Auto elettriche: siamo alla resa dei conti?

Feb 8 • Dal Mondo, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 371 Views • Commenti disabilitati su Auto elettriche: siamo alla resa dei conti?

Il 26 giugno 2020 è stata inaugurata la prima colonna di ricarica veloce per veicoli elettrici in una stazione di servizio autostradale in Svizzera.

Con l’arrivo alla Casa Bianca del nuovo inquilino, Donald J. Trump e la sua dichiarata avversione per i veicoli elettrici, in questo ramo dei mezzi di trasporto, potrebbero esserci delle novità di non poco conto.

Fra le priorità di Donald J. Trump vi è la politica sull’auto elettrica che l’amministrazione precedente di Joe Biden aveva favorito con le relative importazioni di veicoli dall’estero, Europa compresa. «Eliminare il “mandato sui veicoli elettrici (EV)” e promuovere una vera scelta da parte dei consumatori», è infatti uno degli ordini esecutivi emessi dalla Casa Bianca durante l’Inauguration Day.

Il riferimento era l’obiettivo – non vincolante – di portare le vendite di auto elettriche al 50 % del mercato entro il 2030, previsto dall’ex inquilino allo Studio Ovale. Target che, da adesso, rimarrà sicuramente lettera morta. Nel mirino del tycoon finiscono anche gli incentivi (fino a 7.500 dollari) all’acquisto di vetture a batteria e i bonus all’installazione delle colonnine di ricarica.

«Tutte le agenzie – si legge ancora – dovranno immediatamente sospendere l’erogazione dei fondi stanziati tramite l’Inflation Reduction Act del 2022 (legge pubblica 117-169) o l’Infrastructure Investment and Jobs Act (legge pubblica 117-58), inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, i fondi per le stazioni di ricarica per veicoli elettrici».

Trump non lo specifica, ma fra gli «altri paesi» ci sono pure quelli europei, contro i quali il presidente aveva puntato il dito già durante il primo mandato, paventando dazi del 25%; dieci volte l’attuale tassa del 2,5%. All’epoca non se ne fece nulla, ma ora, con l’Europa e gli stessi USA che si chiudono contro la potenziale invasione cinese, c’è solo da aspettare l’ufficialità.

A quanto si apprende la vendita di auto elettriche accelera a livello mondiale. Non così in Europa e in Svizzera dove il mercato è in calo dopo anni di crescita.

Nel 2024, nel mondo, ne sono state vendute oltre 17 milioni, ben il 25 % in più rispetto all’anno precedente. La maggior crescita è avvenuta in Cina (+ 40 %) e negli USA e Canada (+ 9 %).

Nella vecchia Europa, Svizzera compresa, vi è stata una contrazione di quasi il 3 %.

Si è trattato del primo calo dopo quattro anni di crescita. Ad esempio nella vicina Italia. la diminuzione è stata del 2 %. Auto Svizzera, che è l’associazione di importatori di auto, ha indicato che è diminuita del 5 % la messa in circolazione di veicoli di tutte le categorie.

Si deve poi calcolare l’effettivo calo di immatricolazioni di auto 100 % elettriche.

La quota di quest’ultime sul mercato delle nuove immatricolazioni, è diminuita da quasi il 21 % di vendite del 2023 al 19 % lo scorso anno. Così dicasi per autoveicoli con motori termici, elettrici e batterie ricaricabili. Non va inoltre dimenticato che la gamma di veicoli offerti al momento in questo ramo, è ancora molto limitata.

L’anno scorso il 28 % degli automezzi immatricolati da noi era costituito da auto elettriche o ibride contro il 30% dell’anno precedente, dopo una crescita regolare dal 2015. Ma questo dato è ben lontano dall’obiettivo di una proporzione del 50 % entro la fine del 2025!

La Norvegia è in testa alla classifica internazionale della mobilità elettrica. In questo paese il Governo ha varato una serie di incentivi per la promozione di veicoli elettrici, ad esempio: l’esenzione fiscale dell’IVA per i modelli più economici oltre alla riduzione dei pedaggi autostradali.

Da noi 3 veicoli su 10 venduti sono elettrici, mentre in Norvegia siamo a 8 su dieci!

Purtroppo, in Svizzera, dal 1. gennaio dell’anno scorso questo tipo d’auto è di nuovo soggetto all’imposta sull’importazione. L’esenzione era in vigore dal 1997. L’aumento di prezzo di vendita, in media, è del 20 % in più di un veicolo a benzina.

La Svizzera dispone di una delle migliori reti di stazioni di ricarica pubbliche al mondo, esistono circa ventimila punti per l’allacciamento e dal 2020 sono raddoppiati.

Da noi è però più problematico ricaricare la propria auto elettrica a domicilio o sul posto di lavoro. Spesso, chi è in affitto, ovvero la maggioranza della popolazione, non dispone di una stazione di ricarica privata. La difficoltà di caricare il veicolo nel proprio parcheggio rallenta la progressione dei motori elettrici. La situazione è diversa in Norvegia, dove da tempo i parcheggi sono dotati di prese di corrente. Le persone che abitano in un condominio hanno il diritto di chiedere l’installazione di stazioni di ricarica. Chi è proprietario dell’immobile può ottenere dei sussidi governativi.

Ben difficilmente si arriverà a una diminuzione importante di veicoli a benzina in quanto, come abbiamo scritto, il prezzo di questi autoveicoli è ancora piuttosto elevato; inoltre, se si effettua un lungo viaggio (500 – 600 km) e non ci si informa prima, si potrebbero avere notevoli difficoltà nel trovare la relativa colonna di ricarica, in quanto non tutte le nazioni sono ne dotate come il nostro paese.

FRG

Comments are closed.

« »