Sussidi a Go Go!

Mar 25 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 35 Views • Commenti disabilitati su Sussidi a Go Go!

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Nel dicembre dell’anno scorso il Consiglio di Stato, con messaggio nr. 8374, chiede al legislativo cantonale la concessione di un sussidio di franchi 1’530’000 per il restauro globale del palazzo delle Officine Idroelettriche della Maggia (OFIMA) a Locarno, definito bene culturale d’importanza cantonale. Il palazzo fu progettato dall’architetto locarnese Paolo Mariotta.

Nel 2016, nell’ambito della revisione del piano regolatore della cittadina sul Verbano, il Dipartimento del territorio, su preavviso dell’Ufficio e sentita la Commissione dei beni culturali, aveva proposto di proteggere l’edificio quale bene culturale di interesse cantonale ai sensi della Legge sulla protezione dei beni culturali. La Variante PR è stata adottata dal Consiglio Comunale e, relativamente alla tutela che qui interessa, non sono stati presentati ricorsi.

L’azienda proprietaria ha quindi deciso di promuovere un intervento di restauro globale e, consapevole dell’importanza di preservare la qualità architettonica generale dell’opera, ha indetto nel 2013-14 un concorso di progettazione, vinto dagli architetti Michele e Francesco Bardelli di Locarno. In seguito alla conclusione della fase di progetto, è stato indetto un successivo concorso per l’appalto delle prestazioni da architetto relative alle fasi esecutive (fasi 41-51-52-53 secondo il Regolamento SIA 102/2014), del quale è risultato vincitore lo studio di architettura Bardelli Architetti Associati Sagl. Bardelli Michele (PST) già municipale presidente del consiglio comunale della città nel 1998.

Il progetto prevedeva un investimento di oltre 14 milioni di franchi. Restauro a quanto si apprende già terminato.

Se il palazzo può aver qualche interesse paesaggistico, ma non siamo del ramo e quindi il nostro giudizio conta poco o nulla, non riusciamo a comprendere perché le finanze del nostro povero cantone debbano scucire l’importo suindicato per un’opera privata. Alla città, il gigante dell’idroelettrico aveva avanzato inizialmente la richiesta di un contributo oscillante tra i 230 e i 300mila franchi. Una proposta che non a tutti era piaciuta (soprattutto per il modo e la tempistica con cui la comunicazione era stata trasmessa alla commissione della gestione, dal momento che la domanda di costruzione era stata inoltrata ben prima, il 30 aprile 2019). Al tirar delle somme, il contributo cittadino ai costi di restauro di questo bene culturale protetto si era poi limitato però a 20mila franchi.

Il presidente delle Officine Idroelettriche della Maggia, attualmente è Huwyler Joerg, da Sins in Wilen, mentre per le Officine idroelettriche di Blenio troviamo Tognola Giorgio da Grono in Bodio.

Attualmente non conosciamo ancora quanto sia stato l’utile o la perdita di entrambe le società nell’ultimo esercizio, ma riteniamo che anche senza il contributo del Canton Ticino le due società non abbiano problemi finanziari.

Per ritornare al nocciolo della questione, a tutt’oggi sappiamo che, in seno alla commissione della gestione del Gran Consiglio, le posizioni sono decisamente consolidate. Lega dei ticinesi, UDC, il Centro e il PS sono intenzionati a mostrare il pollice verso alla richiesta di 1,53 milioni di franchi. Il PLR, prima di esprimersi con cognizione di causa e nel rispetto delle istituzioni, vuole avere in mano gli approfondimenti giuridici. Sulla stessa lunghezza d’onda i Verdi, che vogliono prima essere resi edotti dai consulenti. Viste le premesse e in attesa dei chiarimenti auspicati, il destino del credito pare pertanto segnato.

L’avvocata e notaia Roberta Soldati (UDC), interpellata dal CdT, si dice «assolutamente contraria alla partecipazione cantonale alle spese per il restyling e ciò in virtù della forza economica dell’Ofima.

Dare un contributo all’azienda, per questo intervento, andrebbe a scapito di altri enti che ne hanno veramente bisogno e che si trovano in ben altre condizioni». Il collega e capogruppo de il Centro Maurizio Agustoni, pure lui avvocato di professione, ribadisce la necessità di capire «se c’è un obbligo legale per il cantone di intervenire quando si tratta di un bene culturale di interesse, appunto, cantonale. Se si dovesse arrivare alla conclusione che questo obbligo non sussiste, vi è da immaginare che si andrebbe verso il no al contributo chiesto per la fattispecie in oggetto, proprio considerando le disponibilità finanziarie delle Officine idroelettriche della Maggia SA. Così la pensa il nostro gruppo». Per l’attuale presidente del PLR Alessandro Speziali la richiesta è legittima, ma non opportuna.  Parliamo di un contributo per il restauro dello stabile (ormai urgente e necessario), che è un bene culturale d’interesse cantonale – in particolare per la sua qualità architettonica. La richiesta è legittima. Detto questo, riflettiamo sul principio generale: un proprietario ha per forza il diritto a un sussidio di un bene culturale, anche quando avrebbe mezzi finanziari più che sufficienti? Visti i tempi di ristrettezze finanziarie, direi di no.

Attendiamo con curiosità la decisione del legislativo cantonale e speriamo che non finisca a vino e tarallucci.

Sede Ofima:

La sede amministrativa delle OFIMA, progettata e costruita nel 1965 dall’architetto locarnese Paolo Mariotta (1905-1972), costituisce un notevole esempio di architettura moderna del secondo dopoguerra nel Canton Ticino. Il palazzo è costituito da un’elegante composizione di volumi, la cui razionale planimetria degli spazi interni riflette l’ordine modulare delle vetrate. Gli slanciati prospetti principali, per la gran parte in vetro e metallo, si alternano a superfici opache in cemento armato, marmo di Lasa (Alto Adige) e intonaco finemente bocciardato, formando un’architettura raffinata in perfetto equilibrio. Il palazzo è immerso in un vasto e curato giardino, in cui trovano posto, oltre alla rigogliosa vegetazione, una grande turbina dismessa e un ampio bacino con tre alti getti d’acqua, elementi con un chiaro riferimento all’attività principale dell’azienda.

Chi fu l’architetto Paolo Mariotta:

Paolo Mariotta nasce a Muralto nel 1905. Ottenuto il diploma in Architettura al Politecnico federale di Zurigo nel 1929, Mariotta prosegue gli studi a Parigi presso l’Ecole des Beaux Arts. Rientrato in seguito in Ticino, apre uno studio a Locarno nel 1931. Inizia quindi la sua lunga e proficua carriera di architetto che lo porta a realizzare, oltre a numerose villette d’abitazione contraddistinte da uno stile sobrio ed elegante, anche diversi edifici commerciali (emporio Jelmoli a Locarno, EPA a Lugano, centro commerciale con albergo a Muralto), sedi bancarie (BPS a Locarno, Società di Banca Svizzera a Lugano, Credito Svizzero a Locarno), sedi amministrative (Schindler a Locarno, Beltex ad Agno, OFIMA a Locarno) e le già citate centrali idroelettriche. Mariotta è pure l’artefice del restauro della

chiesa di San Nicolao a Giornico (1942) e degli eleganti edifici che compongono il complesso cimiteriale di Locarno (1953).

La sua ampia e variegata attività non si limita al territorio ticinese, bensì a partire dal secondo dopoguerra Mariotta progetta e realizza importanti edifici nel resto della Svizzera come pure in Spagna, Portogallo, Germania, Svezia e Perù.

Mariotta svolge anche il ruolo di presidente della sezione Ticino della Federazione Architetti Svizzeri (FAS) e presidente della Commissione cantonale delle bellezze naturali.

FRG

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