Dai comuni

Gen 11 • Dai Comuni, Dall'UDC, Prima Pagina • 304 Views • Commenti disabilitati su Dai comuni

Losone

Restauro dell’oratorio di San Rocco

Negli scorsi giorni, nelle case dei Losonesi è arrivato un volantino con la richiesta di un contributo volontario per il restauro dell’oratorio di San Rocco. Questo oratorio si collega alla peste del 1584, durante la quale i nostri avi fecero voto di costruire un edificio sacro dedicato al santo protettore dalle malattie infettive.
Fu realizzato l’oratorio di San Rocco, nella frazione di Mondrigo, portato a termine attorno al 1626. Da allora luogo di profonda devozione popolare, l’edificio fu oggetto di vari interventi e aggiunte nei secoli successivi e verso la metà del 1800 assunse la forma attuale.
Nonostante la regolare manutenzione e alcuni risanamenti, l’oratorio presenta oggi diverse situazioni critiche, che sono andate aggravandosi negli ultimi anni. Una situazione che non ha lasciato indifferente il Consiglio parrocchiale, il quale – di concerto con l’Ufficio cantonale dei beni culturali e con la Commissione diocesana di arte sacra (San Rocco è un oggetto tutelato a livello locale) – ha deciso di intervenire.
La prima fase è stata quella di una valutazione dello stato dell’edificio sacro, il cui esito è impietoso, rendendo manifesta la necessità di intervenire urgentemente per evitare ulteriori degradi e anche irreparabili danni alla struttura.
Da qui l’allestimento di un progetto di risanamento, che sta entrando ormai nella sua fase esecutiva.
Il preventivo per l’intervento ammonta a circa 550 mila franchi.
Il Consiglio parrocchiale confida nella generosità di enti, fondazioni e associazioni, oltre che della popolazione, la quale già in passato ha sostenuto con grande cuore le opere necessarie per custodire l’importante patrimonio di edifici sacri presente nel comune.
Conto per donazioni CH2709000000650021589 Parrocchia di Losone.

FRG

Avvicendamento nelle fila dell’Esecutivo di Losone

Vincenzo Gambino prende il posto di Daniele Pidò e assume il Dicastero Edilizia privata e Piano regolatore.

Si è svolta la cerimonia di insediamento del nuovo Municipale Vincenzo Gambino (PLR), il quale raccoglierà il testimone dal dimissionario Daniele Pidò.
Gambino assumerà il Dicastero Edilizia privata e della pianificazione del territorio (Piano regolatore).
A ratificare il passaggio di consegne tra il municipale uscente e il subentrante, c’erano anche il Giudice di pace del Circolo delle Isole Stanislao Pawlowski, il vicesindaco Fausto Fornera e i membri dell’esecutivo Gianluigi Daldoss, Nathalie Ghiggi Imperatori, Francesca Martignoni e Alfredo Soldati.
Il Municipio ringrazia Daniele Pidò per l’attività svolta a favore della comunità e si congratula con il suo subentrante Vincenzo Gambino, augurandogli le migliori soddisfazioni e buon lavoro.

Mendrisio

Mendrisio: davvero responsabili? La politica che non aiuta le famiglie

Si parla tanto di «responsabilità» a Mendrisio. Chi ha bloccato la proposta UDC-UDF di abbassare il moltiplicatore per le famiglie, afferma di difendere la stabilità finanziaria. «Prima vengono i conti pubblici», si dice: meglio essere prudenti per non avere problemi nel 2027. Sulla carta, un ragionamento che sembra perfetto, da bravi amministratori.

Ma basta uscire dal Palazzo comunale e guardare la realtà per rendersi conto che quella parola – responsabilità – rischia di perdere significato. Oggi esistono almeno due forme di responsabilità: quella verso i conti del comune, che devono essere in ordine, e quella verso le persone, che stanno affrontando difficoltà sempre più pesanti. Le famiglie mendrisiensi sono sotto pressione come non mai. I premi dell’assicurazione sanitaria continuano a crescere, il costo della vita aumenta e gli stipendi faticano a tenere il passo. In questo contesto, la scelta di non muoversi appare meno come prudenza e più come distanza dalla realtà quotidiana di molti cittadini.

UDC e UDF non chiedevano un azzardo, ma un gesto politico chiaro, un segnale concreto di attenzione verso chi fatica ad arrivare a fine mese. Forse una scelta non priva di rischi, certo. Ma nei momenti difficili la politica dovrebbe avere il coraggio di intervenire, anziché rifugiarsi dietro cifre e previsioni: peraltro senza mettere in pratica alcuna forma concreta di risparmio: sì, perché gli 1.3 milioni citati da più parti sono, ad oggi, solo una lista di pii desideri che, in gran parte, non sono stati ratificati né dal Municipio né dal Consiglio comunale. Staremo vedere quanto di questa cifra verrà forse (quando?) tradotto in pratica. Tra l’altro 1.3 mio, se implementati, compenserebbero ampiamente gli 0.9 mio in meno dovuti alla proposta di riduzione del moltiplicatore.

Tenere i conti comunali blindati, conti che hanno una capacità di resistenza ben superiore a quella di una famiglia media, e rinunciare a offrire un minimo di respiro ai cittadini è una decisione legittima, ma discutibile. Dire no a un alleggerimento fiscale oggi, per timore di dover correggere domani, equivale a negare un bicchiere d’acqua a chi ha sete, con la scusa che potrebbe averne ancora bisogno in futuro. Fermo restando che da 10 anni i consuntivi presentano entrate estremamente (milioni!) più elevate rispetto ai preventivi.

Un comune davvero forte non è solo quello con i conti in ordine, ma quello in cui le persone riescono a vivere con maggiore serenità. Se Mendrisio sceglie di guardare solo ai numeri e non alle famiglie, allora è lecito domandarsi verso chi sia davvero esercitata questa presunta responsabilità. A volte, il vero coraggio politico non sta nel restare immobili, ma nell’adattare la rotta per tendere una mano a chi è in difficoltà. E in questa occasione, purtroppo, quella mano non è stata tesa.

Per il Gruppo UDC-UDF Mendrisio,
Roberto Pellegrini – capogruppo

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