Il ruolo svizzero tra conflitti, UE e NATO in una polveriera

Durante una guerra in Europa si affaccia di nuovo la crisi Medio Orientale, con un atto di guerra e di terrorismo senza precedenti da parte di Hamas contro lo Stato di Israele. Una situazione altamente pericolosa visto che anche i paesi arabi vicini si trovano confrontati con la scelta di schierarsi o no. Se da una parte si ipotizza l’aiuto dell’Iran ad Hamas e alle frange terroristiche affiliate, dall’altra vi sono la Siria e il Libano in bilico. Nel mezzo si trovano spiazzati sia Egitto che Giordania.
Da quanto abbiamo potuto apprendere dai media, l’operazione di Hamas è stata sicuramente pianificata da mesi o addirittura da anni e finanziata dall’Islam più estremo.
Ancora una volta è visibile da parte dell’Europa, o meglio dell’Unione Europea, un fallimento in politica estera. Senza coordinamento, senza voce e senza autorità comune. Non riescono nemmeno a mettersi d’accordo sulla questione dell’immigrazione giornaliera dall’Africa, figuriamoci metterci la volontà per risolvere la crisi mediorientale alle sue origini.
Un’Unione Europea più disunita che unita, questo oramai è sotto gli occhi di tutto il mondo.
Ora, in questa nuova grave crisi vengono in mente paesi e un loro eventuale ruolo diretto o indiretto come la Russia, la Cina, la Turchia, l’Arabia Saudita e ovviamente gli USA a un anno dalle elezioni per la presidenza. Già al solo citare queste nazioni, vien da pensare a che tipo di vantaggi ognuno cerchi di portarsi a casa da tutto questo caos. Due fronti (Russia-Ucraina, Palestina-Israele) pronti a scivolare dalle mani. L’unica certezza, purtroppo, è che a pagare il conto con la vita,sono le cittadine e i cittadini di ogni paese in guerra.
La Svizzera, se per diversi aspetti si è dimostrata debole, senza voce e senza anima, cercando di rinunciare alla neutralità che la contraddistingue con il conflitto ucraino, ora vediamo quanto saprà fare sul nuovo fronte israeliano e l’attacco vile di un gruppo ben organizzato di terroristi. Saranno o no inseriti nella lista nera? Ancora una volta sembra che prevalga la poca chiarezza e la titubanza che purtroppo da troppi anni sta indebolendo la nostra immagine, sia dentro la Svizzera che fuori dai confini.
Questione NATO: dopo certe fughe in avanti da parte del Consiglio federale e di alti ufficiali, ora arriva una notizia odierna di un’ipotetica richiesta di aprire gli uffici NATO a Ginevra con la scusa di poter collaborare meglio con le Organizzazioni internazionali presenti. Sarà, ma io non credo che questa possibilità non abbia un altro fine e cioè con la classica tattica del salame, avvicinarsi sempre più al nostro paese. Così è stato tentato con l’UE e ora sembra anche con la NATO.
Staremo a vedere come evolverà questa ennesima picconata contro la nostra neutralità che sempre più vacilla.
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