Ma dove stiamo andando?
Da quello che si sente, si vede e si legge, c’è il rischio di andare a sbattere!
Una buffonata canora, l’Euro Song, è stata definita dal presidente del Governo di Basilea Città Conradin Cramer: «un evento indimenticabile non solo per le numerose delegazioni presenti, ma per la Svizzera e l’intera città». L’Euro Song Contest – costato parecchi milioni di franchi in canzonette e nulla più – glorificato dal CF Beat Jans, si è finalmente concluso. Non se ne poteva più delle cavolate scritte e dette sull’importanza di questa manifestazione, definita, citiamo: «un messaggio di pace e fratellanza fra i popoli». Non fateci ridere! Ne sa qualcosa la cantante che doveva rappresentare Israele: fischiata, insultata, minacciata e boicottata da pseudo pacifisti e dalle truppe woke in assetto di guerra.
Mentre gli «artisti» gorgheggiavano sul palco diffondendo messaggi fraterni, le mattanze non si sono di certo fermate. Proseguono tuttora, con buona pace di coloro che manifestano con le bandiere color arcobaleno, palestinesi e di Hamas – organizzazione terrorista – confondendo stupidamente il burro con la ferrovia, occupando impunemente piazze facendo casino e provocando vandalismi!
Nemo, sul palco dell’Euro Song, si è presentato come una biondina succintamente vestita, dimenandosi come una spogliarellista. Altro che proclamarsi un «non binario». Forse, sarebbe più appropriato paragonare l’esibizione di Nemo a quella di una zoccola! Anche il nostro esercito, a proposito di soldatini/e emuli di Nemo, ha svolto un sondaggio flop che ha suscitato non poche incazzature. Sarebbero questi i problemi che affliggono il nostro paese?
E che dire degli 80 milioni di dollari regalati dalla generosa Elvezia all’OMS? Chissà chi ha perorato il versamento a questo pozzo senza fondo? Trattasi forse di un ex medico cantonale per assicurarsi il suo futuro nell’organizzazione con sede a Ginevra? «A pensar male …». Già, ma spesso ci si azzecca! Comunque, ancora sentiti ringraziamenti da parte degli alluvionati della Vallemaggia!
Intanto, ci si è accorti che la flotta civile dell’amministrazione federale è sovradimensionata e ci costa un pacco di soldi. Le manie di grandezza dello Sconsiglio federale sono più che evidenti. L’ultimo super jet acquistato, il Global 7500 è il più grande degli aerei in dotazione. Purtroppo, non entra negli hangar di Berna-Belp e dovrà essere parcheggiato a Payerne per almeno un paio d’ anni, con costi di noleggio che vi lasciamo immaginare. Siamo in ottime mani, non c’è che dire! Qualcuno, che notoriamente ama molto volare, dovrebbe spiegarci come mai le frottole raccontateci sul CO2 valgono esclusivamente per gli automobilisti. Ma poi, ripensandoci, abbiamo capito: «Fate ciò che dico, ma non fate ciò che faccio».
Non lo sapevamo! Scorrendo la cronaca giudiziaria abbiamo scoperto che in Svizzera, il Codice penale prevede la reclusione a vita (sic!!) Non siamo di certo specialisti in materia, ma ci consta che nel nostro diritto penale, «a vita» non significa fino alla morte del condannato. Infatti, accade che pericolosi delinquenti vengano rilasciati con largo anticipo rispetto alla pena comminata.
Il Codice penale svizzero non prevede la privativa della libertà «a vita» per reati particolarmente gravi: omicidio, genocidio e altre prodezze. Anzi, grazie all’epidemia buonista, gli sconti di pena sono all’ordine del giorno, come dire un invito alla recidiva, tanto…! In un processo celebrato recentemente in Ticino è stata comminata una «reclusione a vita». Se veramente fosse così, il tizio che ha ammazzato con tre colpi di pistola un onesto padre di famiglia, marcirebbe giustamente in galera fino alla fine dei suoi giorni. Invece, grazie alla buona condotta e ad altre attenuanti, l’assassino uscirà fra pochi anni e, quel che è peggio, pur essendo straniero, non verrà espulso!
E a proposito di politica d’asilo, dove stiamo andando? Giudicate voi! La CN dei Verdì Greta Gysin ha proposto una mozione in questo senso, che citiamo: «bisognerebbe lanciare un nuovo tipo di Centro federale d’asilo che ponga l’accento sull’accoglienza e l’interazione con la società civile, rinunciando a misure privative della libertà e di rigido controllo». (fdc)
Insomma: nessun controllo, liberi tutti, compresi i falsi minorenni e i potenziali delinquenti che ospitiamo, in maniera che possano combinarne di ogni sorta e sempre a nostre spese! Naturalmente, scodinzolando, il CF raccomanda al Legislativo di accogliere la mozione Gysin. Ma dove stiamo andando? Considerate certe idee geniali, sicuramente andremo a sbattere!
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