Dalla vicina Repubblica

Nov 17 • Dal Mondo, L'opinione, Prima Pagina • 252 Views • Commenti disabilitati su Dalla vicina Repubblica

Tassa sulla salute: ancora in alto mare!

Nella confinante Repubblica Italiana, l’introduzione di una tassa sulla salute da applicare ai frontalieri suscita ancora animati dibattiti. Lo Stato, sempre più a corto di liquidità, ha messo gli occhi sui salari degli oltre 78mila frontalieri che giornalmente varcano il confine per venire da noi lavorare. Infatti, negli scorsi giorni, il secondo incontro tra la Regione Lombardia e i sindacati italiani si è concluso con un nulla di fatto. Il decreto attuativo per chiamare alla cassa i vecchi frontalieri non è ancora stato definito e resta in un vicolo cieco, senza passi avanti concreti per trovare una soluzione condivisa. Il provvedimento fa discutere anche in Svizzera, dove parte della politica lo considera una violazione degli accordi fiscali. Nel frattempo, si è svolto un secondo incontro tra Massimo Sertori – assessore agli Enti locali, Montagna e Rapporti con la Confederazione – e i sindacati italiani CGIL, CISL e UIL. Ma l’applicazione della tassa sulla salute sta facendo discutere parecchio anche al di qua del confine. Il consigliere agli Stati Fabio Regazzi (Centro), lo scorso dicembre, aveva chiesto spiegazioni al Consiglio federale sulla legittimità del provvedimento italiano. Per Regazzi, infatti, «la tassa sanitaria, non essendo causale, è assimilabile a un’imposta, risultando quindi in contrasto con l’articolo 9 dell’accordo fiscale sui frontalieri».

A tornare alla carica, qualche settimana fa, anche il consigliere nazionale Giorgio Fonio (Centro) che chiedeva a Berna se intendesse «intervenire subito presso le autorità italiane, così da evitare l’adozione della misura». Da parte sua, però, il Consiglio federale ha fatto sapere che «a tutt’oggi mancano ancora numerosi dettagli in merito alla sua applicazione» e che il provvedimento potrebbe essere legale, a patto di essere impostato come «tassa causale». Constatiamo che le idee non sono propriamente chiare e non vorremmo che Berna, per fare un favore a Roma, finisca per caricare questo nuovo balzello sulle finanze del nostro povero cantone. Ci si può aspettare di tutto!

FRG

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