Da Palazzo federale
Interpellanza
Crans-Montana: deroghe, costi sanitari e disparità di trattamento tra Stati
Il dramma di Crans-Montana ha scosso profondamente la Svizzera. La solidarietà verso le vittime e i loro familiari è doverosa. Proprio per questo il Consiglio federale deve agire con rigore, trasparenza e coerenza, evitando decisioni dettate dall’emotività, da pressioni diplomatiche o da esigenze d’immagine.
Le recenti dichiarazioni del Consiglio federale giungono dopo l’ennesimo attacco strumentale del governo italiano e della sua rappresentanza diplomatica a Berna, che anche in questa occasione ha assunto un atteggiamento poco rispettoso del proprio ruolo istituzionale. La Svizzera non può lasciarsi imporre la linea da polemiche esterne, soprattutto quando sono in gioco il rispetto del diritto, la parità di trattamento e l’uso di denaro pubblico.
Secondo dichiarazioni pubbliche, vi sarebbe la possibilità di non fatturare, o di coprire tramite strumenti svizzeri, parte dei costi sanitari legati alle cure prestate. Anche qualora una simile deroga fosse giuridicamente possibile, essa solleva un problema politico rilevante: perché dovrebbe essere applicata per alcuni Stati o pazienti e non per altri?
La Svizzera dispone di regole e accordi internazionali che disciplinano il coordinamento sanitario e l’assunzione dei costi. Se il Consiglio federale sceglie di discostarsene, deve spiegare chiaramente chi paga, per chi, con quali criteri e con quale base legale. In caso contrario si crea un precedente pericoloso e una disparità di trattamento tra cittadini svizzeri e stranieri, tra vittime di tragedie diverse e tra paesi coinvolti.
Chiedo pertanto al Consiglio federale:
1. A quanto ammontano i costi sanitari complessivi legati al dramma di Crans-Montana e come si suddividono per nazionalità dei pazienti?
2. Quale parte di questi costi sarà assunta da assicurazioni, Stati esteri, pazienti, enti competenti o Confederazione?
3. Su quale base legale ritiene possibile derogare alla fatturazione ordinaria o rinunciare al recupero dei costi sanitari?
4. Quali criteri intende applicare per evitare disparità di trattamento tra Stati coinvolti e pazienti di nazionalità diverse?
5. È consapevole che una deroga selettiva creerebbe un precedente problematico e indebolirebbe la credibilità della sua politica di rispetto degli accordi internazionali?
Ora delle domande
Ulteriori licenziamenti presso La Posta. Il Consiglio federale intende finalmente
far valere il suo ruolo di azionista unico?
Nel 2022 il Consiglio federale assicurava che il campus IT della Posta a Lisbona non avrebbe comportato trasferimenti di posti di lavoro dalla Svizzera e che si puntava anzi a crearne 200 nuovi nel settore IT nel nostro paese (22.3945). Ora La Posta comunica che intende sopprimere circa 60 posti IT in Svizzera. Il Consiglio federale intende finalmente imporre al CdA della Posta un divieto di smantellare e delocalizzare posti di lavoro all’estero e far valere il suo ruolo di azionista unico?
« Cinque affermazioni sull’immigrazione – e perché non sono vere Zuwanderung, Armee, Bildung: Politiker sind vor allem damit beschäftigt, Probleme zu lösen, die es ohne sie gar nicht gäbe »

