Da Palazzo federale
Sostituzione di Viola Amherd: un gran pasticcio!
Alla fine di marzo la consigliera federale Viola Amherd lascerà il posto che attualmente occupa all’interno del Consiglio Federale dal 5 dicembre 2018, eletta al primo scrutinio con 148 voti su 244 schede distribuite, e che dal gennaio 2019 dirige il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). Nel 2024 è stata Presidente della Confederazione.
All’inizio di quest’anno il presidente dell’Alleanza Centro ha annunciato di voler lasciare la presidenza del partito nel prossimo giugno. Una decisione – ha detto – maturata definitivamente lo scorso autunno. Lo Zughese aveva preso le redini del partito nell’aprile del 2016. Dopo 9 anni – ha spiegato – è giusto e sensato lasciare spazio a una generazione più giovane. Pfister ha però anche detto di voler rimanere in politica, sicuramente come consigliere nazionale.
Non si può dire che i due rappresentanti di questo partito abbiano coordinato collegialmente la loro uscita di scena. Poi la ricerca di un possibile candidato o candidata alla sostituzione della consigliera federale vallesana ha provocato all’interno del partito un fuggi fuggi generale.
Una decina di possibili aspiranti, uno dopo l’altro, hanno rinunciato, con scuse varie.
Solo il Sangallese, consigliere nazionale, Markus Ritter e, all’ultimo momento, il consigliere di Stato zughese Martin Pfister, hanno accettato di candidarsi. Un po’ poco.
Sicuramente il dicastero attualmente detenuto dalla uscente – Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) – non gode di molta attrattività, però non è detto che chi subentrerà debba tenerselo fin che rimane in Consiglio federale. Alle prossime dimissioni di un consigliere federale potrà avanzare le sue richieste. A tutt’oggi, a parte qualche candidatura di bandiera, che al massimo avrà qualche scheda al primo turno, non dovrebbero esserci grosse sorprese il prossimo 12 marzo. Un intralcio potrebbe essere che il canton San Gallo dispone già di una rappresentante nell’esecutivo federale e Markus Ritter proviene dal medesimo Cantone.
In passato, solo il Canton Berna con Simonetta Sommaruga (consigliera federale PS dal 22 settembre 2010 al 31 dicembre 2021) e Johann Schneider-Ammann (consigliere federale PLR dal 22 settembre 2010 al 31 dicembre 2022) provenivano dal medesimo cantone, ma la regola di un solo consigliere federale per cantone non esiste più. Dal 1999 la Costituzione sancisce in modo meno rigoroso tale principio («le diverse regioni e le componenti linguistiche del paese devono essere equamente rappresentate»). A tutt’oggi vi sono quattro cantoni che dal 1848 non hanno mai avuto un consigliere federale: sono Sciaffusa, Uri, Svitto e Nidvaldo.
Aspettiamo l’esito dell’elezione!
Curiosando qua e là!
Recentemente, il consigliere agli Stati PS di Zurigo Daniel Jositschha annunciato che intende ricandidarsi alle elezioni federali del 2027. Questo annuncio, insolitamente precoce, potrebbe causare polemiche all’interno del partito. Daniel Jositsch ha confermato all’agenzia Keystone-ATS un’informazione del quotidiano Tages-Anzeiger. Il 60enne professore di diritto penale è membro della Camera dei cantoni dal 2015. In precedenza, è stato membro del Consiglio nazionale dal 2007 al 2015. L’annuncio anticipato di una nuova candidatura potrebbe riaccendere la disputa tra Jositsch e il suo partito. Questa settimana, il «senatore» zurighese si è già pubblicamente schierato contro l’iniziativa dei Giovani socialisti, che chiede di tassare le eredità milionarie a favore del clima. Inoltre, Jositch ha annunciato che non voterà per i due candidati proposti dal Centro, proponendo una persona più adatta per il DDPS, come ad esempio il «senatore» Werner Salzmann (UDC/BE).
Jositsch è un socialdemocratico che ragiona con la sua testa e non con quella del partito e che non ha paura di schierarsi.
Non è che alle prossime elezioni del Consiglio nazionale e degli Stati chiederà di scendere in lizza per l’UDC?
FRG
« L’antiterrorista climatico La divisione nella società e i conseguenti atteggiamenti politici »
