200 franchi bastano: è partita la campagna del terrore e del catastrofismo

Lug 16 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 215 Views • Commenti disabilitati su 200 franchi bastano: è partita la campagna del terrore e del catastrofismo

Piero Marchesi Consigliere nazionale UDC

La macchina della disinformazione targata SSR/RSI è già partita. Con l’appoggio di gran parte dei media, legati l’uno all’altro da interessi comuni, stanno diffondendo allarmi infondati sull’iniziativa «200 Franchi bastano!».
Secondo loro, ridurre il canone radiotelevisivo da 335 a 200 franchi significherebbe perdere migliaia di posti di lavoro e danneggiare l’economia locale.
Ma queste affermazioni sono strumentali, esagerate e pensate per spaventare. Non è la prima volta che assistiamo a questo copione: si punta sulla paura per orientare il voto.

L’iniziativa non vuole smantellare il servizio pubblico, ma semplicemente chiede che il canone – un obbligo per tutte le cittadine e i cittadini – sia più moderato e proporzionato: 200 franchi. Chi vorrà servizi aggiuntivi, potrà sempre sceglierli liberamente.
Io stesso ero contrario all’iniziativa «No Billag», che proponeva l’abolizione totale. Ma qui si parla di equilibrio, non di distruzione.
Informazione, cultura e approfondimento devono restare (possibilmente più equilibrati ed equidistanti di oggi), ma senza gravare eccessivamente sulle tasche di tutti.
Confido che le Svizzere e gli Svizzeri sapranno valutare con lucidità, senza farsi travolgere dal catastrofismo orchestrato da chi vuole mantenere privilegi e rendite di posizione.
Prepariamoci: l’ondata di paura è appena cominciata.

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