SSR: siamo agli sgoccioli!
Da quanto si legge settimanalmente verso la SSR, rispettivamente la RSI, le critiche non mancano!
Pure personalità di primo piano iniziano a esprimere qualche dubbio sul futuro di questo ente parastatale che non sempre rispetta i suoi incarichi. Ultimo in ordine di tempo, il recente articolo dell’Avv. Tito Tettamanti – già consigliere di Stato dal 1959 al 1960 e poi, alla fine del 1960, fondatore della società fiduciaria Fidinam SA – sul CdT del 21 corrente, un articolo dal titolo «SSR: uno scontro rétro» nel quale espone alcune importanti considerazioni sull’attuale stato del nostro ente radiotelevisivo. Uno scritto che ci fa comprendere da che parte, nel futuro imminente, ci si dovrà orientare per continuare ad avere un ente radiotelevisivo aggiornato e che non continui a subire flessioni degli ascolti.
L’ente svizzero SSR è un’azienda indipendente attiva nel settore dei media, che fornisce un servizio pubblico multimediale in tutte le regioni e tutte le lingue nazionali.
La SSR fornisce a tutta la popolazione della Svizzera un’interessante e variegata offerta radiofonica, televisiva e online sui temi dell’informazione, della cultura, dell’istruzione, dell’intrattenimento e dello sport. L’offerta promuove la formazione e la pluralità delle opinioni, prestando un importante servizio alla collettività.
La legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) e la concessione rilasciata dal Consiglio federale conferiscono alla SSR un mandato di servizio pubblico.
La SSR è composta dalle cinque unità aziendali RSI, RTR, RTS, SRF e SWI, nonché dalla Direzione generale con sede a Berna.
Con 7130 collaboratrici e collaboratori, un fatturato annuo di circa 1,56 miliardi di franchi, 17 reti radiofoniche e 7 reti televisive, nonché i siti Internet complementari e i servizi di teletext, la SSR è la più grande azienda del settore dei media elettronici in Svizzera.
Tettamanti inizia rammentando che nel 2017 le televisioni commerciali europee (Sky, vivendi, ecc.) realizzavano già quasi il doppio della cifra d’affari di quelle pubbliche e per quelle dei grandi gruppi mondiali: Amazon, Microsoft, Apple, ecc. l’importo era di ben oltre 18 volte. Nel 2019, queste emittenti incassavano l’importo di 960 miliardi di euro, pari a 27 volte la cifra di 36 miliardi di euro incassata dal servizio pubblico europeo.
Nella vicina repubblica, l’ente di Stato Rai si è visto diminuire del 7% il pubblico, con 1.650.000 teleutenti. A quanto si constata, i maggiori fruitori sono gli ultra settantenni.
I concorrenti sono Tik-Tok, Instagram, Facebook e altri. Non va neppure dimenticato che con l’iPhone di Apple o il Samsung si può guardare ciò che interessa quando si vuole e chiacchierare nelle chat, senza difficoltà.
La televisione odierna ha orari fissi, vi sono i notiziari, ma solitamente queste notizie verosimilmente già le conosciamo.
Imporre una tassa anche abbastanza elevata non migliora la situazione e la SSR dovrebbe lavorare per migliorare i propri servizi all’utenza.
Tito Tettamanti conclude indicando che da SSR ci si aspettano proposte concrete per avere un’emittente futuribile e attuale.
L’attuale tassa che assicura, più o meno largamente, la continuità, è ora di rivederla se non addirittura di annullarla!
FRG
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