Benvenuti al 5 stelle «La Stampa»!

Giu 15 • L'opinione, Prima Pagina • 569 Views • Commenti disabilitati su Benvenuti al 5 stelle «La Stampa»!

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Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.L’ufficio del turismo della criminalità d’importazione gongola! Questa «struttura alberghiera» con stanze dotate di ogni comfort – TV, PC e Hi Fi – per rendere più che piacevole il soggiorno dei numerosi ospiti, provenienti da ogni dove, mette anche a disposizione un’alcova, dove ricevere mogli, amanti e, se l’orientamento sessuale lo richiede, LGBTQIA+. Menù ovviamente a scelta, per rendere la permanenza gradevole al massimo, tanto da invogliare chi ha già apprezzato cotanta ospitalità a tornare all’albergo «5 stelle» per scontare quella che dovrebbe essere una pena  e certamente non una piacevole vacanza «all inclusive», checché ne dica il Cesare Beccaria, autore del «Dei delitti e delle pene» e convinto buonista ante litteram.

Quanta costa ai contribuenti l’occupazione di una «camera» al 5 stelle della Stampa? Circa 300 CHF al giorno e scusate se è poco. Se poi aggiungiamo l’assistenza sanitaria e gli strizzacervelli, hai voglia di lamentarti per il costante aumento delle casse malati!  

I «clienti» ospitati alla Stampa, provengono da ogni angolo del mondo e, grazie alla loro attività che svolgono nell’ impresa multinazionale del crimine, esercitata sempre più spesso alle nostre latitudini, di tanto in tanto si concedono una vacanza al resort di Lugano-Cadro, onde potersi rilassare dopo aver deliziato la nostra popolazione con le loro gesta. Alcuni, complice lo stress accumulato, possono persino beneficiare di assistenza psicologica e sanitaria, che permette loro di prolungare il soggiorno giunto oramai a scadenza; quindi, dovrebbero liberare la camera e tornare a svolgere le loro arricchenti attività nei loro paesi d’origine. Non accade praticamente mai, poiché sono patrocinati dalla CEDU e da una schiera di principi del foro che difendono i loro diritti. Mentre quelli della popolazione del paese ospitante sono praticamente ignorati, grazie a chi sappiamo! Ci risiamo: «Nessuno tocchi Caino!». Intanto Abele ci lascia sempre le penne!

Citiamo un articolo apparso recentemente in merito alla situazione venutasi a creare segnatamente alla Stampa: «Si fa di giorno in giorno più complicata la condizione nelle carceri ticinesi. Al punto da rendere necessaria, oggi, una riunione del Consiglio di vigilanza, presieduto dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e a cui hanno partecipato alcuni membri della Magistratura, il direttore delle strutture carcerarie, la direttrice della Divisione della giustizia e i rappresentanti della Polizia cantonale. Un esame della situazione, che è sempre più tesa. Il consigliere di Stato Norman Gobbi ha confermato che il sovraffollamento delle carceri ha ormai raggiunto livelli da primato, grazie alle infrazioni della Legge sugli stupefacenti e i furti commessi dai richiedenti l’asilo e dalle bande che sono tornate a colpire in Ticino». (fdc)

E allora ci sorge una domanda: il CF Beat Jans responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia, legge i giornali? Questo titolo apparso recentemente dovrebbe minimamente allarmarlo: «Carceri al collasso, tra casi psichiatrici e personale prossimo al burn-out». Forse il kompagno Beat non si rende conto della situazione esplosiva che regna nei nostri penitenziari oramai strapieni e le possibili conseguenze: violente e incontrollabili sommosse! Alla sua elezione, Jans aveva promesso di svolgere il suo compito al meglio delle sue possibilità. (sic!)

Dobbiamo allora dedurre che queste sue presunte «possibilità» siano assai limitate da pressioni esterne che subiamo passivamente.

Considerando come Jans la pensa in fatto di emigrazione e protezione delle frontiere, non facciamoci illusioni: sarà sempre peggio!

Tanto per rinfrescare la memoria ai furbacchioni che siedono a Palazzo, ricordiamo che sull’attuazione dell’iniziativa dell’UDC sull’espulsione degli stranieri che commettono reati – approvata dal popolo nel 2010 e in vigore dal 2016 – si nicchia alla grande! I cantoni devono decretare l’allontanamento obbligatorio dalla Svizzera, soprattutto per gli stranieri richiedenti l’asilo che commettono crimini. Ma spesso ciò non avviene. Chissà perché?

Chiedetelo alla Gysin! La Greta, – come ogni anguria, verde fuori e rossa dentro – per i numerosi richiedenti l’asilo che accogliamo e manteniamo, esige (sic!)l’abolizione di misure restrittive, totale libertà di spostamento e nessun controllo! In pratica, possono fare tutto quello che vogliono: bighellonare, spacciare droga, commettere furti, stupri, ubriacarsi e provocare risse e altri arricchenti modelli di culture d’importazione.

Comunque: «Welcome to our five-stars hotel»

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