Swisscom, pronta una nuova fregatura?

Mar 8 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 25 Views • Commenti disabilitati su Swisscom, pronta una nuova fregatura?

È della scorsa settimana la notizia che l’ente nazionale di telefonia, e di servizio universale delle telecomunicazioni e nella tecnologia delle informazioni – azienda a maggioranza di proprietà della Confederazione, ex regia federale e con un mandato di servizio pubblico – è in trattativa per acquisire Vodaphone italia. La spesa sarebbe di soli otto miliardi di franchi (!). Al momento attuale non si sa se il Consiglio federale sia stato preventivamente informato dell’offerta. Né se abbia espresso una opinione in merito.

Sicuramente nella vicina repubblica le risate non si contano. Ricordiamo che già nel non lontano 2007 Swisscom acquisì Fastweb per altri 8 miliardi di euro! L’acquisizione di questa disastrata società ha per alcuni anni causato grattacapi non indifferenti a Swisscom. Non dobbiamo poi dimenticare che altri affari, negli anni scorsi, hanno causato perdite milionarie per la società svizzera. Li elenchiamo: Ungheria, India, Malaysia, Germania. Anche la mancata acquisizione, nel 2005, dell’irlandese Eircom, che nel 2011 fallì con debiti per 4 miliardi di euro. A opporsi a questo malaffare fu l’allora consigliere federale Christoph Blocher!

Attualmente, Vodaphone Italia è proprietà della multinazionale britannica Vodaphone che ha comunicato di aver intrattenuto discussioni su più fronti per valutare le migliori opzioni di consolidamento nella vicina repubblica. Società per la quale a dicembre c’era stata una richiesta di «Illiad», società francese, di fondere le attività delle due compagnie telefoniche in Italia, passando attraverso la creazione di una «newco». Richiesta ritornata al mittente a gennaio.

Diversi deputati delle due camere, in questi giorni, hanno inoltrato atti parlamentari che chiedono, fra l’altro, «di chiarire le regole del gioco» per le aziende federali in concorrenza con il settore privato.

La presidente della Commissione delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati, Marianne Maret, e pure la Commissione dell’economia e dei tributi, hanno intenzione di esaminare l’acquisizione.

La Confederazione detiene la maggioranza e a rispondere dei rischi assunti dall’azienda saranno quest’ultima e i contribuenti svizzeri. Sempre Maret, oltre che essere sorpresa, è preoccupata per la cifra spaventosa che è stata proposta.

Lorenzo quadri ha presentato un’interpellanza che nel commento chiede, a ragione, se ad acquisizione attuata, si dovrà cambiare il nome da Swisscom a Italycom!

Il deputato socialista Bruno Storni, al TG del 28 febbraio 2024, ha così commentato: «mettendo assieme telefonia mobile e telefonia fissa, come abbiamo già in Svizzera, sono più le opportunità che i rischi per Swisscom».

È probabile che l’indebitamento di Swisscom aumenti a seguito di questa transazione: il debito netto dovrebbe passare dai 7,7 miliardi di franchi della fine del 2023 ai 15,3 miliardi!

FRG

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