Vietato pronunciare “terrorismo islamico”!

Nov 13 • L'opinione, Prima Pagina • 218 Views • Commenti disabilitati su Vietato pronunciare “terrorismo islamico”!

Hanno voluto spalancare le porte a tutti, e adesso ci tocca pagarne le conseguenze!  L’invasione prosegue, grazie allo scriteriato buonismo e al demenziale politicamente corretto!  S’è voluto puntare sull’integrazione a ogni costo, convinti che fosse la panacea ideale per farci “volere bene”. Un totale fallimento! Eppure, da noi ci si preoccupa ancora della mancanza di alloggi per i rifugiati (Sic!)

Insomma, accogliamone ancora di più, se poi fra i nostri graditi ospiti dovesse esserci anche qualche tagliagole, beh pazienza! Pur di essere i più ingenui del mondo, questo e altro!

Qualcuno non ha ancora capito che neanche quelli che sono nati e cresciuti in Europa, hanno l’intenzione d’integrarsi. Non ne vogliono assolutamente sapere! L’attentatore di Vienna era nato e cresciuto in Austria, eppure…! Il loro scopo è quello di dominarci, cancellando i nostri valori, la nostra cultura e storia.

A ogni attentato commesso in nome del Profeta l’elenco è lunghissimo gioiscono! Il cordoglio palesato da coloro che si definiscono “moderati” è solo di facciata.

Eppure, c’è ancora chi ci crede e che tende la mano da adulatore servile, come fa spesso Bergoglio! E la grande UE, che cosa sta facendo in proposito? Spalanca porte e finestre! Ne sanno qualcosa gli abitanti di Lampedusa!

Ci si illude che censurando il termine “terrorismo islamico” si possa contribuire a mitigare l’odio che questi invasati nutrono nei confronti di noi occidentali, arrivando persino a scrivere, citiamo: “ In alternativa si potrebbe usare la parola araba Irhabi, che è usata nel Medioriente per indicare il terrorista ed è scevra da ogni connotazione religiosa, o espressioni quali «terrorismo di matrice religiosa» o «aderenti all’ideologia di Bin Laden». Se questa non è codardia, come la vogliamo chiamare?

Siamo veramente alla resa totale e, quel che è peggio, si stendono ancora tappeti rossi a questi fanatici, leccando loro le parti anatomiche meno nobili, ad esempio permettendo la costruzione di moschee – in Europa spuntate come i funghi – tollerando le prediche infuocate degli imam, la distribuzione gratuita del Corano e altri atti di sottomissione nei confronti degli avamposti dell’islam, “ religione di pace”,  come no!

Quando questi seminatori di odio vengono pizzicati e processati (vedi recente sentenza all’acqua di rose nei confronti di Blancho e Qaasim Illi) ci si limita a condannarli a qualche mesetto di carcere con la condizionale e a multe irrisorie. Di certo non paragonabili a quelle che vengono comminate agli automobilisti! Allora, cosa volete pretendere? Ma il TPF, si rende conto che questi “messaggeri di pace” intanto se la ridono a crepapelle? E l’espulsione? Figuriamoci! Ce li dobbiamo tenere e mantenere. Succede con i jihadisti “svizzeri” che hanno combattuto per lo stato islamico, tornati con la coda fra le gambe e di certo con il dente avvelenato. Mine vaganti a spasso sul nostro territorio, che invece meriterebbero il plotone d’esecuzione!

Intanto, ci piacerebbe proprio conoscere i nomi dei due giovani “svizzeri” arrestati a Winterthur, quelli per intenderci, in combutta con il boia di Vienna. Tutto tace, chissà perché, forse per nascondere qual è la loro vera origine?

Non illudiamoci! La Svizzera non è di certo al riparo da atti terroristici di stampo islamico, ma ancora c’è chi intende minimizzare, arrivando persino a rifiutarsi di pronunciare le parole “terrorismo islamico” per non offendere! Ma si può essere così fessi?

Dobbiamo prepararci a combattere un’altra battaglia di Lepanto contro il nascente Impero ottomano del sultano Erdoğan. Bisogna agire senza tergiversare oltre, anche se oramai, le quinte colonne sono già all’opera e forse potrebbe già essere troppo tardi!

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