In memoriam
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Il 22 gennaio 2024 ci lasciava il
Dr. Francesco Mendolia
Francesco era innamorato della Svizzera, nella quale si era trasferito insieme alla moglie Paola nel 2012, accasandosi dapprima a Morcote e poi a Lugano. Amava l’ordine, l’efficienza e la sicurezza, e qui l’aveva trovata, ne era felice. Quando gli diagnosticarono la grave malattia che l’avrebbe condotto alla sua fine, mi confidò il suo grande rammarico di non avere il tempo necessario per poter morire da svizzero. Aveva infatti inoltrato la domanda di naturalizzazione ma, purtroppo, ai 10 anni di dimora previsti dalla legge gliene mancavano ancora un paio. Affrontò con coraggio l’inevitabile destino portando avanti le sue molteplici attività per quanto la debilitazione dovuta alla malattia gli permetteva.
Due lauree e una vita professionale piena e impegnativa non gli impedirono di coltivare mille passioni e interessi. Personalità poliedrica, compositore e pianista di valore, aveva inciso diversi dischi che regalava ad amici e amanti della musica. Nello sport, si era messo in luce nei campionati internazionali di atletica leggera riservati ai veterani (masters) a Lione nel 2015 e a Malaga nel 2018, con ottimi risultati nel lancio del peso e nei 100 metri piani. Fra un impegno e l’altro, riuscì pure a scrivere diversi romanzi.
Al nostro giornale arrivò avendomi contattato, al suo arrivo in Svizzera, quale segretario cantonale dell’UDC, partito che meglio rifletteva la sua visione politica e del quale mi chiese informazioni. Simpatizzammo subito, e da lì nacque l’idea di una rubrica dedicata alla politica internazionale. Per oltre dieci anni, Francesco fu così – oltre che un amico – un prezioso collaboratore de Il Paese per il quale pubblicò oltre 180 pezzi. Nella sua «Oasi felice UE» raccoglieva da Internet notizie suscettibili di destare l’interesse dei nostri lettori.
A un anno dalla sua dipartita, mi è sembrato giusto ricordarlo con stima e simpatia.
R.I.P. caro Francesco.
Eros N. Mellini

