Oro e Banca nazionale

Gen 11 • Dalla Svizzera • 393 Views • Commenti disabilitati su Oro e Banca nazionale

Da alcuni mesi, il metallo giallo ha raggiunto corsi che non si sono mai registrati.
Venerdì 2 gennaio 2026 ha toccato il limite di oltre 110 mila franchi al chilo.
La Banca nazionale svizzera (BNS) detiene circa 1.040 tonnellate di riserve auree (valore stimato ca. 247 miliardi di USD), tra le più grandi al mondo, custodite per il 70% in Svizzera e il resto all’estero. L’oro funge da riserva strategica per la stabilità monetaria.
Quantità e valore: le riserve ammontano stabilmente a 1.040 tonnellate. Nel 2025, grazie all’aumento del prezzo del metallo giallo, la BNS ha registrato plusvalenze significative, con un utile di 12,6 miliardi di franchi nei primi tre trimestri, sostenuto da un aumento di valore delle riserve auree pari a 22,9 miliardi di franchi.
Stoccaggio: il 70% è depositato in Svizzera, il 20% è depositato presso la Bank of England e il 10% è depositato presso la Bank of Canada.
Il caveau principale si trova a Berna, scavato nelle Alpi.
Funzione: l’oro costituisce una riserva strategica per garantire la stabilità della moneta e del bilancio della banca, specialmente in situazioni di crisi.
Contesto normativo: storicamente, la BNS ha detenuto oro fin dal XIII secolo, e dal 1907 è tenuta per legge a detenere il 20% del suo patrimonio in oro.
A differenza della BNS, la Banca d’Italia detiene circa 2.452 tonnellate di oro, posizionandosi tra le maggiori detentrici a livello globale.
Ora dopo le ultime fluttuazioni del metallo giallo, un sondaggio condotto dall’Università di San Gallo (HSG) e da Philoro Svizzera (società di commercio del ramo con sede a Wittenbach SG), ha stabilito che una minoranza non trascurabile degli Svizzeri, pari al 20 %, vorrebbe che la BNS rafforzi le sue riserve di oro.
Il 15 % sarebbe favorevole e vedrebbe di buon occhio un aumento delle quantità di metallo prezioso e il 5 % propenderebbe per un forte accumulo supplementare, mentre il 37 % auspica che si rimanga sull’attuale livello. Solo l’11 % è per una diminuzione.
Il rimanente 32 % non si esprime sul tema. Christian Brenner, Ceo di Philoro, commenta che i consistenti utili di bilancio della BNS, generati proprio dal rialzo dell’oro, e le massicce compere da parte delle banche centrali straniere rendono l’idea. Dopo le vendite di 1300 tonnellate tra il 2000 e il 2009, le riserve della BNS si sono stabilizzate a 1’040 tonnellate.
Va pure considerato il corso del metallo giallo è esploso negli ultimi mesi. Da inizio 2025 è salito del 45 % raggiungendo quota 3450 franchi all’oncia. Se le banche centrali rimarranno attive, il prezzo potrebbe superare i 5000 franchi per oncia entro la fine di quest’anno (attualmente 3’433 dollari l’oncia).

FRG

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