Impedire dei drammi in Svizzera – prosciugare il mercato ai passatori

Set 11 • L'opinione, Prima Pagina • 1477 Views • Commenti disabilitati su Impedire dei drammi in Svizzera – prosciugare il mercato ai passatori

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Lo spaventoso dramma successo in Austria con 71 morti scoperti in un camion di passatori dovrebbe servirci da monito di fronte al palese fallimento della politica europea dell’asilo. Questa politica confusa suscita false speranze e spinge la gente fra le braccia di bande di passatori. L’assenza di controlli alle frontiere nello spazio di Schengen permette a questi criminali senza scrupoli di trasportare i loro carichi umani attraverso il continente senza il minimo rischio. È solo una questione di tempo, e un dramma del genere si produrrà anche in Svizzera. A meno che traiamo finalmente le conclusioni che s’impongono e che l’UDC richiede da molto tempo.

L’Austria ha reagito al recente dramma reinstaurando i controlli sistematici alle frontiere. Questo intervento non è certamente conforme all’accordo di Schengen, ma questo non interessa più a nessuno. Anche la Svizzera avrebbe dovuto fare questo passo ormai da tempo. Le bande di passatori corrono così un rischio molto più elevato di farsi prendere. È il solo modo per troncare questo atroce traffico di esseri umani. I migranti economici respinti devono poi essere rinviati il più rapidamente possibile nei propri paesi. Bisogna far capire bene dappertutto che non vale la pena ai migranti economici pagare lautamente dei passatori, degli individui che inoltre stuprano le donne e picchiano le persone che trasportano. Bisogna far comprendere che le frontiere sono rigorosamente controllate e che non si passa più in Europa, rispettivamente in Svizzera. Alla fin fine, i controlli alle frontiere sono l’unico mezzo per impedire delle entrate clandestine. Ecco la base di una politica d’asilo rigorosa e conforme alla tradizione umanitaria della Svizzera.

Aiutare sul posto

Il diritto d’asilo è stato creato per delle persone che sono perseguitate nel loro paese al punto di essere minacciate nella loro integrità fisica e nella loro vita. Sono queste le persone che hanno diritto all’asilo. Quanto ai rifugiati di guerra bisogna, nel limite del possibile, aiutarli in prossimità delle regioni in crisi. Il Consiglio federale dovrebbe infine prendere l’iniziativa d’invitare l’ONU a installare rapidamente dei campi di rifugiati protetti e assistiti. I mezzi finanziari necessari a questo scopo sono disponibili. La Svizzera spende per esempio circa tre miliardi di franchi l’anno per l’aiuto allo sviluppo. Un rapido spostamento di questi fondi per l’aiuto ai rifugiati sul posto è oggi necessario e sarebbe facilmente possibile. Un franco vale molto di più in Libano o in altri paesi vicini alla Siria che non in Svizzera, e potrebbe essere impiegato ben più efficacemente che in Svizzera dove i rifugiati sono accolti da un’onerosa industria dell’asilo. Ecco un aiuto utile ed equo ai rifugiati, perché la grande maggioranza delle persone scacciate dalle loro case dalla guerra non ha né il denaro né la possibilità di ricorrere all’aiuto di bande di passatori per intraprendere un viaggio costoso e pericoloso verso l’Europa.

Evitare gli incentivi controproducenti

L’UE non è la sola a essere sopraffatta dagli eventi. Anche la Svizzera ha purtroppo abbandonato una linea rigorosa in politica d’asilo. Accogliendo anche persone che non sono minacciate nei loro paesi e che quindi non hanno diritto all’asilo, la Svizzera ha generato dei pericolosi incentivi controproducenti. L’incomprensibile politica del dipartimento responsabile consiste nell’accordare il più rapidamente possibile l’asilo o un’ammissione provvisoria al massimo numero di persone (oltre il 60% dei richiedenti). Che si tratti di persone realmente minacciate, di migranti economici o di rifugiati di guerra, tutto ciò non ha alcuna importanza. È evidente che tale politica agisce come una calamita sui migranti e conviene perfettamente alla mafia di passatori che opera sul Mediterraneo e nei Balcani. Ma c’è di peggio: con la revisione della legge sull’asilo che propone, la consigliera federale Simonetta Sommaruga rafforza ulteriormente questi incentivi controproducenti offrendo degli avvocati gratuiti e aprendo nuovi centri d’accoglienza sulla base di un diritto speciale. Le prime vittime di questa cattiva politica sono i cantoni e i comuni, quindi finalmente le cittadine e i cittadini, che devono pagarne la fattura.

I rifugiati di guerra – persone che hanno il diritto di essere protette

L’UDC chiede che la Confederazione torni rapidamente a una politica rigorosa e coerente. I profughi della guerra, per esempio di Siria, devono essere accolti temporaneamente in Svizzera con lo statuto di persone necessitanti protezione. Non hanno diritto a un soggiorno duraturo in Svizzera, ma devono rientrare nel loro paese non appena il conflitto è terminato. Sono anni che l’UDC ha depositato questa proposta, e sembra finalmente che anche il PLR la sostenga. Gli immigranti clandestini e i migranti economici che cercano unicamente delle migliori condizioni di vita in Svizzera, non hanno diritto all’asilo e devono sistematicamente essere rinviati ai confini. Quest’ultimi devono di nuovo essere controllati. Si tratta di una misura essenziale contro l’attività dei passatori. Lo statuto di rifugiato deve essere strettamente riservato alle persone perseguitate nel loro paese e minacciate nella loro integrità fisica e nella loro vita. Solo un’infima parte dei migranti che arrivano attualmente in Europa e in Svizzera risponde a questo requisito.

Per riprendere rapidamente il controllo di una situazione che sta sfuggendo di mano ai responsabili e per adottare le misure che s’impongono, l’UDC ha proposto l’adozione di una moratoria dell’asilo. Questa proposta sarà esaminata la settimana prossima dal Parlamento e merita di essere sostenuta.

 

Adrian Amstutz, consigliere nazionale, presidente del gruppo parlamentare, Sigriswil (BE)

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