casini! ٱلسَّلَامُ عَلَيْكُمْ salam alaykum, prezzolati acefali buffoni!

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