Uffici regionali di collocamento URC c’è molto da migliorare

Dic 2 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 86 Views • Commenti disabilitati su Uffici regionali di collocamento URC c’è molto da migliorare

Tiziano Galeazzi Municipale a Lugano e Deputato in Gran Consiglio, Municipale di Lugano

Gli URC in Ticino si dedicano anche a fornire strumenti e corsi volti a facilitare il reinserimento lavorativo, ci sono però evidenti critiche e insoddisfazioni circa la loro efficacia e pertinenza.  Le testimonianze e le esperienze personali rese anche pubbliche,  sollevano  ancora interrogativi sulla loro capacità di soddisfare le esigenze reali e specifiche dei disoccupati, evidenziando la necessità di un approccio più mirato e individualizzato.

Gli URC si concentrano più su piani occupazionali temporanei e corsi di riqualifica, piuttosto che fornire effettive opportunità di lavoro a lungo termine. 

Sembrerebbe che le priorità degli obiettivi di coloro che operano negli URC siano proprio indirizzate a questi corsi infiniti e molte volte anche non direttamente adatti alla persona singola in cerca di un vero lavoro, senza poi dimenticare che negli obiettivi vi sarebbero delle «sanzioni» e questo sarebbe scandaloso se confermato.  

Non dimentichiamo poi che esiste un gruppo di consulenti «aziendali», i quali dovrebbero trascorrere meno ore in ufficio a compilare statistiche e molte di più in loco tra le aziende per capire meglio le esigenze che quest’ultime hanno. 

Questo proprio nell’interesse delle persone in cerca d’impiego, così come del datore di lavoro che necessita di manodopera. 

Altro esempio sta nell’incentivo per gli over50 proposto «casualmente» prima delle ultime elezioni cantonali dello scorso aprile e di cui poi nessuno ha più avuto notizie. Insomma, si continua a elogiare l’eccellenza di queste strutture URC modernizzate e compatibili con la situazione lavorativa odierna, ma alla fine le lamentele non cessano di moltiplicarsi, tra cui molte volte anche per i modi di alcuni funzionari poco gentili  e molto autoritari.  

Questo tema lo trattai qualche anno fa con un paio di atti parlamentari e con una visita direttamente a chi di dovere a Bellinzona, ma ultimamente mi rendo conto che non è cambiato molto da allora, visto che continuo a raccogliere disagi e leggere lamentele sui media. È pur vero che molto spesso ci si lamenta anche per un nulla, ma qua in gioco vi sono delle persone che si trovano in una situazione, voluta o no, di disoccupazione e con una fragilità psicologica ed emotiva molto delicata. Perdere un impiego e non riuscire a reinserirsi nel mondo del lavoro per moltissime persone corrisponde a una sconfitta personale, non solo in termini monetari ma anche sul piano dell’autostima, della salute e sul piano sociale e famigliare. Su questo tema tornerò presto.

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