La cosidetta «Clausola di salvaguardia»

Giu 28 • L'opinione, Prima Pagina • 326 Views • Commenti disabilitati su La cosidetta «Clausola di salvaguardia»

Arch. Vittorio Pedrocchi, Locarno

Così il governo intende applicare la clausola di salvaguardia.

Bilaterali: la Svizzera potrà limitare temporaneamente la libera circolazione in caso di gravi problemi economici e sociali dovuti all’immigrazione. Fra gli indicatori ci sono il mercato del lavoro, il ricorso all’aiuto sociale, l’alloggio e trasporti. Beat Jans: «È come avere un estintore alla parete.» (Battuta particolarmente  squallida.)

La  cosiddetta  «Clausola di salvaguardia» che dovrebbe, almeno dal titolo (CdT 15/5/25), stabilire i futuri rapporti  tra la nazione e il popolo svizzero con l’UE, è in realtà il compendio  più ingannevole, più falso, bugiardo e perverso che il CF abbia mai avuto l’arroganza e il coraggio di emanare e di proporre; un capestro  per la Svizzera e il suo popolo,  il più totale,  il più vile e disgustoso atto di sottomissione alla dittatura europea.

Inoltre, le possibilità vagamente accennate, a  disposizione della Svizzera nel caso si manifestasse la grave necessità di opposizione a talune delle nuove regolamentazioni dell’UE – ma solo in caso di grave necessità – sono pervase da un’incertezza vaga e sconcertante e sempre accompagnate da pesanti condizionamenti: «si potrebbe…sarebbe forse possibile…nella  probabile eventualità…se si manifestasse il caso…» ecc..

Un’ eventuale richiesta di opposizione da parte della  Svizzera alle nuove imposizioni, richiederebbe da parte dell’UE l’attivazione del noto «mostro burocratico europeo»*, rappresentato dal parere dominante di commissioni specializzate, di comitati di esperti, di pareri legali di parte, il tutto trattato con tempi decisionali biblici e risposte generalmente e irrimediabilmente negative; (vedi esperienze precedenti e inutili concernenti ben 8 tentativi tra Svizzera e UE tra il 2002 e il 2022).

Non da ultimo, è da considerare la possibilità da parte dell’UE di applicare le cosiddette «misure di compensazione» in caso di disaccordo. Veri, umilianti e deprimenti castighi di vario genere, a discrezione e a scelta dell’UE.

Troppi parlamentari svizzeri incaricati di stabilire tali rapporti con l’UE, si ritengono investiti di poteri superiori, onnipotenti, degni di educare il popolo svizzero da loro considerato un ammasso di stolti, un ammasso di incapaci di scelte ragionevoli in favore del benessere della nazione e dei loro simili.

Sovente troppi parlamentari, e la cosa è risaputa, scendono a compromessi talmente perversi, grazie ai loro legami nei consigli di amministrazione delle potenze economiche che rappresentano e che in primis devono favorire; troppi parlamentari di questo genere sono attivi nelle commissioni federali, per i quali la destituzione dai loro incarichi politici, sarebbe l’unica soluzione adeguata e ragionevole.

L’imposizione, in conclusione, di tali, assurde, demenziali e distruttive «clausole di salvaguardia», rappresenterebbe la fine del saggio e collaudato ordinamento costituzionale svizzero e la fine del benessere della nazione, plasmata di libertà, di democrazia, di pace, di neutralità e di indipendenza.

Vittorio Pedrocchi, architetto

*A proposito del «mostro burocratico europeo», si cita ad esempio, un breve stralcio tratto da una massa enorme ed esagerata di norme concernenti: «Lo spazio per i maialini»…

Requisiti minimi generali per le aziende:

  1. Superfici libere per ciascun suinetto o suino all’ingrasso allevato in gruppo escluse le scrofette dopo la fecondazione e le scrofe, almeno:

-0,15 mq per suini di peso 10 kg

-0,20 mq per suini tra 10-20 kg

-0,30 mq per suini tra 20-30 kg

-0,40 mq per suini tra 30-50 kg

ecc.

Per ciascuna scrofetta dopo la fecondazione 1,64 mq e per ciascuna scrofa 2,25 mq se allevate in

gruppo…

(Ritengo che questo breve stralcio, che fa parte delle infinite e mostruose normative burocratiche UE  in perenne e costante aumento, non necessiti commenti.)

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