UDC Svizzera si batte per un’immigrazione moderata

Gen 26 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 385 Views • Commenti disabilitati su UDC Svizzera si batte per un’immigrazione moderata

L’assemblea dei delegati di UDC Svizzera di Seedorf (UR) era principalmente sotto l’egida dell’immigrazione – un’immigrazione moderata, obiettivo centrale dell’iniziativa per la limitazione che sarà sottoposta al popolo il prossimo 17 maggio. L’UDC è estremamente motivata a battersi affinché le Svizzere e gli Svizzeri tornino a essere padroni in casa propria e possano di nuovo gestire in maniera autonoma l’immigrazione nel loro paese.  

“Un milione d’immigranti durante gli ultimi 13 anni e la libera circolazione delle persone continua – non vogliamo una Svizzera di 10 milioni d’abitanti”, ha dichiarato Albert Rösti, presidente di UDC Svizzera, oggi (25.01.2020) a Seedorf (UR)  di fronte all’assemblea dei delegati che ha riunito più di 500 persone (380 delegati e 150 ospiti). L’immigrazione smisurata che la Svizzera sta subendo ha delle conseguenze negative in tutti i settori della vita. I pendolari sono intasati tutti i giorni nel traffico sulle strade o pigiati come aringhe su treni sovraccarichi. “Dall’introduzione della libera circolazione delle persone, il numero degli ultracinquantacinquenni che hanno finito il diritto alla rendita e vivono dell’aiuto sociale è enormemente aumentato”. Questo afflusso massiccio di migranti pesa sulle nostre istituzioni sociali: “Più della metà dei beneficiari di aiuto sociale è straniera”.

Marcel Dettling, responsabile della campagna di voto e consigliere nazionale (SZ), ha ricordato che solo l’UDC si batte contro questi eccessi e che solo l’UDC è perciò pronta ad assumersi le sue responsabilità per il paese. L’associazione Economiesuisse e i suoi manager mercenari stranieri oppongono una viva resistenza all’iniziativa dell’UDC: “Hanno accumulato milioni per costituire un grosso fondo di guerra, che permetterà loro di pagare la propaganda contro la nostra iniziativa”, ha messo in guardia. I grandi capi stranieri dei grossi gruppi industriali non sanno nulla della Svizzera con la quale non hanno alcun legame: “Tutto ciò che loro interessa è incassare ghiotti bonus alla fine dell’anno”. Per raggiungere questo obiettivo, devono fornire delle buone cifre. E per presentare dei buoni risultati, assumono giovani stranieri a buon mercato per rimpiazzare i collaboratori più anziani che vengono così spinti su un binario morto. Il Consiglio federale osa addirittura sostenerli su questa vergognosa strada, creando una cosiddetta prestazione transitoria per disoccupati anziani: “Invece di assumersi le proprie responsabilità e di sostenere le generazioni anziane che hanno lavorato duro per assicurare la prosperità del nostro paese, esso contribuisce alla loro estromissione dal mercato del lavoro.” Ma il popolo svizzero non si lascerà comprare, ha concluso Marcel Dettling.

I delegati approvano chiaramente la nuova legge sulla caccia

Dopo un dibattito in contraddittorio fra l’ex-consigliera nazionale Silva Semadeni (PS/GR) e il consigliere nazionale Franz Ruppen (UDC/VS), i delegati di UDC Svizzera hanno deciso, con 365 voti contro 8 e 3 astensioni, di raccomandare al sovrano svizzero l’accettazione della legge modificata sulla caccia. Questo progetto sarà sottoposto al popolo svizzero il 17 maggio.

 

Berna, 25 gennaio 2020

Comments are closed.

« »