L’antiterrorista climatico
In questa rubrica pubblichiamo, per gentile concessione dell’autore, una serie di interviste e articoli raccolti da Franco Battaglia nel libro «CO2 – Il Diavolo che non c’è».
La grande balla del cambiamento climatico serve a resuscitare il socialismo
Professore di Scienze ambientali alla Ewha Womans University di Seoul, Seok Soon Park è il primo scienziato coreano ad aver avuto il coraggio – perché ci vuole coraggio – di esporsi pubblicamente contro la bugia della crisi climatica. Con un dottorato americano in Scienze ambientali conseguito alla Rutgers University, nel 1988 tornava in Sud Corea a fondare il Dipartimento di Scienze Ambientali e Ingegneria della sua attuale università. Da presidente della Società coreana per l’educazione ambientale, promuove da trent’anni quel che potremmo chiamare «ambientalismo per la crescita felice», in opposizione a quello della sinistra verde che è la deindustrializzazione e l’antisviluppo, cioè la decrescita infelice.
Professor Park, ci spiega meglio cos’è l’ambientalismo per la crescita felice?
Le attività umane possono creare problemi ambientali, che però sono risolvibili. La soluzione è l’investimento di denaro per l’ambiente, cosa che il capitalismo rende possibile. I verdi e la sinistra, invece, sostengono che il capitalismo avrebbe causato la crisi ambientale e il socialismo sarebbe la soluzione, ma questa è un’illusione e la penisola coreana lo dimostra. La Corea del Nord si trova ad affrontare un’estrema povertà e gravi problemi ambientali. Nel 2006 ho visitato Pyongyang e le aree circostanti della Corea del Nord e ho potuto constatare di persona la situazione disastrosa: il socialismo non è un sistema per il miglioramento dell’umanità, ma solo un inganno politico per conquistare il potere. Inoltre, il risultato finale del socialismo è la povertà, e diventa anche il più grande nemico dell’ambiente. Invece, ove c’è vita prosperosa e capitalismo c’è anche protezione dell’ambiente. Il mio libro del 2012, «The Affluent Environmentalism: A rich and healthy environmental nation is our future» spiega in dettaglio questa filosofia di crescita felice.
Come mai si è interessato al cambiamento climatico?
Da scienziato dell’ambiente mi sono occupato di altri aspetti, non di clima. Anzi, per anni avevo confidato che la questione climatica fosse nei termini raccontati dall’Ipcc (il Comitato dell’Onu sui cambiamenti climatici). Quando nel 2017 il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, annunciando il ritiro dall’Accordo di Parigi, affermò che «il riscaldamento globale è una bufala totale e molto costosa», decisi di studiare da me il problema.
A quali conclusioni è pervenuto e come?
Ho studiato la letteratura disponibile ed è stato uno shock per me scoprire quanto alterata essa viene raccontata alla gente da politici e giornalisti. Studiando la storia climatica della Terra ho avuto la certezza che non solo non c’è alcuna crisi climatica, ma anche che stiamo vivendo in un’epoca benedetta. Ho imparato che le argomentazioni dell’Ipcc non sono scienza e, se devo dirla tutta, penso che all’Ipcc vi siano molte persone senza la moralità o la coscienza di scienziati.
Come è percepito questo finto problema in Corea del Sud?
Fino a poco tempo fa, quasi tutti nella società coreana credevano che l’uomo fosse la causa del cambiamento climatico e che, se la civiltà industriale e gli stili di vita umani fossero continuati come ora, si sarebbe verificata una catastrofe climatica. La ragione di questa convinzione era che fino a luglio dell’anno scorso il presidente dell’Ipcc era Hoe-sung Lee, un coreano, e un altro coreano, Ki-moon Ban, ex segretario generale delle Nazioni Unite, ha continuato a sostenere l’azione per il clima dopo il suo ritorno in Corea. Oggi la mentalità di alcune porzioni della classe intellettuale coreana sta gradualmente cambiando.
Questo anche grazie al suo impegno: nel 2023 lei ha scritto due libri, «Apocalisse climatica, la più grande truffa della storia umana» e «Miti della crisi climatica»…
Sì. Nel primo libro tratto di come la teoria del riscaldamento globale di origine antropica è una colossale manipolazione, resa possibile grazie a tecniche di indagine scientificamente errate. Analizzo anche le contraddizioni scientifiche della neutralità del carbonio, e i danni economici e gli svantaggi ambientali nell’incaponirsi a perseguirla. Il secondo libro l’ho scritto dopo la pubblicazione, esattamente un anno fa, del Sesto rapporto dell’Ipcc, quando i media di tutto il mondo hanno cominciato ad allarmare paventando la fine del pianeta. Nel mio libro ho confutato le fake news sulla crisi climatica, in particolare ho dimostrato quanto la neutralità del carbonio sia costosa e inefficace.
Ma ci dicono che senza la neutralità del carbonio ci sarà una catastrofe climatica…
Oltre il 90% dell’effetto serra è causato dal vapore acqueo, e la CO2 immessa dall’uomo è insignificante. Il clima è governato dall’attività solare, dalle correnti oceaniche, dalla funzione termoregolatrice delle nubi: la CO2 antropica è rumore di fondo. L’aumento di CO2 è conseguenza dell’aumento di benessere dell’umanità grazie all’uso dei combustibili fossili. Inoltre, grazie all’aumento di CO2 la Terra è più verde e cresce la produzione di cibo. La CO2 non può avere impatto sul clima della Terra, ma ha effetti cruciali sulla biomassa terrestre. L’uso di combustibili fossili e l’aumento di CO2 sono benedizioni divine. Ho vissuto tutta la mia vita da scienziato, e gli scienziati parlano sulla base di teorie consolidate e di prove empiriche riproducibili a sostegno delle loro affermazioni: ogni cosa che ho affermato è corroborata da solide prove empiriche.
Com’è la situazione climatica in Corea del Sud?
La penisola coreana è tradizionalmente nota per essere soggetta a gravi siccità e inondazioni. Nel 1442, il Gran Re Sejong della dinastia Chosun guidò personalmente l’invenzione del pluviometro e gli «Annali della dinastia Chosun» registrano negli anni 1400-1800 anomalie meteorologiche come grandine, gelo e neve anche durante i mesi estivi, confermando così che la Piccola era glaciale fu un fenomeno globale. Dal 1876 al 1905 il Paese fu vittima di 30 anni di gravi siccità, e nel 1925 una grande alluvione causò danni che furono quantificati pari al 58% del budget nazionale annuale. L’indice di calore a Seoul negli anni 1930-40 fu più alto di quello attuale, nonostante i livelli di CO2 non superassero i 300 ppm (oggi siamo a oltre 400 ppm). Il numero di tifoni che hanno colpito la Corea e il Giappone ha subìto negli ultimi decenni diminuzioni. Tutto quanto sopra smentisce le affermazioni degli attivisti climatici secondo cui l’aumento di CO2 provocherebbe ondate di calore, siccità e inondazioni mai viste prima.
Tre anni fa, anche la Corea del Sud ha dichiarato la propria intenzione di raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050. Cosa ne pensa?
La crisi climatica è forse la più grande bugia della storia dell’umanità e la neutralità del carbonio è un suicidio economico nato dall’ottusità di alcuni esseri umani. Essa è irraggiungibile per almeno tre motivi. In primo luogo, se il pianeta si riscalda, gli oceani, che coprono il 70% della superficie terrestre, emettono parte della CO2 in essi disciolta. In secondo luogo, la rapida industrializzazione di Cina, India e altri Paesi in via di sviluppo continua ad aumentare il consumo di combustibili fossili. In terzo luogo, la popolazione mondiale continua a crescere di circa 80 milioni di persone all’anno, soprattutto nei Paesi sottosviluppati, le cui emissioni pro capite di CO2 continuano ad aumentare.
Cosa fa la Sud Corea in proposito?
Il mio Paese possiede un’eccellente tecnologia per l’energia nucleare e dipende in larga misura dall’importazione di combustibili fossili: non è possibile azzerare, ma ridurrà l’uso di combustibili fossili solo col nucleare.



