Dalla vicina repubblica
Elettrificazione treni
Un po’ di tempo fa avevamo già scritto delle difficoltà che in Italia le ferrovie incontrano nell’ammodernare le proprie linee. In questi giorni, apprendiamo che la Pedemontana ferroviaria transfrontaliera – la quale, passando dallo snodo di Camerlata dovrebbe collegare Lecco e altre cittadine, fra cui Chiasso, Mendrisio, Malpensa, Locarno e Bellinzona – dovrà attendere ancora e non si sa quanto. Ci sono ancora 37 chilometri a binario unico lungo i quali i treni si muovono a Diesel! A quanto ci risulta, nello scorso giugno, una delegazione ticinese con a capo Claudio Zali aveva ricevuto dalla Regione Lombardia assicurazioni che questi lavori sarebbero stati appaltati nello scorso mese di dicembre. Ciò non si è avverato e non si conosce neppure la data prevista per tale assegnazione, forse nel 2026!
L’opera di elettrificazione dovrebbe avere una durata di ben 28 mesi. Nel 2020, la tratta che collega Como a Lecco era stata inserita in un piano di fattibilità che prevedeva un impegno finanziario per un importo di 1,4 miliardi di euro, di cui 81 milioni destinati alla succitata tratta. L’elettrificazione del pezzo fra Albate e Lecco interessa pure il nostro cantone per il potenziamento dei collegamenti fra Ticino, la Brianza e Lecco.
Già nel 2016, secondo un sondaggio del Dipartimento del Territorio, i frontalieri avevano manifestato grande interesse e si dichiaravano pronti ad usarle – se i collegamenti fossero risultati efficienti – lasciando l’auto a casa!
Un cauto ottimismo era anche dato per l’elettrificazione dell’Albate-Lecco collegata con il piano di finanziamento previsto in merito.
Poi, i costi sono cresciuti del 42% arrivando a ben 140 milioni di euro contro i previsti 81 iniziali da qui la rimozione del progetto dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, sovvenzionato dall’UE). Anche se vi sarà l’elettrificazione da Albate Molteno e Cantù, il Tilo non avrebbe la possibilità di raggiungere Lecco. Affaire à suivre!
Ecco a cosa servono i ristorni!
Il comune di Maslianico in provincia di Como, con poco più di tremila abitanti, che confina pure con Vacallo, utilizzerà parte degli oltre 600’000 euro di ristorni ricevuti per il 2023 per rifare il tetto alla casa anziani. Ciò è quanto è stato inserito nel bilancio preventivo 2025, approvato nell’ultima seduta del locale legislativo.
Per questo comune di confine le entrate provenienti dalle tasse dei frontalieri superano i seicentomila euro, per l’esattezza 640mila. Inoltre, la Municipalità non ha ritoccato tasse quali Imu, Tari e Irpef. Pure altri comuni della cintura di frontiera hanno approvato opere che sono finanziate con i relativi ristorni, come avviene da quasi mezzo secolo.
Con la fame di denaro che ha Roma vedremo, in futuro, cosa succederà!
FRG
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