Ennesima decisione arbitraria del TF: fermiamolo sottoscrivendo l’iniziativa per l’autodeterminazione!

Giu 10 • Dal Cantone, Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 1256 Views • Commenti disabilitati su Ennesima decisione arbitraria del TF: fermiamolo sottoscrivendo l’iniziativa per l’autodeterminazione!

Eros N. Mellini

Eros N. Mellini

Premetto che ero e sono contrario al contenuto dell’iniziativa popolare lanciata a suo tempo da Giorgio Ghiringhelli „Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona”. Personalmente sono dell’opinione che rappresenti un’aggregazione coatta, con la quale il Cantone interferisce nell’autonomia dei singoli comuni che, fino al momento di una qualsiasi fusione, sono l’unica entità politica competente a decidere del proprio futuro. Per questo mi infurio quando si obbliga un comune recalcitrante a subire l’aggregazione con il pretesto che il “resto del comprensorio” ha votato SÌ. Il resto del comprensorio, fino a lì non esiste politicamente e quindi va rispettata la volontà espressa dai singoli comuni.

Detto questo però, insorgo contro la recente decisione del Tribunale federale che, a maggioranza di tre giudici contro due, ha respinto il ricorso di Giorgio Ghiringhelli contro la decisione del Gran Consiglio che aveva dichiarato irricevibile l’iniziativa popolare firmata da ben 11’588 cittadini aventi diritto di voto, con la motivazione che la stessa si urterebbe con il diritto internazionale!

Ancora una volta, i nostri diritti costituzionali che dovrebbero salvaguardare l’istituto della democrazia diretta vengono calpestati da una manciata di giudici smaniosi di compiacere organismi esteri che, da anni ormai, con la compiacenza e/o la complicità di una Berna federale arrendevole e allo sbando, tentano di cancellare dalla carta d’Europa quel fastidioso e irredento villaggio di Asterix che è la Svizzera. Ora, che l’UE cerchi di fagocitarci è logico. Siamo d’esempio a coloro (e sono tanti) che, superata ormai la fase dei mugugni, si sono riuniti in forze politiche di non poca importanza in quasi tutti gli Stati membri che contano (UKIP, Front National, FPÖ, AfD, eccetera) e, andando avanti di questo passo, il rischio che il gigante d’argilla crolli rovinosamente è tutt’altro che escluso. Ma ciò che è indegno di un paese autonomo e sovrano come il nostro, è che a questo gioco al massacro si prestino le nostre massime autorità politiche e giudiziarie. In questi ultimi tempi, sembra che si sia formata una coalizione di partiti per i quali l’interesse e la sovranità della Svizzera passano in secondo piano rispetto all’obiettivo primario che è quello di contrastare l’UDC. E purtroppo, riesce spesso a convincere il popolo elettore che, tutto sommato, sia meglio dare fiducia alle peraltro evidenti menzogne della Berna federale (le false promesse in occasione degli accordi di Schengen/Dublino sembrano non aver lasciato traccia nella memoria popolare), che non rischiare che l’UDC riesca a prendersi il merito di aver migliorato le cose.

Abbiamo la democrazia diretta, il sovrano vota degli articoli costituzionali, ma Consiglio federale e Parlamento non li mettono in vigore o emanano leggi già comprensive di paletti che ne vanificheranno gli effetti. E il Tribunale federale tiene loro bordone subordinando il nostro diritto costituzionale a un diritto internazionale che non è opera della nostra democrazia.

Questo stato di cose – e in particolare quest’ultima sentenza del TF, pur toccando un caso limitato al Ticino – dimostra tutta l’importanza dell’iniziativa “Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (Iniziativa per l’autodeterminazione)”, lanciata in marzo del 2015, la quale vuole fissare nella Costituzione federale il primato di quest’ultima su qualsiasi trattato internazionale. Il termine per la raccolta delle firme scade in settembre, e siamo già a buon punto. Vi invitiamo però a un ultimo sforzo affinché, anche dal Ticino, giunga un sostegno considerevole a questa iniziativa di vitale importanza.

Al di là della decisione contraria all’iniziativa di Ghiringhelli – che, come detto, si può approvare o no nei suoi contenuti – dobbiamo batterci per impedire questo strapotere del Tribunale federale, prima che la democrazia diretta sia relegata nei libri di storia.

Vi invitiamo quindi a firmare e a far firmare il formulario http://www.udc.ch/fr/assets/File/autodetermination/U-bogen_FremdeRichter_IT_web.pdf (su un formulario un solo comune) e a spedirlo a noi (UDC Ticino, C.P. 6193, 6901 Lugano) che provvederemo a far vidimare le firme.

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