Echi dal Gran Consiglio

Apr 3 • Dal Cantone, Dall'UDC • 243 Views • Commenti disabilitati su Echi dal Gran Consiglio

Il ritorno mascherato della «Scuola che verrà»

UDC Ticino rimane perplessa davanti all’entusiasmo del DECS per i risultati della sperimentazione delle classi senza livelli. Gli argomenti positivi erano scontati: le regole sono state fissate da un arbitro che al contempo è allenatore e giocatore. Un ritorno mascherato della «Scuola che verrà» – una riforma già bocciata dal popolo – che provoca un appiattimento generale, al quale il nostro partito si oppone. Un’euforia data da una sperimentazione condotta con modalità da noi contestate fin dall’inizio: l’esperimento è stato definito dal DSS, senza criteri di valutazione fissati in anticipo, e svolto in sedi Ϟamiche». In queste condizioni è troppo facile mettere in evidenza solo gli aspetti positivi e spacciare per successo ciò che successo non è.

Il Ticino si è già espresso chiaramente. La «Scuola che verrà», di stampo socialista, è stata bocciata dal popolo, grazie anche al referendum lanciato da UDC Ticino. E non solo: nel 2022 anche il Gran Consiglio ha approvato i cinque indirizzi di riforma della scuola dell’obbligo proposti da un’iniziativa generica dell’UDC. È questa la base concreta che non va abbandonata: valorizzazione del docente, organizzazione degli istituti, riforma seria del modello dei livelli, contenuti e piani di studio, maggiore coinvolgimento di genitori e mondo del lavoro.

Sia chiaro: UDC Ticino non difende l’attuale sistema dei livelli, così come è pensato e applicato oggi: va superato e riformato. Sappiamo bene che nel tempo è stato percepito e interpretato in modo sbagliato, anche dal mondo economico. Ma la soluzione non è cancellare le differenze reali tra gli allievi, provocando un appiattimento generale. Se si vuole superare il sistema attuale, bisogna farlo seriamente. La nostra proposta è chiara: non eliminare semplicemente i livelli e le difficoltà, ma costruire percorsi differenziati, capaci di valorizzare davvero le attitudini dei giovani. C’è chi è più orientato verso gli studi e chi ha invece capacità più pratiche e professionali. Ignorare questa realtà non è inclusione: è un errore.

La riforma di cui il Ticino ha bisogno non è quella dell’uniformità ideologica, ma quella della

differenziazione dei curricoli, del merito, della valorizzazione dei talenti e di un orientamento

serio verso il futuro di ogni allievo.

La scuola ticinese va migliorata ora, non con una transizione che si trascina fino al 2035. Non

serve né riesumare, con una mano di cosmesi, una riforma già bocciata dal popolo, né ignorare il mandato chiaro già dato dal parlamento. UDC Ticino è pronta a confrontarsi su ogni proposta

utile, ma si batterà con determinazione contro il ritorno mascherato della «Scuola che verrà».

Mozione

Garantire il mantenimento del pagamento in contanti per l’acquisto dei biglietti del trasporto pubblico in Ticino

Nella votazione federale dell’8 marzo 2026 il popolo svizzero ha accettato il controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)», ossia il decreto federale concernente l’unità monetaria svizzera e l’approvvigionamento in numerario.

Con questa decisione, il popolo svizzero ha chiaramente espresso la volontà di garantire la disponibilità e l’utilizzo del denaro contante nella vita quotidiana, riconoscendone l’importanza per la libertà economica, l’inclusione sociale e l’accessibilità dei servizi.

Nel canton Ticino questo orientamento è stato confermato in maniera ancora più netta, poiché la popolazione ha approvato anche l’iniziativa popolare «Il denaro contante è libertà». Tale risultato dimostra come nel nostro cantone il mantenimento del contante sia considerato un elemento particolarmente importante.

Alla luce di questa chiara volontà popolare, suscita preoccupazione la decisione annunciata da diverse imprese di trasporto pubblico ticinesi – tra cui AutoPostale, TPL e FART – di sostituire progressivamente le attuali macchinette per l’acquisto dei biglietti con nuovi distributori digitali installati direttamente sugli autobus e utilizzabili esclusivamente tramite carte di credito o di debito.

Secondo quanto reso noto, entro il 2027 le tradizionali macchinette che consentono il pagamento in contanti dovrebbero praticamente scomparire, lasciando spazio a sistemi di vendita che non accettano più contanti. Questa evoluzione appare problematica sotto diversi punti di vista.

In primo luogo, essa si pone in evidente contrasto con lo spirito della recente decisione popolare federale, che ha voluto ribadire l’importanza del contante come mezzo di pagamento disponibile e utilizzabile nella vita quotidiana.

In secondo luogo, un sistema di vendita esclusivamente digitale rischia di penalizzare alcune categorie di utenti, tra cui in particolare persone anziane, giovani che non dispongono di carte di pagamento, persone che non utilizzano strumenti digitali o utenti occasionali.

Il trasporto pubblico rappresenta un servizio essenziale che deve rimanere accessibile a tutta la popolazione. L’eliminazione della possibilità di pagare in contanti rischia invece di creare barriere all’utilizzo del servizio.

È comprensibile che le aziende di trasporto intendano modernizzare i propri sistemi di vendita e adattarsi all’evoluzione delle abitudini di pagamento. Tuttavia, la digitalizzazione non può tradursi nell’eliminazione del contante, soprattutto alla luce della recente e chiara volontà popolare espressa a livello federale e cantonale.

Il cantone, nell’ambito delle sue competenze e dei rapporti con le aziende di trasporto pubblico – in particolare attraverso i contratti di prestazione e gli strumenti di regolazione del servizio pubblico – dispone degli strumenti necessari per garantire che i servizi offerti rimangano accessibili a tutti.

Alla luce di quanto precede, si chiede al Consiglio di Stato:

• di intervenire presso le imprese di trasporto pubblico operanti in Ticino affinché venga garantita la possibilità di acquistare biglietti anche mediante pagamento in contanti;

• di adottare le misure necessarie, anche nell’ambito dei contratti di prestazione o di altri strumenti a disposizione del cantone, affinché i sistemi di vendita dei titoli di trasporto non escludano il pagamento in contanti;

• di assicurare che la modernizzazione dei sistemi di vendita non comporti l’eliminazione di un mezzo di pagamento che il popolo svizzero ha recentemente deciso di tutelare.

Alain Bühler (primo firmatario)
Co-firmatari: Raide Bassi, Lara Filippini, Andrea Giudici, Tiziano Galeazzi, Sergio Morisoli, Aline Prada, Tuto Rossi

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