Cassis non ce la racconta giusta!
La calura d’agosto è stata insopportabile, così come la martellante propaganda – che prosegue – in merito alla firma e presupposti vantaggi che otterremo con i bilaterali III. Come dire: «mangia la minestra o buttati dalla finestra». Sì, un palese ricatto! Personalmente preferiamo buttarci, piuttosto che sottostare alle imposizioni di Bruxelles e all’invito di Omid Nouripour, il vicepresidente del Bundestag teutonico, ad aderire (sic!!) alla sempre meno credibile disunione europea. Secondo Nouripour, la Svizzera ha molto da dare alla combriccola che combina disastri sulla riva della Senna. Per quanto riguarda il «molto da dare» è fattuale. Stiamo parlando di contributi miliardari che versiamo generosamente a Bruxelles. Quindi, perfettamente d’accordo con il presidente della commissione politica estera del Consiglio degli Stati Marco Chiesa, rispondiamo «NO, NO, NO» e aggiungiamone un altro, per chi fosse debole d’orecchio: «NO»! Gli accordi con l’UE sono catastrofici: i sostenitori dell’adesione europea stanno consapevolmente ingannando gli Svizzeri. Per quanto concerne le assicurazioni di Cassis sulla clausola di salvaguardia, che definisce, citiamo: «un passo avanti», ci viene invece da pensare all’incedere dei gamberi. Non abbiamo alcuna intenzione di abboccare all’amo, chiaro? L’ex medico cantonale, diventato tout à coup ministro degli Esteri, viene anche a dirci che: «in Svizzera viene solo chi ha un contratto di lavoro». (fdc)
Guardiamoci attorno, perché sarà sempre peggio: aumento dell’immigrazione totalmente fuori controllo con arrivi dall’UE e altre esotiche presenze: Afghani, Eritrei, Nordafricani, ecc. a infoltire i ranghi dei profughi per mestiere che non hanno nessuna intenzione d’integrarsi, a parte quella di poltrire e vivere a nostre spese. Poi, naturalmente, seguiranno i ricongiungimenti familiari e la creazione di nuovi costosi centri di raccolta a cinque stelle. Prego, accomodatevi c’è posto per tutti!
Ma ci stiamo rendendo conto in che guai ci stiamo cacciando? L’islam avanza! A meno di non voler vedere, s’incontrano sempre più donne con abbigliamenti tipicamente islamici, naturalmente risorse da includere, altrimenti le nostre femministe progressiste rossoverdi s’incazzano e protestano per l’aumento dei femminicidi, ma volutamente non citano le origini di coloro che li commettono! Intanto, gli imam sognano di poter instaurare la sharia. Tranquilli: lemme, lemme fra pochi anni ci arriveremo.
Un «passo avanti»? Lo si percepisce soprattutto grazie al preoccupante aumento della criminalità e altre arricchenti opportunità. Naturalizzazioni a getto continuo e popolazione oltre i 10 milioni d’abitanti, costi della socialità alle stelle, capitolazione della Svizzera e fine della nostra neutralità, già in stato comatoso. Un suicidio programmato per soddisfare gli interessi di lobby che della Svizzera si fanno un baffo e non hanno nessun rispetto!
Senza arrossire, Cassis ci assicura che, citiamo: «I contrari ai bilaterali III, cercano di far passare l’adozione dinamica del diritto per un’integrazione giuridica nell’UE. Questo non è vero. L’adozione dinamica del diritto è limitata agli attuali cinque accordi di accesso al mercato UE (libera circolazione, ostacoli al commercio, trasporti terrestri e aerei e prodotti agricoli) e ai due nuovi accordi sull’elettricità e la sicurezza alimentare.» (fdc)
Allora, fateci capire: se non stiamo parlando d’integrazione giuridica della Svizzera e i cinque accordi non implicano l’adesione a una comunità sovrannazionale, come mai non vanno sottoposti a referendum obbligatorio?
Alla domanda posta al «nostro ministro a metà» in merito ai mezzi che avrà la Svizzera per tutelare la sua sovranità, Cassis risponde: «La sicurezza del diritto. È la migliore garanzia di indipendenza. Nei rapporti internazionali, quando prevale la forza del diritto, siamo al sicuro; quando, come oggi vediamo con gli Stati Uniti, il diritto è indebolito, siamo vulnerabili. Con questi accordi rafforziamo la certezza giuridica». (fdc)
Siamo vulnerabili? Dopo le consulenze milionarie, l’Amherd, Sonderegger e Savic se la sono data a gambe, lasciandoci la tegola del contratto-pasticcio stipulato con gli USA per l’acquisto degli F35. Altro che vulnerabilità, diciamo le cose come stanno: totale incompetenza!
Dopo averci rifilato dazi al 39%, Trump se la ride alla grande. Comunque, Berna non rinuncia all’acquisto degli aerei anzi! Ha già annunciato di volere ancora fare la spesa al supermarket delle armi made in USA. Intanto Cassis prosegue con la menzognera propaganda, certo che per contrastare l’atteggiamento degli USA è opportuno accogliere il pacchetto di accordi con l’UE e assicura: «Il Consiglio federale è convinto che più grande è l’incertezza, più sono strategicamente necessarie relazioni stabili e prevedibili anche con i nostri vicini e dunque con l’Unione europea che è il nostro primo mercato». (fdc)
«Primo mercato» non significa unico mercato! Ce ne sono altri, basta darsi una mossa e smetterla, una volta e per tutte, con le indecenti genuflessioni!
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