UDC – Echi dal Gran Consiglio

Mar 5 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 18 Views • Commenti disabilitati su UDC – Echi dal Gran Consiglio

Resoconto sui punti salienti della sessione speciale del Gran Consiglio che si è appena conclusa.

“Basta tasse e basta spese” – Referendum finanziario obbligatorio (RFO)

L’UDC ha portato a casa un successo importante. Dopo un dibattito in aula molto acceso, il Gran Consiglio ha accettato, con 42 voti favorevoli e 38 contrari (in sostanza PS, PC, Più Donne e PLR), un controprogetto all’iniziativa popolare “Basta tasse e basta spese” dell’UDC riuscita nel 2017. Con questo controprogetto, elaborato in commissione grazie al lavoro di Lara Filippini, il popolo potrà scegliere tra due possibili vie di controllo democratico sulla spesa pubblica: tramite il referendum finanziario obbligatorio diretto (iniziativa) o indiretto (controprogetto). L’iniziativa prevede di portare alle urne le spese uniche oltre i 20 milioni e quelle annuali superiori ai 5 milioni per almeno 4 anni – mentre il controprogetto più «light» della Commissione costituzione e leggi suggerisce invece di aumentare le soglie a 30, rispettivamente a 6 milioni e non prevede l’automatismo del voto popolare (per portare i cittadini alle urne servirà anche il voto favorevole in Parlamento di almeno un terzo dei presenti e un minimo di 25 deputati).

Il dibattito  RFO ha portato alla luce soprattutto una cosa: il PLR, che dovrebbe essere il partito del “meno tasse e più libertà” e “del buon governo con finanze sane”, ha completamente perso la bussola. Al suo posto è rimasta l’UDC a difendere fino in fondo il ceto medio dal potere statale, la democrazia, l’autonomia, l’autodeterminazione e tutti quei valori svizzeri che fanno la forza del nostro paese.

Basta immigrazione nei nostri sistemi sociali: Modifica puntuale della Legge sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale.

Finalmente il Ticino mette un freno alle naturalizzazioni di persone che immigrano nei nostri sistemi sociali. È stata approvata la modifica della Legge sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale. Chi ha ricevuto aiuti sociali negli ultimi dieci anni non può più diventare cittadino ticinese (e con ciò svizzero), a meno che non abbia ripagato l’intero importo ricevuto. Lo stesso principio vale per i cittadini svizzeri provenienti da altri cantoni che vorrebbero acquisire la cittadinanza del cantone o di un comune ticinese.

 

 

Altri milioni alle lobby verdi e cosiddette sociali

L’UDC non vuole cedere al diktat degli ecologisti ma lasciare al mercato e alla ragionevolezza delle persone la scelta. Perciò non ha votato il credito quadro di 50 milioni di franchi e altri 130 milioni entro il 2025 per sostenere le energie rinnovabili e i programmi di sensibilizzazione o la consulenza in tal senso. Le spese effettuate finora a questo proposito sono già ingenti, è ora che subentri il mercato e che si smetta di sovvenzionare le lobby del rinnovabile o di distribuire milioni di franchi «a pioggia».

In tal senso, ci pare anche non solo irrazionale ma addirittura asociale la decisione di obbligare le scuole a svolgere le gite scolastiche unicamente in treno e non più in bus. Nel nostro territorio cantonale – difficile e complesso – obbligare le scuole a non più spostarsi in bus significa escludere molti bambini e ragazzi di scuole discoste, da alcune importanti mete didattiche che non saranno più raggiungibili entro un orario utile. Non da ultimo, la misura dirigista e centralista, riduce l’autonomia decisionale delle sedi scolastiche. Ancora una volta il Gran Consiglio ha ceduto all’ideologia verde che prevale sulla ragionevolezza.

L’UDC non ha neppure votato i 100 mila franchi per il piano sociale cantonale per il personale del già fallito aeroporto di Lugano. Si tratta di una disparità di trattamento nei confronti prima di tutto degli altri lavoratori e delle attività economiche sul territorio, che hanno sofferto, soffrono e soffriranno della pandemia. Un’ingerenza inopportuna, iniqua e dannosa dello Stato, e un pericoloso precedente.

 


Interpellanza

Ticino e piano vaccinale 2021

 Nel sito del Cantone Ticino, sotto la voce vaccinazione, emerge lo schema dell’attuale pianificazione vaccinale per tutte le fasce di età e di settore/esigenza.

Uno schema ben allestito, senonché lascia un attimo perplessi la posizione del personale sanitario che si trova in sesta fascia, o meglio al penultimo posto.

Proprio questo settore che sembra, in questo momento, essere il più delicato visto il contatto diretto con pazienti in malattia o in infortuni.

In altri Cantoni, come ad esempio nei Grigioni, la categoria “sanitaria” è più prossima rispetto a quella ticinese.

Alla luce di questa situazione delicata, chiediamo semplicemente al Consiglio di Stato:

  1. Su che basi scientifiche e calcolo dei rischi è stato deciso di metter in sesta fascia e quindi con un lasso di tempo più lungo, il personale medico e infermieristico sapendo che è molto più a contatto con le persone ospedalizzate e quindi più vulnerabile e a rischio per i pazienti?
  2. Non reputa il Consiglio di Stato di dover anticipare la vaccinazione a questa categoria molto più esposta al rischio, in modo da ridurre anche il pericolo di trasmissione del virus ai pazienti e agli utenti delle strutture sanitarie?

Tiziano Galeazzi, (primo firmatario)

Roberta Soldati

Edo Pellegrini

Paolo Pamini

 

Mozione

Saniamo la disparità di trattamento causata dai casi di rigore

Durante la seduta del 25 gennaio 2021 il Gran consiglio ha dato il nulla osta alla partecipazione del nostro cantone alla concretizzazione delle misure emanate dalla Confederazione per i casi di rigore.

Di fatto, ci si è poi accorti che alcune condizioni poste per poter accedere alle varie forme di aiuto (contributi a fondo perso e mutui garantiti da fideiussioni) sono precluse a molti imprenditori, mettendoli così in grave difficoltà.

Uno dei limiti che sta creando grande sconcerto è il termine del 1° marzo 2020, previsto dalla legge, entro il quale l’impresa doveva essere costituita.

Ci sono infatti diversi imprenditori che prima di questo termine avevano già avviato le pratiche burocratiche tese alla costituzione della propria ditta, ma che per questioni amministrative essa non ha potuto essere iscritta a registro di commercio prima del 1° marzo 2020, oppure, altri imprenditori che già mesi prima avevano concluso dei contratti di locazione, acquistato inventari e merce o assunto personale, per poter avviare la propria attività in concomitanza con l’inizio della stagione turistica, oppure altri imprenditori che, nonostante il difficile periodo di pandemia vissuto nel 2020, avevano comunque deciso di investire in un’attività economica.

Queste attività, quali bar, ristoranti, palestre, o altre contemplate nella lista dei casi di rigore colpite dalla chiusura decisa dal Consiglio federale, non possono accedere gli aiuti previsti, perché create dopo il 1° marzo 2020, e sono così vittime di una disparità di trattamento rispetto a imprenditori attivi prima di questa data.

Vi è il forte rischio che questi nuovi imprenditori debbano chiudere definitivamente le loro attività (senza magari averle mai potute avviare), perdendo così tutto il denaro risparmiato e investito, cosi come forse una parte del loro avere pensionistico prelevato dalla LPP; senza gli aiuti rischiano di cadere nell’assistenza pubblica.

Mediante la presente mozione, si chiede al Consiglio di Stato, di voler attivarsi al più presto presso le autorità federali per fare implementare immediatamente:

– delle deroghe al termine del 1° marzo 2020 per avere accesso agli aiuti previsti per i casi di rigore, laddove l’attività economica era già stata pianificata, fatti investimenti e/o concluso dei contratti da parte di imprenditori residenti in Ticino prima di questa data;

– prevedere delle deroghe per le attività economiche rientranti nella lista dei casi di rigore avviate ex novo dopo il 1° marzo 2020 da parte di persone già residenti in Ticino (con permesso di soggiorno valido) prima di questa data, che abbiano effettuato importanti investimenti personali, prelevato averi pensionistici LPP, e contratto debiti.

Roberta Soldati e Daniele Pinoja (primi firmatari)

 

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