14 giugno: cerchiamo di non confondere il« SÌ» con il «NO»!

Mag 18 • L'opinione, Prima Pagina • 90 Views • Commenti disabilitati su 14 giugno: cerchiamo di non confondere il« SÌ» con il «NO»!

Perché l’abitudine di imbrogliare il sovrano, negli ultimi decenni si è rivelata prassi ricorrente del CF e di alcuni elementi che ne fanno parte! Il SÌ sottintende: rifiutare una Svizzera di dieci milioni d’abitanti! Per non abboccare all’amo avvelenato dei soliti cantastorie rossoverdi e dei Paperon de Paperoni, che vorrebbero poter far entrare in Svizzera manodopera a basso costo, proveniente da ogni dove – UE compresa – e a scapito dei nostri lavoratori, sempre più in difficoltà soprattutto se alla ricerca di un posto di lavoro pagato decentemente. Quindi, come potrebbe essere la Svizzera fra pochi anni se, disgraziatamente, l’iniziativa per la sostenibilità venisse bocciata?

Guardiamoci attorno: questo paese sta cambiando in peggio! Si manifestano sintomi che dovrebbero preoccupare la popolazione. In primis un inquietante aumento della criminalità e non ci si venga a dire che: «anche gli Svizzeri delinquono!». Certamente, ma le percentuali di coloro che commettono reati sono sotto gli occhi di tutti: per il 70% sono stranieri, richiedenti l’asilo recalcitranti compresi! Probabilmente, per qualcuno va bene così! Quindi, è opportuno rammentare agli smemorati, le «promesse da marinaio» fatte dalla «pianista» mancata Sommaruga che, fra una strimpellata e l’altra, aveva giurato di mettere un freno all’immigrazione incontrollata. Ma l’andazzo è proseguito ed è tuttora inarrestabile! Infatti, ogni anno arriva gente dall’UE, da paesi agli antipodi e asilanti bene informati su come approfittare della nostra ingenuità. Così, oggi ci ritroviamo con oltre nove milioni d’abitanti. Intanto, l’Islam avanza per portarci «la pace di Allah il compassionevole e il misericordioso», soprattutto nei confronti delle donne, sottomesse fin dalla tenera età e private della libertà individuale, perché considerate inferiori e trattate come tali! Si aprono moschee à gogo, non dobbiamo preoccuparci, lasciar correre e lasciarci invadere? Per chi facesse finta di non sapere, è opportuno ricordare che l’Islam è contrario alla separazione tra Stato e culto! Siamo nel XXI secolo e non nel Medioevo! Sarebbe inoltre interessante sapere con quale lingua si esprimono i muezzin, mentre invitano i seguaci di Maometto a combattere la cultura occidentale che stanno tentando di soppiantare. C’è qualcuno che li controlla? Figuriamoci! Continuando a far finta di non vedere, fra pochi anni dovremo fare i conti con la sharia, la retriva legge coranica dalla quale saremo giudicati e sottomessi. Profetiche le parole dello scrittore francese Michel Houellebecq: «L’occidente si sta suicidando, l’islam controlla l’istruzione penetra negli atenei e avanza!» (fdc)

Ecco quelli che hanno a cuore questo paese. Lo si comprende dalle dichiarazioni fatte il 1° maggio da Beat Jans, dal presidente dell’USS e dalla simpatica – e nulla più – Baume-Schneider, che ci vengono a raccontare, per confonderci, che l’iniziativa lanciata dall’UDC è, citiamo:« una minaccia, un pericolo per salari, pensioni e posti di lavoro».

Per salari s’intendono quelli che percepiscono i frontalieri? Pensioni: quelle che ci pagheranno gli asilanti che manteniamo alla grande? Posti di lavoro: quelli che i lavoratori svizzeri non riescono a trovare, grazie alla manodopera a basso costo importata dall’estero? Il 1° maggio  è diventato la festa dei $indacalisti, pagati lautamente dai lavoratori, quelli che credono ancora alle favole!

Signor Jans! Le minacce e i pericoli che lei e i suoi colleghi paventate, si manifestano quando si eleggono CF inadeguati a svolgere gli incarichi assegnati. (SIC!!)  

Non facciamoci ingannare! Votare un convinto «SI» all’iniziativa per la sostenibilità è una garanzia per il futuro della Svizzera, dei nostri valori, della nostra indipendenza e libertà che sembrano non interessare minimamente ai chierichetti della variegata parrocchia rossoverde, che in questo paese non si trovano a loro agio. Prego signori, liberi di fare le valigie e andarvene; nessuno vi costringerà a restare!

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