Estremisti di sinistra tutto OK, estremisti di destra puah!

Nov 5 • L'opinione, Prima Pagina • 1001 Views • Commenti disabilitati su Estremisti di sinistra tutto OK, estremisti di destra puah!

Rolando Burkhard

Rolando Burkhard

 

 

Provate voi stessi: siete estremisti politici?

 

Strana incongruenza mediatica: gli estremisti di destra organizzano sul territorio sangallese un concerto – peraltro svoltosi senza suscitare alcun problema – e la stampa svizzera evoca l’imminente fine del mondo. Quando invece gli estremisti di sinistra commettono atti di violenza, quasi quotidianamente e in molte delle nostre città, si tace, quando addirittura non si applaude apertamente. E quando, a seguito di ciò, un osservatore obiettivo giunge alla conclusione che il mondo mediatico svizzero – la statale SSR/SRG e gli organi d’informazione privati (ancora) indipendenti – occupino prevalentemente personale di sinistra, ciò viene categoricamente contestato con patetiche spiegazioni. È tuttavia un dato di fatto che solo e unicamente la sinistra (anche la più estrema) gode della comprensione mediatica per il pensiero “politicamente corretto”. Quasi quale pericolo per lo Stato viene invece qualificata qualsiasi esternazione critica appena un po’ più a destra del centro. Siete nazional-conservatori o addirittura UDC? In tal caso sarete immediatamente collocati dai media nell’orbita degli estremisti di destra. Siete invece di sinistra? Allora appartenete a un’eletta cerchia di privilegiati, ai “progressisti”. Allora, e solo allora, farete parte di quella che la sinistra dichiara essere la “società civile”, ovviamente riferendosi a sé stessa.   

 

I fatti sono arcinoti. Un incontro di estremisti di destra nella sangallese Unterwasser ha recentemente creato un gran fermento negli animi politici e mediatici di tutta la Svizzera. Si è praticamente evocata la fine del mondo. Che l’incontro si sia svolto senza creare alcun problema è stato constatato quasi con dispiacere. Quando, poco dopo, alcuni estremisti di destra si sono radunati nella sangallese Kaltbrunn (erano presenti più rappresentanti dei media, che non dei cosiddetti estremisti di destra), la polizia si è presentata in forze. Peccato che, anche questa volta, non c’è stato nulla da segnalare. Nessun incidente, nessun atto di violenza, niente, assolutamente niente. Che delusione!

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La retorica nostalgica di destra deve essere punibile, la violenza di estrema sinistra invece no

 

È strano,però: che cosa succede quando dentro e fuori dei cancelli di raduni dell’estrema sinistra si commettono giornalmente degli atti di violenza (per esempio dentro e appena fuori della “Reithalle” di Berna)?

 

Che cosa succede, quando lì ha luogo apertamente del traffico di droga, quando dei passanti vengono aggrediti, quando regolarmente si provocano danni materiali per milioni di franchi, quando vengono impediti o contrastati con violenza addirittura gli interventi di polizia, pompieri e sevizi sanitari, quando poliziotti, pompieri e sanitari finiscono all’ospedale dopo il compimento del loro dovere, quando da lì vengono organizzate impunemente tutte le dimostrazioni violente della città di Berna? Niente, assolutamente niente. Perché la “Reithalle Bern” (IKUR) è considerata un centro di “cultura” gestito dalla sinistra. E la protezione e perfino il sostegno finanziario (a carico dei contribuenti rispettosi della legge) di una “cultura” di estrema sinistra di tale “livello”, è e rimarrà garantita in eterno dal municipio rossoverde della città di Berna. La polizia non si presenta in  forze – come per un paio di estremisti di destra a Kaltbrunn/SG – bensì non si presenta proprio più alla “Reithalle”, nemmeno per dare un’occhiata con un effettivo minimo, indipendentemente dalla criminalità che vi agisce. Troppo grande è la paura di andare incontro a botte, colpi, lanci di bottiglie, eccetera, E forse ancora più grande è il timore delle accuse politiche (altrettanto di estrema sinistra) che cronicamente fanno seguito ai suoi interventi – regolarmente tacciati di “sproporzionati” – per ristabilire in qualche modo una parvenza d’ordine. 

 

Le „convinzioni di estrema destra“

 

Sulla questione della violenza. Poiché nel sopraccitato incontro di estremisti di destra in territorio sangallese non si è potuto constatare nel modo più assoluto alcun atto di violenza e tutto si è svolto nel massimo ordine, non si è potuta né impedire preventivamente, né disperdere la manifestazione durante il suo svolgimento, arrestando i partecipanti. A questo proposito non si è trovato un pretesto, né tantomeno una base legale. Ma no, fermi tutti! Perché un pretesto per future manifestazioni c’è, naturalmente: le “convinzioni di estrema destra” espresse in tali eventi. Si può verosimilmente far capo alla norma antirazzismo, l’articolo 261bis del Codice penale. Guardiamo un po’ più a fondo la situazione giuridica.

 

Proprio la sinistra si schiera A FAVORE di un atteggiamento inquisitorio nei   confronti delle convinzioni!

 

È sorprendente. Perché era proprio la sinistra che dal 68, e soprattutto a seguito del cosiddetto “caso delle schedature” nel 1989/90, si oppose veementemente a che lo Stato intraprenda qualcosa a titolo preventivo contro gli oppositori. Gli allora slogan del tipo “Macht aus dem Staat Gurkensalat!“ (Fate dello Stato un’insalata di cetrioli!) o quelli ancora utilizzati oggi dagli estremisti di sinistra, come “Kill cops!” (Ammazza i poliziotti!) erano e sembrano essere tutt’oggi politicamente del tutto OK. 

 

La sinistra sostenne a livello legislativo allora, e lo fa tuttora, che lo Stato non deve poter né identificare preventivamente, né combattere efficacemente l’estremismo non violento.  Questo principio era quindi già ancorato nella LMSI (Legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna), ma ora lo si trova anche nella nuova LAIn (la legge sulle attività informative della Confederazione approvata da popolo e cantoni) quale principio per il futuro lavoro del nostro Servizio delle attività informative della Confederazione SIC, secondo cui l’estremismo politico è da identificare e da combattere solo quando è violento. Ciò che qualcuno pensa o dice – che sia di estrema sinistra o destra – rimane impunito e sottratto a qualsiasi controllo preventivo da parte dello Stato. Va bene così. 

 

Ora, apparentemente, a causa di un paio di estremisti di destra, la sinistra vorrebbe di nuovo ribaltare questo principio – mediante una rigorosa applicazione della norma antirazzismo, peraltro problematica e controversa sotto ogni punto di vista – ma solo contro la destra, assolutamente non nei confronti della sinistra. Quindi, più sorveglianza politica ma, per favore, unicamente a destra? 

 

Quand’è che per i media sei un “estremista” politico?

 

Secondo la nostra sinistra (e i media di sinistra), NON sei sicuramente un estremista politico se ti piacerebbe mandare la nostra Svizzera all’inferno per sostituirla, dietro pressioni dall’estero, con uno Stato socialista UE-compatibile, con conseguente ripresa “dinamica” del diritto UE, giudici stranieri, libera circolazione delle persone e altre simili assurdità. O se sei disposto a non più difendere i tradizionali e sperimentati valori nazionali.

 

Se invece, per esempio, sollevi pubblicamente dei dubbi sulla sconsiderata politica dei rifugiati della consigliera federale PS Sommaruga, o se ti schieri a favore di una gestione autonoma dell’ormai dilagante migrazione, se vuoi difendere la sovranità del nostro paese, allora sei già mediaticamente relegato, a causa del tuo atteggiamento nazional-conservatore, nell’orbita delle convinzioni di estrema destra, esponendoti a eventuali accuse di razzismo. 

 

Sia ben chiaro: io non sono un estremista!

 

Per chiarezza: non  sono un estremista, né tantomeno un estremista di destra. Che le manifestazioni degli estremisti di destra nel territorio sangallese sarebbero dovute essere impedite o disperse, mi è assolutamente indifferente. Per contro, ritengo importante che per impedire o contrastare qualsiasi estremismo politico – di sinistra come di destra – siano utilizzati nel nostro paese degli strumenti di uguale misura. L’odierna tolleranza mediatica e, di conseguenza, politica nei confronti della violenza di estrema sinistra, demonizzando contemporaneamente la retorica dell’estrema destra, la trovo invece, alla luce delle minacce attuali, assolutamente fuori luogo.   

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