20 milioni l’anno per un servizio taxi della migrazione?

Giu 13 • L'opinione • 2118 Views • Commenti disabilitati su 20 milioni l’anno per un servizio taxi della migrazione?

Black Rot

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Due note d’agenzia collegate tematicamente e apparse contemporaneamente nella stampa, danno da pensare. L’una ha per titolo “Partecipazione al fondo di sicurezza dell’UE”, l’altra “L’Italia salva 2500 migranti”.

 

In entrambi i casi, si tratta del “sistema Schengen” dell’UE, del quale la Svizzera fa parte (In breve: soppressione delle frontiere interne dell’UE e potenziamento delle forze di frontiera a guardia dei confini esterni). 

 

A questa protezione dei confini esterni dell’UE, il Consiglio federale vuole partecipare ulteriormente con 20 milioni di franchi (nota bene, oltre a tutti gli usuali costi per Schengen). L’ultima frase del primo comunicato stampa recita: “La protezione dei confini dovrebbe ridurre anche l’immigrazione illegale”. In questa ultima frase è rivelatrice la parola “ANCHE”. Si è inclini a chiedere: perché, a cosa dovrebbe servire sennò?

 

Dal secondo comunicato stampa si apprende che, secondo la Marina italiana, la guardia costiera ha, nello spazio di 24 ore, salvato oltre 2’500 migranti nel Mediterraneo. Inoltre, che si tratta di una delle maggiori ondate di rifugiati da quando Roma ha rafforzato la sorveglianza dello spazio mediterraneo. E infine, che durante i primi cinque mesi di quest’anno, sono già 40’000 i migranti che hanno raggiunto le coste italiane.

 

Ora, che si salvino dal naufragio gli immigranti dal Nord Africa e non li si lascino annegare come topi (benché ciò sia da attribuire unicamente al loro avventuroso viaggio per mare) è comprensibile. Ma che in pratica si fornisca loro una specie di servizio-taxi sicuro che li porta sulle coste italiane, lo è molto meno. La logica vorrebbe che li si riportassero là dove hanno iniziato il loro viaggio. Da portare in Italia sarebbero unicamente i passatori, per condannarli a severe pene senza attenuante alcuna. La loro attività inumana meriterebbe in effetti la pena di morte.  

 

Passatori e rapporto con la Svizzera: in relazione con entrambi i summenzionati comunicati, sono da considerare le affermazioni sentite in una recente trasmissione informativa della TV svizzero-tedesca “10 vor 10”, secondo cui negli ultimi tempi sono stati arrestati molti più passatori e sempre più spesso dei trafficanti di esseri umani si sono spinti nel nostro paese attraverso la frontiera meridionale. Si noti che solo pochi di essi vengono arrestati e, quando succede, rischiano al massimo delle pene ridicole.  

 

Conclusione: sorge così un’insistente domanda, ossia se la Svizzera, con i suoi 20 milioni annui a “Schengen”, non peggiori addirittura sensibilmente la già esplosiva situazione della migrazione in Europa e, in particolare, quella Svizzera.

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