«Bussola» – un’iniziativa d’importanza vitale
(enm) Domenica 28 settembre 2025, più o meno alle 15.30, guardo sul Teletext l’esito dello scrutinio popolare inerente alla Legge sull’Id-e. Essendo contrario, mi fa piacere vedere che 12.5 cantoni sono per il NO, e 8,5 per il SÌ. Mancano ancora i risultati di cantoni con le città più popolose, ma il risultato provvisorio è incoraggiante. Poi, la doccia fredda: arrivano i risultati dei cantoni di Zurigo, Lucerna, Vaud, Ginevra e Berna e, non solo quest’ultima è l’unica contraria, ma negli altri i voti a favore sono sufficienti a ribaltare il dato numerico assoluto: 1’384’549 SÌ (50.39%), 1’363’283 NO (49.61%). 21’266 voti hanno fatto passare una legge che 13 ½ cantoni (64.285%) hanno respinto contro 7 ½ (35.715%). Trattandosi di una semplice legge e non di una modifica costituzionale, lo strumento della doppia maggioranza (popolo e cantoni), inventato per contrastare l’egemonia dei cantoni con i grandi centri urbani, non era previsto in questa consultazione. E quindi hanno vinto il governo e la maggioranza del parlamento che aveva approvato il progetto di legge.
Va bene, ingoio il rospo. Ma non posso fare a meno di preoccuparmi per un’imminente ben più importante consultazione, quella sul Trattato di sottomissione all’UE, che la Berna federale – tranne l’UDC – vorrebbe sottrarre alla doppia maggioranza, dimezzando così il rischio di una bocciatura.
Referendum obbligatorio o facoltativo?
Innanzitutto, chiariamo la differenza. Con il referendum obbligatorio, un progetto di legge (usualmente una modifica della Costituzione, ma nella fattispecie, data la gravità delle conseguenze, si può e si dovrebbe applicare anche a questo trattato) deve automaticamente essere posto in votazione popolare e necessita della doppia maggioranza (popolo e cantoni) per essere adottato. Con il referendum facoltativo, invece, occorre che i referendisti raccolgano 50’000 firme per andare a una votazione il cui esito dipende dalla sola maggioranza dei cittadini. Ed è su questo che puntano le autorità e i parlamentari che sostengono il vergognoso Trattato di sottomissione. Essendo i cantoni più piccoli meno sensibili al discorso del grande mercato europeo – il cui accesso, peraltro, ci è già garantito dall’accordo di libero scambio in vigore dal 1972 – la maggioranza dei cantoni potrebbe far prevalere la volontà di libertà e indipendenza che i grandi centri urbani industriali sono invece disposti a svendere per il classico piatto di lenticchie.
Sostenete l’iniziativa «Bussola»
Per questo è importante che l’iter per l’iniziativa «Bussola» sia velocizzato il più possibile, affinché possa andare in votazione prima di un’eventuale scrutinio a maggioranza semplice dei «Bilaterali III» (termine fuorviante, perché il Trattato di sottomissione, di bilaterale non ha proprio nulla). Ne ricordo gli obiettivi:
1. Salvaguardia della democrazia diretta
Garantire che i cittadini svizzeri possano continuare a votare direttamente su decisioni politiche importanti.
2. Sovranità nella legislazione
Assicurare che solo il parlamento svizzero e la popolazione possano emanare le leggi del paese, senza influenze esterne.
3. Prevenzione di un’adesione passiva all’UE
Rifiutare l’adozione di fatto del diritto dell’UE senza un coinvolgimento attivo, evitando così una forma di adesione passiva all’Unione europea.
4. Tutela della competitività economica
Mantenere l’attrattività economica e la competitività della Svizzera attraverso una legislazione indipendente.
5. Referendum obbligatorio per i trattati internazionali
Introdurre un referendum obbligatorio per i trattati internazionali che prevedono l’adozione di disposizioni legislative essenziali, in modo che tali accordi possano entrare in vigore solo con l’approvazione del popolo e dei cantoni.
6. Rifiuto dell’adozione dinamica del diritto straniero
Impedire l’adozione automatica e trasversale di normative straniere, in particolare delle regolamentazioni dell’UE, senza una decisione autonoma.
7. Rafforzamento dell’indipendenza nazionale
Preservare l’indipendenza della Svizzera negli affari internazionali, garantendo la possibilità di prendere decisioni autonome.
« Die sinnlosen Straßendemonstrationen «Kompass» – eine Initiative von entscheidender Bedeutung »
