I diritti umani e l’arroganza della CEDU

Gen 11 • L'opinione, Prima Pagina • 276 Views • Commenti disabilitati su I diritti umani e l’arroganza della CEDU

Firmata nel 1950 dal Consiglio d’Europa, la convenzione è un trattato internazionale volto a tutelare i diritti umani e le libertà fondamentali in Europa. Tutti i 46 paesi che formano il Consiglio d’Europa sono parte della convenzione, 27 dei quali sono membri dell’Unione europea (UE). «Libertà fondamentale in Europa» (???)
Per nostra fortuna, non facciamo ancora parte dell’indigesta UE, anche se in Svizzera non sono pochi coloro che vorrebbero partecipare all’utopistico progetto e ai disastri futuri, oltre a quelli già combinati! Ma tranquilli, il pericolo è il mestiere preferito della teutonica von der Layen e i rischi che si corrono, non sono da sottovalutare. Oltre alla corruzione e una insopportabile arroganza nei nostri confronti, dobbiamo subire pressioni e anche accuse inaccettabili, come quelle di razzismo e d’inadeguatezza della nostra politica d’asilo, un vera cuccagna per i furbacchioni che ospitiamo con grande generosità e ottusità! Anche su queste tematiche gli interventi della CEDU si sprecano. Tuttavia, essa si guarda bene dal denunciare gli intrallazzi buonisti e politicamente corretti, caratterizzanti questa ipocrita solidarietà che nasconde interessi e attività riccamente redditizie. La multinazionale dell’accoglienza è notoriamente monopolio di certe aree politiche, che pensano di poterne trarre vantaggi.
La tattica è nota: accogliere con grande generosità, naturalizzare alla velocità della luce i nostri ospiti, per poi indurli a votare a favore di ideologie sinistrate. Siamo decisamente stanchi di subire e soprattutto di tacere, quando, a chiare lettere, andrebbe detto quel che si pensa alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che troppo spesso si permette di emettere sentenze nei confronti della Svizzera. Alcuni esempi di inaccettabili verdetti emessi dalla CEDU: aprile 2024: «Anziane per il Clima». La CEDU accusa Berna di violare i diritti umani perché le nostre politiche climatiche non sarebbero abbastanza incisive. (sic!!) La Svizzera inquina solo lo 0,1% a livello globale, quindi è un modello di sostenibilità. Eppure, viene bastonata per obiettivi non vincolanti e viene condannata per violazione dei diritti umani legati al clima.
Naturalmente, da parte del CF, manco una piega, ci si limita a incassare, sempre con l’intento di non suscitare irritabilità da parte dell’UE e allegra brigata, e per non mettere a rischio la firma dell’indegno trattato ricattatorio di sottomissione che sappiamo! Se questa non è indegna codardia, come la vogliamo chiamare? Altro eloquente esempio: il caso dell’atleta Caster Semenya: la CEDU ci punisce solo perché il Tribunale arbitrale dello sport ha sede a Losanna. Ma che colpa abbiamo noi per le regole di World Athletics sull’iperandrogenismo? La Corte, con la solita arroganza ideologica della disastrosa cultura «woke», snobba la complessità dello sport e l’esigenza di gare eque. Colpevolizzare la Svizzera per la sua neutralità è una follia che scredita la CEDU. Reazioni da Berna? Figuriamoci! Silenzio assordante: ma da chi siamo governati, da un gruppo di genuflessi alle divinità UE-CEDU?
Per non farsi mancare niente, spesso la CEDU si permette anche di stigmatizzare la poca volontà da parte della Svizzera in fatto d’inclusione e integrazione a favore di coloro che arrivano dagli antipodi, dimenticando, volutamente, di citare casi nei quali l’inclusione ha ottenuto risultati poco edificanti! Prendiamone uno a caso: quello della musulmana Sanija Amiti, «patrizia» della Bosnia-Erzegovina e appassionata di tiro al bersaglio.
Purtroppo, la figura mirata da questa integrata, raffigurava un’immagine sacra bellamente sforacchiata! Complimenti alla signora e ai Verdi Liberali che l’hanno pure insediata nel Consiglio comunale di Zurigo! Domanda: e i diritti dei credenti svizzeri, offesi da questo atto a dir poco blasfemo, non contano? La CEDU sanziona chi non rispetta i diritti umani, a parte quelli degli Svizzeri, s’intende, che ne hanno sempre meno. Soprattutto in materia di sicurezza, poiché i nostri ospiti, in fatto di criminalità, sono sempre ai primi posti della hit parade! Ma non vengono espulsi; anzi, nei lussuosi centri di raccolta – vedi Pasturie a Balerna – saranno creati speciali reparti, ovviamente con costi aggiuntivi a quelli già elevati per l’accoglienza, ma di espulsioni, a parte le promesse da marinaio di Beat Jans, non se ne parla!
Alcuni giorni orsono – udite, udite! – è stato espulso un Afghano, ma sicuramente ne sono già arrivati almeno una decina di altri! L’Afghanistan, non accetta che vengano rimpatriati, e noi che si fa? Versiamo qualcosa come un settantina di milioni a quel paese di tagliagole!
Avanti così e ne vedremo delle belle, ma la pazienza ha un limite, anzi sta finendo e la nostra gente è stufa di tirare la cinghia e di farsi prendere per il lato «B». Berna, se ci sei batti un colpo!

Drake

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