Una Svizzera di 10 milioni d’abitanti?

Set 20 • L'opinione, Prima Pagina • 734 Views • Commenti disabilitati su Una Svizzera di 10 milioni d’abitanti?

Rolando Burkhard

Sì, purtroppo sì. Alla Svizzera di 10 milioni d’abitanti arriveremo presto, volenti o nolenti, e questo ben prima del 2030, come paventava l’UDC. Perlomeno, se le cose continueranno così. Questa oscura prospettiva pone al nostro piccolo Stato dei problemi quasi insolubili.

La Svizzera è un piccolo Stato di soli ca. 41’00 Kmq. Se a questi si tolgono le aree montagnose alpine e prealpine difficilmente utilizzabili (e da preservare il più possibile al loro stato naturale) che costituiscono ca. i 2/3 del territorio, non rimane più molta superficie da sfruttare. Attualmente, nel nostro paese siamo 8,5 milioni e stiamo già stretti. Con 10 milioni incombe il totale collasso.

L’odierna preoccupante crescita demografica è da attribuire soprattutto alla costantemente eccessiva quota d’immigrazione. Ciò a seguito, da una parte, dell’accordo di libera circolazione delle persone da noi sottoscritto con l’UE (diritto legale all’immigrazione) e, dall’altra, della nostra generosa politica di benvenuto nei confronti di migranti economici provenienti da tutti i paesi del globo (che solo in pochissimi casi si tratti di “rifugiati” ai sensi delle convenzioni internazionali, lo si sa ormai da tempo). Ciononostante, quasi tutti costoro – benché la loro domanda d’asilo sia stata respinta – possono rimanere qui vita natural durante grazie all’artificio legale che li dichiara “provvisori” mentre di fatto godono di un’accoglienza permanente.

Io capisco tutti coloro che vogliono venire in Svizzera. Sia per guadagnare di più che a casa loro all’estero confinante, sia per uscire dalla povertà esistente nei loro lontani paesi. Essere ostili nei confronti di questi migranti o addirittura odiarli è assolutamente sbagliato. Probabilmente, al loro posto, farei lo stesso o cercherei di farlo assumendomi anche dei gravi rischi.

Ma il problema in Svizzera – in un territorio già densamente abitato, in un piccolo Stato con la quota di stranieri più alta d’Europa (salvo forse il Lussemburgo) – non è la scarsa accettazione degli stranieri, è ben altro. Ossia le già presenti difficoltà date dall’alta e costantemente crescente densità della nostra popolazione. Problemi come ad esempio (solo per citarne alcuni):

– L’alloggio: crescendo il numero degli abitanti, il nostro spazio abitativo diminuirà e, di conseguenza, i prezzi degli alloggi e soprattutto degli affitti saranno sempre più cari, fino a diventare proibitivi; esenti dal rincaro saranno unicamente gli alloggi sociali finanziati dallo Stato; gli alloggi gratuiti per migranti costituiscono comunque una categoria a sé.

– Le strade: le code causate dal traffico supplementare sulle nostre strade già cronicamente intasate, soprattutto nelle città e negli agglomerati, aumentano in modo esponenziale, con grandi perdite di tempo per coloro che mattina e sera devono recarsi al lavoro e tornare a casa.

– Il consumo energetico: non è proprio la Berna federale che, bramando come sempre al posto di prima della classe a livello mondiale, vuole a qualsiasi costo ridurre drasticamente le nostre emissioni di CO2 con l’imposizione di elevatissimi oneri fiscali? Sarà piuttosto difficile, considerata la nostra costante crescita demografica con il suo conseguente aumento del fabbisogno energetico. La sinistra e i Verdi vogliono più ecologia e, nello stesso tempo, più immigrazione; mi si spieghi una volta come ciò sia possibile.

– I costi dell’aiuto sociale:  i costi supplementari dell’aiuto sociale causati dall’immigrazione, sono già oggi incredibilmente alti, lo diventeranno sempre di più e, fra poco, non saranno più  sopportabili per i contribuenti principali, ossia il ceto medio. La maggior parte dei migranti locali proviene dal Terzo mondo e rimane per tutta la vita disoccupata, dipendendo così dal nostro super-assistenziale aiuto sociale. Ciò significa: alloggiare gratis, vivere gratis, smartphone pagato, mobilità per «contatti sociali» e formazione pagata (allo scopo di «integrazione»), cure mediche e dentistiche  pagate, eccetera, eccetera. La fattura per tutto ciò la paghiamo poi noi tramite le imposte e i costanti aumenti dei premi di cassa-malati.

– La cultura: beninteso, una volta in Svizzera, i migranti portano con loro anche la propria cultura. E con essa, i propri usi e costumi. E pretendono di poter continuare a mantenerli. Che non concilino o addirittura che siano in aperto contrasto con i nostri, per loro non fa alcuna differenza. L’atteggiamento buonista delle nostre autorità lascia spazio a tutti loro, anche agli estremisti religiosi. Mi aspetto, da un momento all’altro che, per motivi di tolleranza e su iniziativa di qualche ONG o di qualche buonista, i matrimoni con fanciulle o l’escissione delle ragazze siano ancorati nella nostra Costituzione federale quali diritti dell’uomo.

– La criminalità:  la nostra statistica criminale parla chiaro. La criminalità straniera importata  vince alla grande, in particolare per ciò che riguarda i reati violenti. Le nostre prigioni (per considerare anche la statistica delle detenzioni) ospitano il 71% di stranieri. In parte sono turisti del crimine che quotidianamente (anche in Ticino) ci rendono sempre meno sicuri (grazie a Schengen!). Ma, perlopiù, si tratta di criminali violenti stranieri residenti da noi. Chiedete un po’ alla polizia criminale dove, contro chi e contro cosa deve intervenire ogni giorno (no, lasciate perdere: la polizia può comunque solo darvi informazioni dettate dall’alto, “politicamente corrette”, accuratamente filtrate e soggette alla protezione dei dati, e quindi non può esservi d’aiuto).

Chi mi conosce …

Chi legge questo articolo e non mi conosce, mi considererà senz’altro un accanito xenofobo. Ma non è assolutamente così. Chi mi conosce meglio, sa che non lo sono, né tantomeno sono razzista. Tuttavia, considerata la problematica di cui sopra, sono estremamente preoccupato per il nostro paese.

Non sono un cieco sostenitore dell’UDC. Il suo attuale manifesto elettorale con i vermi, lo trovo piuttosto debole. Tuttavia, non c’è un solo altro partito che rappresenti le mie convinzioni meglio dell’UDC. Perciò voterò UDC in ottobre. E (per le ragioni elencate nel mio articolo) sosterrò la sua iniziativa per la limitazione. Non si tratta assolutamente di un divieto generalizzato di entrata in Svizzera per gli stranieri, bensì unicamente di poter decidere noi stessi, come avveniva in passato, chi possa immigrare per installarsi durevolmente da noi. Determinante deve essere sì il fabbisogno di manodopera supplementare proveniente dall’estero, ma deve essere considerato anche il benessere dell’intero paese. In ogni caso, dobbiamo poter decidere di nuovo noi in materia, e non essere totalmente alla mercé della discrezionalità di potenze straniere.

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