Dalla Svizzera
Elezioni in alcuni cantoni
Il prossimo fine settimana, 8 e 9 marzo, in alcuni cantoni e comuni d’oltralpe si procederà al rinnovo degli esecutivi e dei legislativi. Considerando che il rinnovo delle due camere, Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati si avvicina, è sicuramente un test molto interessante per i vari partiti e movimenti a livello federale.
Nel Canton Vaud, vi sarà l’elezione per sostituire la socialista Rebecca Ruiz che, nel novembre scorso, si è dimessa dal Consiglio di Stato dove era stata eletta nel 2019, dopo aver occupato un seggio, dal 2014, al Consiglio Nazionale. A brigare per questo seggio scendono in campo: Roger Nordmann (PS), Jean-François Thuillard (UDC) e Agathe Raboud Sidorenko (Ensemble à gauche, partito di sinistra radicale).
ll deputato ed ex presidente del Gran Consiglio (nel 2024-2025) Thuillard è il principale rivale di Nordmann. Il sessantenne, contadino, attualmente sindaco di Froideville, comune di poco meno di 3.000 abitanti, fa leva sulle sue origini rurali e sulla sua esperienza politica a livello locale e cantonale. È candidato dell’alleanza borghese cantonale, l’Alliance vaudoise, ed è sostenuto da PLR e Centro. Insieme, questi tre partiti hanno vinto le ultime elezioni del Consiglio di Stato nel 2022.
Se a imporsi fosse l’UDC Thuillard, nell’esecutivo con due soli rappresentanti su sette, la sinistra si ritroverebbe in una posizione di debolezza dalla legislatura 1998-2002.
Va inoltre notato che l’UDC, che occupa il 15% dei seggi nel Gran Consiglio, non è più rappresentata in governo dal 2011.
In Appenzello Esterno, gli elettori dovranno designare il loro unico rappresentante in Consiglio nazionale, dopo che lo scorso dicembre David Zuberbühler (UDC) ha lasciato la carica dopo dieci anni. Edgar Bischof difenderà il seggio democentrista. A contrastarlo vi sarà la liberale radicale Jennifer Abderhalden.
Nel canton Glarona, si rinnoverà l’esecutivo che è attualmente composto da 1 centrista, 1 socialista e 2 UDC e 3 senza partito. A contrastare l’elezione vi sarà Marcel Lötscher, che ci aveva già provato un anno fa in occasione di un’elezione suppletiva e, nonostante fosse sconosciuto nel cantone, aveva ottenuto 1.493 voti. L’eventuale elezione suppletiva è prevista per il 29 marzo.
Nel canton Nidvaldo, l’esecutivo è staro rieletto, in forma tacita, lo scorso 19 gennaio e per il quadriennio 2026-30 è composto da 3 Centristi, 2 UDC, 1 PLR ed 1 GPL.
Per i 60 seggi del Gran Consiglio, l’attuale ripartizione è 15 Centro, 16 PLR, 9 Verdi e PS, 15 UDC e 5 Verdi liberali. Nella gara elettorale per i 60 seggi nel Gran Consiglio, le incognite principali riguardano i destini di Verdi liberali e PCS.
Nella Svizzera centrale, è pure in agenda l’elezione del landamano, ossia il presidente del governo, e il vicepresidente (Landesstatthalter) di Uri. Non è prevista sorpresa alcuna: le due cariche dovrebbero andare a due esponenti del Centro.
Per concludere, nella città più popolosa della nostra Confederazione si dovrà scegliere il nuovo sindaco. Alla poltrona di sindaco dell’uscente socialista Corine Mauch, che non si ripresenta dopo 17 anni, si contendono il posto nell’esecutivo cittadino lo schieramento rosso-verde – che può contare su una maggioranza di sei poltrone su nove – (4 PS e 2 Verdi), il PLR con due mandati e i Verdi liberali (PVL) uno. Tre gli uscenti che non si ripresentano: oltre a Corine Mauch (PS), si ritirano il municipale del PS André Odermatt, da 16 anni a capo del dicastero costruzioni, e l’ex giornalista ed ex consigliere nazionale del PLR Filippo Leutenegger, da 12 anni in municipio e titolare nell’ultima legislatura del dicastero scuola e sport.
In quattro si contendono il posto di sindaco, una carica che da 26 anni è in mano al PS. Il favorito, è il municipale socialista Raphael Golta, 50 anni, da 12 anni alla testa del dicastero opere sociali.
Lo sfidante più agguerrito, e di gran lunga il più visibile sui manifesti elettorali, è il consigliere comunale e presidente della sezione cittadina del PLR, Përparim Avdili. 39 anni, figlio di immigrati macedoni.
Gli altri due candidati sono relegati al ruolo di comparse. Il 47enne gran consigliere dell’UDC Ueli Bamert è direttore dell’associazione dei commercianti di combustibili fossili Swissoil. Partito di maggioranza relativa a livello cantonale, l’UDC ha difficoltà ad affermarsi nel contesto urbano ed è esclusa da 36 anni dall’esecutivo cittadino.
L’altra candidata è la Verde Liberale Serap Kahriman, 36 anni, figlia di genitori turchi e giurista, che siede da quattro anni in consiglio comunale. Anche per lei l’elezione nell’esecutivo rischia di essere troppo ardua.
In consiglio comunale lo schieramento rosso-verde controlla attualmente 63 dei 125 seggi (PS 37, Verdi 18, AL 8). Una maggioranza risicata, che rischia di essere rimessa in discussione, ma che nella passata legislatura ha funzionato su molti temi.
Il centrodestra arriva a 36 deputati (PLR 23, UDC 13) e in questa legislatura non ha avuto grandi possibilità far passare le proprie proposte, nemmeno contando sull’appoggio del PVL (15 seggi) e del PEV (3).
Attendiamo l’esito dello scrutino.
Canton Neuchâtel fermezza nelle naturalizzazioni!
Un richiedente l’asilo, giunto sul suolo elvetico nel 2003, aveva ottenuto il permesso di soggiorno nel 2009, poi il permesso di soggiorno permanente (permesso C) nel 2014. Quindi la richiesta di naturalizzazione nel 2015, sostenendo di non aver commesso alcun reato in passato. È stato infine naturalizzato nel 2016.
Tuttavia, nel 2020, il Tribunale regionale del Littoral e della Val-de-Travers lo ha condannato a 18 mesi di reclusione, con pena sospesa per tre anni, per trasferimenti di denaro tra la Svizzera e l’estero.
L’individuo in questione ammette di aver commesso questi reati, ma dopo il 2016. Sostiene quindi di non aver nascosto nulla al Servizio cantonale della popolazione durante la sua procedura di naturalizzazione.
L’inchiesta contraddice le sue dichiarazioni e dimostra che i reati erano stati commessi già nel 2013. Di conseguenza, il Consiglio di Stato di Neuchâtel gli ha revocato la naturalizzazione nel settembre 2024. L’uomo quarantenne ha presentato ricorso prima al Tribunale cantonale, poi al Tribunale federale, ma senza successo: il Tribunale federale ha confermato definitivamente la revoca nel gennaio 2026. Dovrà attendere due anni per presentare una seconda domanda e sperare di ottenere un nuovo passaporto svizzero.
FRG
« Pro Svizzera mette in guardia contro l’accordo con l’UE e ribadisce la richiesta del referendum obbligatorio Roger Köppel asfalta Cassis! »
