I Troll dell’ecologia o «Eco-Troll» condizionano ormai la nostra vita

Ott 29 • L'editoriale, L'opinione, Prima Pagina • 906 Views • Commenti disabilitati su I Troll dell’ecologia o «Eco-Troll» condizionano ormai la nostra vita

Eros N. Mellini

Nella mitologia scandinava, i «Troll» sono creature generalmente  maligne e dedite a fare dispetti agli umani. Sarà un caso, che la maggior parte delle immagini che ci giungono dalla notte dei tempi, li raffigurano verdi? Ci sono i «Troll» di montagna, di caverna, dei boschi, eccetera. Oggi pare tuttavia che ne sia apparso un tipo molto più pericoloso, quello dei «Troll» dell’ecologia o «Eco-Troll».

Si nutrono di ideologie spesso del tutto irrealizzabili a meno di gravi conseguenze e rigorosamente a spese dei contribuenti. Ma, quel che è peggio, sono estremamente contagiosi. Sì, perché se prima ne era emerso uno sparuto gruppo costituitosi a partito – appunto, i Verdi – oggi hanno prodotto una contaminazione trasversale cui non è sfuggita alcuna forza politica. Perfino nell’UDC c’è una corrente che, non accontentandosi della passiva accettazione di un’ecologia misurata e ragionevole, vorrebbe che il partito si occupasse in prima linea di questi temi che, secondo loro, non devono essere prerogativa degli altri partiti. In altre parole, vorrebbero che il partito partisse a testa bassa in campagne pro clima o anti inquinamento, rinnegando se del caso la difesa dell’economia e del ceto medio, e dei valori democratici che gli hanno assicurato il grande consenso popolare negli ultimi trent’anni.

Come detto, purtroppo, i temi ideologici – peraltro abilmente manipolati da gruppi di ONG non meno pericolosi delle ciniche e interessate multinazionali – fanno molta presa sulla massa, la maggior parte della quale non si rende nemmeno conto che le battaglie ingaggiate dalla piccola Svizzera non hanno, a livello mondiale, più chance di successo di quelle combattute da Don Chisciotte contro i mulini a vento.

Così, eccoci a pagare la benzina a prezzi da Armagnac stravecchio – forse è vero che l’aumento di 30 centesimi al litro registrato negli ultimi mesi è dovuto all’aumento del prezzo alla fonte, ma non dimentichiamo che fra imposte e supplementi d’imposta sui carburanti, oltre un franco al litro va nelle casse della Confederazione – e ci si attende una carenza di elettricità che probabilmente sparerà alle stelle anche i costi energetici. Ha detto recentemente Guy Parmelin: «Oltre alla pandemia (coperchio per tutte le pentole, quando si tratta di giustificare un aumento dei costi, NdR), una carenza di energia è la più grande minaccia per l’approvvigionamento della Svizzera». E più avanti: «Con la penuria di corrente elettrica s’intende che potrebbe esservi troppo poca elettricità disponibile per settimane o addirittura mesi. Questo significherebbe, per esempio, che le fabbriche potrebbero produrre meno, che le autorità e i fornitori di servizi come le banche dovrebbero ridurre le loro offerte, o che i mezzi di trasporto che dipendono dall’elettricità, come i treni o i tram, potrebbero funzionare solo in misura limitata».

E tutto questo, perché? Perché il 17 maggio del 2017, sotto il malefico influsso degli «Eco-Troll», la smania autolesionista dei Verdi – peraltro condivisa anche dalla maggioranza PS, PLR, PPD e Verdi liberali – ha avuto la meglio sul buonsenso del popolo che ha votato «Energia 2050», fortemente voluta dal Consiglio federale con il sostegno del parlamento per stare al passo con la politica tedesca di Angela Merkel. Dando retta al Consiglio federale che nell’opuscolo con le spiegazioni per il voto minimizzava dicendo che «Con l’aumento del supplemento rete, un’economia domestica di quattro persone con un consumo annuo medio di energia pagherà circa 40 franchi all’anno in più rispetto a oggi», il popolo svizzero si tirava quella che oggi, a poco più di quattro anni, si prospetta essere una delle più terrificanti martellate sugli zebedei che abbiano centrato il bersaglio dal 1291 a questa parte.

Si sarebbe dovuto pensare ad aumentare l’approvvigionamento autonomo di energia, ma gli «Eco-Troll» hanno preferito puntare sulla diminuzione dei consumi, ovviamente imposta a suon di tasse che dovrebbero essere disincentivanti, ma che tali non sono per esempio quando il veicolo privato è l’unico mezzo per recarsi in tempi ragionevoli al lavoro. Si sarebbe dovuto costruire qualche impianto nucleare di nuova generazione, alla cui sicurezza si accompagna la produzione di elettricità senza emissioni di CO2, ma no, abbiamo dovuto seguire la Germania nella sua politica che oggi si sta rivelando disastrosa. E sventolandoci davanti agli occhi lo spettro – peraltro fuori luogo – di Fukushima e della precedente catastrofe di Cernobil, gli «Eco-Troll» sono riusciti a far passare l’abbandono del nucleare e a optare per delle energie che sarebbero rinnovabili sì, ma se esistessero. Infatti, non si rinnova qualcosa che non esiste e tale è la situazione dell’energia eolica quando non c’è vento o del fotovoltaico quando non splende il sole.

L’influenza degli «Eco-Troll» condiziona ormai tutti gli ambiti della vita quotidiana. Devi acquistare un’auto? Che sia elettrica o, al massimo, ibrida. Vai a fare la spesa? Mi raccomando, ricicla la busta di carta dell’ultima volta. Hai in mente un progetto edilizio? Non importa se sia una villa , un capannone o un pollaio, l’importante è sia a norma delle misure anti inquinamento. La verdura? Rigorosamente bio. Eccetera, eccetera.

E come un vampiro crea a ogni morso un altro vampiro, gli «Eco-Troll» stanno creando un’umanità che va in modo preoccupante colorandosi uniformemente di verde. Questa sì che è una pandemia. E non c’è vaccino che tenga.

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