Dai comuni
Muralto
Si raccolgono le firme per il nodo intermodale!
Nel numero precedente avevamo già scritto sulle problematiche del nodo intermodale di Muralto. Riprendiamo a parlarne in quanto vi sono delle novità di non poco conto.
Nel frattempo, il comitato «Salva via Cattori», già promotore dell’omonima petizione che aveva raccolto oltre 4000 firme, ha lanciato il referendum contro l’accettazione da parte del Gran Consiglio (approvata scorso 17 settembre) del messaggio del governo per il credito complessivo di quasi 17 milioni di franchi per la riorganizzazione della sistemazione dell’area alla stazione FFS di Muralto.
Il referendum dovrà raccogliere almeno 7000 firme valide di cittadine e cittadini con diritto di voto nel Cantone Ticino, termine per la consegna delle firme il 18 novembre.
Per i referendisti, la variante approvata dal parlamento cantonale è «altamente penalizzante e degradante per il vivace comparto che dal viale Cattori arriva sul Lungolago». Sempre per i referendisti, l’attuale strada sarebbe ridotta a via di scorrimento per 250 bus al giorno (uno ogni due o tre minuti) anche della lunghezza di 18 metri. Il progetto deteriorerà non solo il lungolago locarnese, ma anche il vivace quartiere retrostante che gravita attorno al viale Cattori, con un incremento del traffico veicolare nelle zone più sensibili di Muralto!
In Gran Consiglio la petizione era stata archiviata troppo in fretta e la discussione si era incentrata unicamente sull’emendamento presentato dall’UDC a favore dello stanziamento di un credito supplementare di 5,5 milioni, per completare il progetto presentato dal Dipartimento del Territorio con la costruzione di un sottopasso pedonale. L’emendamento era stato bocciato!
La CIT (Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese e Vallemaggia) è preoccupata per l’ennesimo rallentamento di un progetto che è auspicato da anni e che è reputato fondamentale sia per la viabilità multimodale del Locarnese, che ha bisogno in modo urgente di un nodo efficiente e funzionale, oltre che per la stazione FFS e per la valorizzazione di un comparto strategico.
Ora non resta che attendere l’esito della raccolta delle firme per sapere cosa accadrà! Nel caso affermativo saranno i Ticinesi, mediante votazione, a decidere il destino del nodo intermodale di Muralto.
FRG
Ascona
Strada Ascona – Brissago: investimenti in vista!
Per una ulteriore messa in sicurezza del tratto di strada fra Ascona e Brissago, in zona Moscia stanno per iniziare i lavori, con un investimento di circa 800 mila franchi – importo a carico di Confederazione, Cantone e Comune di Ascona – con la posa di reti aderenti che completano le opere di premunizione già messe in atto dal Dipartimento del territorio. Gli interventi dovrebbero finire per il mese di ottobre del 2025. Si tratta della posa di reti protezione, reti paramassi e reti aderenti che si aggiungono alle opere che il Dipartimento competente, in questi ultimi anni, ha regolarmente intrapreso, attraverso i propri tecnici, su questa litoranea.
Si è sempre in attesa del tunnel di Moscia, di un chilometro e mezzo, nel tratto Cantonaccio – Acapulco, che permetterà d’offrire a tutti gli utenti una maggior sicurezza in un tratto stradale vitale per il traffico di transito e a vocazione turistica.
L’attuale strada, oltre ad essere tortuosa, ha una larghezza insufficiente per ricevere i tredicimila veicoli giornalieri e i quasi diciottomila nel periodo estivo.
FRG
Maggia
In vista una casa per gli emigranti?
A Someo, frazione di Maggia, c’è una casa situata nel «quartiere californiano» che il 9 gennaio 1925 gli eredi di Antonio Germano Tognazzini hanno donato, sottoscrivendo un lascito della loro proprietà, all’allora Municipio di Someo.
Le condizioni poste erano che la municipalità utilizzasse in maniera esclusiva lo stabile quale ricovero per gli abitanti che fossero in condizioni difficili e, in secondo luogo, che, qualora lo stabile non fosse stato destinato agli anziani, la proprietà venisse ritornata ai donatori, o ai loro eredi o procuratori.
La destinazione o funzione sociale e curativa fu mantenuta per ben 75 anni, cioè fino a quando intervenne la pianificazione cantonale che sancì la chiusura del ricovero di Someo a favore dell’ampliamento della Casa anziani di Cevio, più moderna e confacente alle nuove esigenze per l’assistenza agli anziani.
È quindi maturata l’idea di destinare questo importante immobile a un’altra funzione pubblica.
Vi sono diverse idee in proposito. Gli eredi Tognazzini, che vivono in America, hanno acconsentito al cambio di destinazione per essere trasformata in un centro di ricerca e di divulgazione storica.
Lo stabile, nel frattempo, è stato acquisito dal Comune.
Il progetto di ricupero è stato avviato, nel 2018, dallo storico Giorgio Cheda, che desidera donare la sua ricca biblioteca e l’archivio da lui costituito in mezzo secolo di studi e ricerche sull’emigrazione, che compongono il fondo Cheda.
Pure l’Organizzazione turistica e il Museo di Valmaggia sono interessati all’apertura delle porte del Centro di competenza sull’emigrazione di Someo nello stabile Tognazzini.
Nel frattempo però, un gruppo di cittadini di Maggia e dintorni ha lanciato una raccolta firme per sollecitare il Municipio a prendere in considerazione altre alternative per questo palazzo.
Si propone, per esempio, una cellula socio-educativa per minorenni problematici, o la creazione di alloggi temporanei per persone in difficoltà e bisognose di soccorso e altro. Per questo comitato, ciò creerebbe un valore aggiunto e un indotto positivo in ambito culturale e sociale.
Attendiamo, prossimamente, lo sviluppo dei progetti in merito.
FRG
Mendrisio
Mendrisio e i suoi quartieri: una città, molte realtà
Mendrisio, una città che si estende su un territorio vasto, abbracciando al suo interno una pluralità di quartieri, ognuno con le sue peculiarità. La recente discussione sul parcheggio a Meride, uno dei quartieri della città, ha portato alla luce un tema importante: l’armonizzazione delle regole tra la città e i suoi quartieri può davvero rispecchiare le necessità di tutti?
Chi vive nei quartieri di Mendrisio spesso deve affrontare una realtà diversa rispetto a chi abita nel centro cittadino. Una delle questioni principali riguarda la mobilità. Nei quartieri periferici, possedere un’auto non è un lusso, ma una necessità. I residenti devono affrontare costi extra, come la spesa annuale per la benzina che può non essere indifferente. D’altra parte, chi abita in città ha a disposizione trasporti pubblici efficienti e può permettersi di fare a meno dell’auto, risparmiando non poco. Questa differenza evidenzia una disuguaglianza che, secondo molti, dovrebbe riflettersi anche nelle decisioni municipali.
L’armonizzazione delle regole, come quella relativa ai parcheggi, sebbene possa apparire giusta in linea di principio, nella pratica rischia di penalizzare chi vive nei quartieri periferici. Abrogare vecchi regolamenti per uniformare la gestione degli spazi pubblici potrebbe sembrare un passo verso la semplificazione, ma non tiene conto delle esigenze specifiche dei quartieri, come nel caso di Meride. La città è una realtà complessa, fatta di molteplici identità, e ogni quartiere merita di essere trattato in base alle proprie necessità. Non si può pensare che le regole pensate per il centro di Mendrisio possano essere applicate indistintamente anche alle zone più periferiche, senza considerare le differenze logistiche ed economiche che le caratterizzano.
La questione non riguarda solo i parcheggi, ma anche altri aspetti della vita quotidiana. Un approccio «uno per tutti» rischia di aggravare queste difficoltà. E mentre il comune cerca di uniformare le regole, i cittadini dei quartieri si trovano a dover sostenere spese che, forse, quelli del centro non affrontano. Il dibattito è aperto: Mendrisio può davvero continuare su questa strada senza penalizzare i suoi quartieri? O forse è il momento di riconoscere che l’equità non si raggiunge trattando tutti allo stesso modo, ma rispettando le differenze che rendono ogni quartiere unico?
Orio Bianchi, Roberto Pellegrini, Pietro Lazzaretti, Giorgio Riva, Lucio Lorenzon, Pierluigi Pasi, Francesco Danielli (Consiglieri comunali UDC-UDF, Mendrisio)
« Il rifiuto della politica d’asilo Ucraini maschi in Svizzera: rifugiati o disertori? »





